Foglio Federale Berna, 28 febbraio 1977

Anno LX

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Volume I

N° 9 Si pubblica di regola una volta la settimana. Abbonamento annuo fr. 55.-- (semestrale fr. 30.50, estero fr. 73.--) con allegata la Raccolta delle leggi federali.

Rivolgersi alla Tipografia Grassi & Co. (già Cantonale), 6500 Bellinzona Telefono 092/25 18 71 - 25 18 72 -- Ccp 65-690

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77.005

Messaggio a sostegno di una nuova legge federale sulla formazione professionale Del 26 gennaio 1977

Onorevoli presidenti e consiglieri, Ci pregiamo di sottoporre alla vostra approvazione il disegno di una nuova legge federale sulla formazione professionale.

Inoltre vi proponiamo di togliere di ruolo i seguenti postulati: 1969 P

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Concezione globale della formazione tecnica superiore (N 3.6.69, Wartmann)

1971 P

10867

Revisione parziale della legge sulla formazione professionale (N 20.9.7l, Baumann)

1972 P

11056

Scuole superiori per i quadri dell'economia e dell'amministrazione (SSQEA) (N 8.6.72, Müller-Lucerna)

1972 P

11189

Legge sulla formazione professionale. Modificazione (N 8.6.72, Rüegg)

!976 -- 880 Foglio federale 1977, Voi. I

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1972 P 11434

Formazione professionale nel commercio al minuto ( N I 1.12.72, Thalmann)

1973 P

11513

Formazione professionale (N 13.3.73, Künzi)

1973 P

11728

Formazione professionale. Esame professionale superiore (N 25.9.73, Thalmann)

1973 P 11257

Formazione professionale (N 20.6.73, Wüthrich)

Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.

Berna, 26 gennaio 1977 In nome del Consiglio federale svizzero: II presidente della Confederazione, Furgler II cancelliere della Confederazione, Huber

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Compendio La legge federale del 20 settembre 1963 1J sulla formazione professionale, entrata in vigore il 15 aprile 1965, ha fatto buona prova e ha contribuito considerevolmente ad aumentare in modo soddisfacente il livello della nostra formazione professionale. Questo atto legislativo ha invero fornito notevoli possibilità d'attuazione delle soluzioni di sviluppo, poiché in esso sono stati ancorati solo i principi fondamentali. Ciò nonostante, in questi ultimi anni si è manifestata la necessità di una sua revisione. Trattasi precipuamente di migliorare il tirocinio nell'azienda che costituisce pur sempre il genere più funzionale di formazione nelle nostre condizioni. A tal fine, il vigente sistema dualistico (formazione dell'apprendista nell'azienda e nella scuola professionale) dev'essere sostituito da quello trialistico, la cui caratteristica risiede nel fatto che il conferimento all'apprendista delle attitudini fondamentali per la sua professione non spetta più soltanto al singolo maestro di tirocinio, ma viene pure assunto collettivamente e si attua nei cosiddetti corsi d'introduzione. Un siffatto corso deve aver luogo ogni qualvolta, secondo il programma di formazione, dev'essere impartita una nuova nozione essenziale. Deve inoltre contribuire al miglioramento del tirocinio aziendale la frequentazione obbligatoria di corsi di formazione per maestri di tirocinio. Per altro, i modelli di guida metodica, che devono essere elaborati dalle associazioni professionali, consentiranno di impostare sistematicamente la formazione pratica degli apprendisti. Nel nuovo testo legislativo dovranno inoltre essere ancorate la scuola media professionale, l'Istituto pedagogico svizzero di formazione professionale, la scuola dei tecnici e la scuola superiore per i quadri dell'economia e dell'amministrazione. In più è previsto di disciplinare la formazione empirica a livello federale e di promuovere la ricerca in materia di formazione professionale. Infine, l'adeguamento di numerose disposizioni del testo vigente sul fondamento delle esperienze acquisite deve contribuire in favore di una strutturazione più aggiornata dei principi legali della formazione professionale.

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RS 412.10

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Parte generale 11

Evoluzione della formazione professionale nel quadro della legge del 1963

La legge federale del 20 dicembre 1963 sulla formazione professionale (RS 412.10) ha manifestamente fatto buona prova ed ha pertanto contribuito essenzialmente allo sviluppo e al perfezionamento della formazione professionale, poiché, essendovi ancorati, nella misura del possibile, soltanto i principi fondamentali, essa ha lasciato libero spazio a disciplinamenti suscettivi di sviluppo.

Contratti di tirocinio II numero dei contratti di tirocinio conchiusi a nuovo è diminuito da 45 700 nel 1964 a 44 316 nel 1967.1 motivi di questa flessione furono dovuti principalmente alla diminuzione degli effettivi delle classi d'età che entrano in tirocinio, come anche all'istituzione di un numero assai elevato di nuove scuole medie. A contare dal 1968 i contratti di tirocinio nuovamente conchiusi sono però aumentati costantemente per raggiungere, nel 1975, il livello massimo di 52 779 unità; in questo stesso anno, il numero globale dei contratti di tirocinio è ammontato a 143 065, contro 131 879 nel 1965.

Negli ultimi anni, il 70 per cento dei giovani e il 33 per cento delle giovani, prosciolti dall'obbligo scolastico, hanno optato per un tirocinio conforme alla legge sulla formazione professionale. L'aliquota considerevolmente più debole delle giovani è dovuta al fatto che queste ultime scelgono soltanto eccezionalmente le professioni del ramo metalmeccanico, le quali costituiscono più dei due quinti dei tirocini complessivi. D'altronde, le professioni appartenenti ai settori dell'educazione e delle cure ai malati (comprese le professioni paramediche) non sono comprese nel campo d'applicazione della legge sulla formazione professionale. Occorre nondimeno osservare che durante gli ultimi dieci a quindici anni un numero viepiù maggiore di ragazze ha compiuto tirocini nelle professioni le quali, in altra epoca, erano considerate come «professioni riservate agli uomini» (numero totale dei tirocini di tipografe compositrici 1960: O, 1975: 366; di parrucchiere per uomo 1960: 68, 1975: 351; di donne confettiere-pasticciere-gelatiere 1960: 13, 1975: 296; di donne panettiere-pasticciere 1960: 5, 1975: 187; di disegnatrici edili 1960: 129, 1975: 837; di disegnatrici di macchine 1960: 24, 1975: 229; di donne ottico-occhialaio 1960: 10, 1975: 140).

Regolamenti di tirocinio II numero delle professioni per le quali è stato compilato un regolamento di tirocinio giusta la legge sulla formazione professionale è ammontato a 252

685 nel 1965 e a 269 nel 1975. Le domande per l'istituzione di nuove professioni esigenti un tirocinio sono aumentate durante gli anni d'alta congiuntura; al riguardo le associazioni professionali fanno sempre valere, come motivo essenziale, che il reclutamento dei giovani poteva essere assicurato soltanto se a quest'ultimi era garantita l'esistenza di un tirocinio regolare. Per l'apprestamento di nuovi regolamenti di tirocinio oppure per il riesame di quelli esistenti si è sempre badato a istituire professioni comprendenti una formazione di base allargata. Nondimeno, data la crescente tendenza alla specializzazione delle aziende e delle professioni, detta finalità non è sempre risultata attuabile. Va però osservato che, ad esempio nelle arti grafiche, è stato nondimeno possibile ridurre il numero delle professioni esigenti il tirocinio da 17 a 11. Nell'industria della confezione, le sette professioni finora sottoposte a regolamento sono state sostituite da due professioni di base, ossia il «sarto da confezione» e «sarto industriale». Lo stesso vale per l'industria orologiera, nella quale è stato possibile abrogare i regolamenti di tirocinio inerenti a quattro professioni specializzate. D'altro canto, nell'industria tipografica, è stato istituito, nel 1975, un tirocinio triennale per ciascuna delle tre professioni di tipografo impressore, di macchinista per offset e di impressore per rotocalco, tenuto conto che a questi tirocini è aggregata la possibilità di imparare l'esercizio di un'altra professione nella medesima branca, mediante l'assolvimento di un tirocinio completivo di un anno. Nel 1973 la formazione nelle professioni commerciali ha subito una profonda revisione, secondo la quale essa è ora imperniata su due diverse direzioni, tenuto conto che la massima rilevanza è attribuita alle conoscenze linguistiche e ai lavori di segreteria per la prima, e ai lavori di calcolo, per la seconda. Inoltre, l'insegnamento professionale, che è stato allargato ad una giornata e mezzo per settimana, avviene separatamente per le due direzioni a contare dal secondo anno di tirocinio. Per altro è stato emanato un regolamento di tirocinio per la professione dell'impiegato d'ufficio (sotto forma di tirocinio di una durata di due anni senza lo studio obbligatorio di una lingua straniera e della stenografia),
professione che, alla fine del 1975, già contava 3 318 contratti di tirocinio. Sono pure state intraprese prove nel settore del tirocinio graduale. Nondimeno, mentre il tirocinio di commesso di vendita e di impiegato di vendita al minuto (tirocinio di un anno dopo il superamento dell'esame finale di tirocinio di venditore) sembra rivelarsi adeguato, talune difficoltà sono sorte riguardo al tirocinio di decoratore/progettista-decoratore, difficoltà che ci hanno indotti a rinunciare all'applicazione del tirocinio graduale in questa professione particolare.

Corsi d'introduzione I corsi d'introduzione istituiti nell'ambito della legge del 1963, che conferiscono agli apprendisti le attitudini fondamentali della loro professione, hanno fatto buona prova. Essi contribuiscono considerevolmente a rendere

686 attrattiva la professione e a organizzare più funzionalmente la formazione.

Presentemente si avvalgono di questa istituzione 52 professioni prevalentemente artigianali, mentre sono in fase di preparazione regolamenti per sette altre professioni. Nel 1975, 22400 apprendisti dei due sessi hanno partecipato ai corsi sussidiati dalla Confederazione.

Insegnamento professionale Progressi considerevoli sono stati parimente registrati nel settore dell'insegnamento professionale. Il tempo relativamente breve disponibile al riguardo deve essere utilizzato in modo ottimale, applicando i tre seguenti provvedimenti, il cui contributo è rilevante: l'istituzione di classi per ogni professione e, nella misura del possibile, per ogni anno di tirocinio della stessa professione, il miglioramento della formazione degli insegnanti e l'adeguamento costante dei programmi di insegnamento alle esigenze del momento.

Mediante l'istituzione di centri di insegnamento regionali bene attrezzati e riferiti a determinate branche professionali -- centri che sono parimente in grado di fornire possibilità nel settore del perfezionamento --, sono state soppresse, tra il 1965 e il 1975, 45 scuole professionali artigianali e 9 scuole professionali commerciali, d'importanza minore.

Al riguardo è stato debitamente tenuto conto di ogni situazione particolare, soprattutto per quanto concerne le scuole professionali nelle zone montane.

In molte scuole è stato introdotto il laboratorio linguistico come sono pure stati introdotti altri sussidi didattici moderni. Nel 1968, 25 maestri professionali sono stati formati, durante un corso di 6 settimane, nell'elaborazione di materie destinate all'insegnamento programmato. Alla fine del 1973, il Dipartimento ha istituito una commissione professionale federale (incaricata di esprimere il suo parere su i materiali e i sussidi didattici, come anche in materia d'edilizia), le cui sette sottocommissioni hanno già fornito un utile lavoro nel breve periodo della loro attività. Nel 1968 sono state costituite le prime tre scuole medie professionali, le quali, come complemento dell'insegnamento obbligatorio alle scuole artigianali, alle scuole di arti e mestieri e alle scuole di arte applicata, conferiscono agli apprendisti dotati una formazione più vasta, che giova allo sviluppo professionale e
individuale e che facilita loro anche l'accesso a cicli di formazione più impegnativi.

La formazione dura sei semestri e si conclude con un esame. Le materie obbligatorie di base comprendenti complessivamente 380 ore sono la lingua materna, la prima lingua straniera e la storia moderna. Le altre materie possono essere scelte secondo le vie di formazione offerte dalla scuola (sezione generale, tecnica o artistica). Per l'istituzione e l'organizzazione della scuola media professionale, l'UFIAML ha emanato, il 26 giugno 1970, direttive che attualmente sono rielaborate sul fondamento delle esperienze acquisite. Durante l'anno scolastico 1975 si sono contate 25 scuole medie

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professionali con complessivamente 3 724 alunni. A titolo sperimentale, due scuole professionali commerciali sono state autorizzate ad aggregarsi una scuola media professionale, la cui strutturazione è nondimeno sensibilmente diversa da quella della scuola artigianale. Questo istituto consente ad un buon numero di alunni di accedere a una posizione-quadro (mediante la frequentazione della scuola tecnica superiore) e facilita ad altri la preparazione al passaggio ad un altro ciclo di studi (esame di maturità federale, ammissione alla magistrale ecc.). La fondazione dell' Istituto pedagogico svizzero di formazione professionale (DCF del 17 maggio 1972) ha dato un impulso decisivo in materia di formazione dei docenti professionali. Questo istituto ha il compito di formare i docenti professionali di ruolo o quelli ausiliari e di perfezionare le loro conoscenze, di fungere da servizio nazionale di documentazione in materia di insegnamento professionale, di studiare il materiale ed i sussidi didattici e di raccomandarne l'impiego, nonché di occuparsi della ricerca nel settore dell'insegnamento professionale. In materia di formazione dei docenti, questo istituto ha assunto il mandato che era stato affidato alla Divisione della formazione professionale. Esso ha la sede a Berna e, per la Svizzera francese, gestisce una sezione a Losanna. La formazione si estende a due anni per i docenti a tempo pieno chiamati a insegnare nelle materie di cultura generale ed è di un anno per l'insegnamento nelle branche professionali. Le condizioni richieste per l'ammissione ai corsi di studio sono le seguenti: i candidati della prima categoria devono essere titolari di una patente di insegnante, mentre i candidati delle branche professionali devono essere titolari del diploma di una scuola tecnica superiore, oppure devono aver superato l'esame di maestro nella professione pertinente, ovvero comprovare una pratica professionale sufficiente nelle professioni per le quali non è previsto l'esame di maestro. Sino alla fine del 1975, l'istituto aveva già formato 56 docenti a tempo pieno per il settore della cultura generale e 87 per altre branche professionali. Durante il 1975, il Centro svizzero di documentazione ha fornito ai docenti professionali, a dieci riprese, complessivamente materiale e documentazione per 113 pagine. Nel
corso degli ultimi anni, tutti i programmi di insegnamento delle materie di cultura generale, impartite dalla scuola professionale e artigianale, hanno costituito l'oggetto di un profondo riesame. Nel febbraio del 1972, l'UFIAML ha istituito un programma-quadro di insegnamento delle materie commerciali, comprendente il diritto, la corrispondenza e la gestione degli affari finanziari. Il programma-quadro di insegnamento finora applicato per la lingua materna è stato sostituito, nel maggio del 1976, con il programma-quadro di insegnamento «tedesco» («francese»), la cui innovazione essenziale consiste nel fatto che la metà delle ore di insegnamento deve essere riservata alla formazione linguistica e l'altra metà dedicata ai settori specializzati: letteratura, arte plastica e musica, mass media e problemi esistenziali. Infine, il 15 luglio 1976, l'UFIAML ha istituito un nuovo programma-quadro di insegnamento

688 adeguato alle esigenze attuali per le materie istruzione civica, economia e commercio. I programmi-quadro di insegnamento non sono più compilati, come precedentemente, in forma di semplici elenchi di materie, ma, conformemente alle conclusioni scientifiche della ricerca sui curricoli di formazione, esprimono le materie in finalità d'insegnamento. I programmi-quadro dell'insegnamento professionale, che devono essere elaborati simultaneamente al pertinente regolamento di tirocinio e d'esame, saranno concepiti analogamente.

Siccome la legge federale del 17 marzo 1972 che promuove la ginnastica e lo sport (RS 415.0) ha dichiarato obbligatorio l'insegnamento della ginnastica e degli sport per tutte le scuole professionali, il 14 giugno 1976 abbiamo emanato una ordinanza corrispondente (RU 1976 1403). Secondo l'articolo 4, l'insegnamento obbligatorio della ginnastica e dello sport comprende settimanalmente almeno una lezione, quando l'insegnamento nella scuola professionale è di un giorno al massimo, e una lezione doppia, quando lo stesso è di un giorno e mezzo o di due giorni. I Cantoni sono tenuti ad applicare queste misure coercitive al più tardi entro l'inizio dell'anno scolastico 1986.

Edifici per la formazione professionale La costruzione e l'ampliamento di numerose scuole professionali non sarebbero stati realizzabili senza un'assistenza finanziaria considerevole della Confederazione. In virtù della legge federale del 1963, il sussidio accordato dalla Confederazione per gli edifici ammontava al massimo al 20 per cento del costo di costruzione e a due milioni di franchi al massimo per la singola costruzione. Secondo la legge federale del 9 marzo 1972, modificante la legge sulla formazione professionale, questa limitazione è stata omessa e l'aliquota di sussidio è stata aumentata al 45 per cento al massimo. Le nuove aliquote sono inoltre state dichiarate applicabili agli edifici la cui costruzione ha avuto inizio dopo il 1° gennaio 1971.

Da sola, questa disposizione ha provocato un aumento degli oneri federali pari a circa 136 milioni di franchi. Dopo l'entrata in vigore della legge sulla formazione professionale del 1963 (15 aprile 1965) e fino al termine del mese di giugno 1976, la Confederazione ha dedicato complessivamente 393,92 milioni di franchi per la costruzione o per l'ampliamento
di edifici destinati alla formazione professionale. L'aiuto finanziario è stato fornito a 175 scuole professionali artigianali, a 49 scuole professionali commerciali, scuole di commercio e scuole di amministrazione, a 78 edifici per l'economia domestica, a 27 scuole tecniche superiori- e scuole tecniche serali, a 14 edifici per corsi di introduzione, a 22 case per apprendisti dell'uno e dell'altro sesso e a 8 edifici e impianti destinati alla ginnastica per appren-

689 disti. In più di questi contributi ai provvedimenti edili, la Confederazione ha devoluto dal 1965 al 1975, complessivamente 1000352000 franchi per promuovere la formazione professionale.

Perfezionamento professionale Anche il perfezionamento professionale è stato contrassegnato da un ampliamento particolarmente vigoroso. Le scuole e le associazioni professionali offrono, in parte, nuove e molteplici possibilità, di cui possono soprattutto valersi i quadri inferiori e medi. In talune professioni, gli esami di maestro hanno subito gli effetti dell'alta congiuntura. L'afflusso è stato invero considerevole soltanto nelle branche in cui è richiesto un diploma per esercitare la professione autonomamente (istallatore-elettricista, istallatore-sanitario, spazzacamino) o per formare apprendisti. L'esame di professione introdotto per la prima volta nella legge del 1963, che persegue lo scopo di determinare se il candidato possegga le attitudini e le conoscenze professionali necessarie per adempire la funzione di capo, stenta a imporsi.

A fine giugno 1976, erano stati infatti organizzati soltanto nove esami di questo tipo (capo-muratore, capo-sondatore, specialista in bruciatori, revisore di cisterne (nafta), capo-officina per costruzioni metalliche, esperto saldatore, tecnico di pubblicità, capo-carpentiere e dichiarante di dogana).

Scuole tecniche superiori Le scuole tecniche superiori hanno fruito di un impulso straordinario. Alle 11 scuole diurne già esistenti, che sono state parzialmente ampliate e modernizzate, si sono aggiunti quattro altri stabilimenti nuovi a contare dal 1964 (Brugg-Windisch nel 1965, Buchs nel 1972, Losanna (industria delle arti grafiche) nel 1972, Rapperswil nel 1972), mentre la scuola di Losanna, istituita nel 1957, è stata trasferita a Yverdon. Sono state inoltre istituite nuove vie formative, come quelle della tecnica di misurazione e di regolazione, dell'urbanismo, del paesaggismo e dell'industria delle arti grafiche. Il 13 dicembre 1968, il Dipartimento federale dell'economia pubblica ha stabilito esigenze minime per il riconoscimento degli istituti di insegnamento, come scuole tecniche superiori. Queste prescrizioni consentono di riconoscere come tali parimente le scuole serali. Successivamente, otto scuole serali si sono avvalse di questa possibilità e da quel momento
i loro alunni sono pure autorizzati a utilizzare il titolo di «Ingegnere-tecnico STS» oppure di «Architetto-tecnico STS». Le 23 scuole tecniche superiori riconosciute hanno registrato complessivamente la frequenza di 6886 studenti nel 1975 e, durante lo scorso anno, hanno rilasciato 1 750 diplomi. Grazie a questa previdente pianificazione, in queste scuole modernamente sistemate risulterà disponibile, anche nel corso degli anni futuri, un numero sufficiente di posti di studio. Sussiste pertanto ogni garanzia affinchè il fabbisogno dell'econo-

690 mia e dell'amministrazione possa essere integralmente coperto, per quanto concerne la formazione dei quadri superiori, sia dal profilo qualitativo, sia da quello quantitativo.

Scuole dei tecnici I progressi continui dell'evoluzione tecnica, aggiunti al perfezionamento dei metodi di lavoro e dei procedimenti di fabbricazione nelle aziende, esigono la formazione dello specialista, che, per quanto concerne le conoscenze e le capacità professionali, viene a collocarsi tra l'uomo di mestiere qualificato e l'ingegnere-tecnico STS. Di norma, egli esercita funzioni pianificatone e dirigenziali, è in grado di assumere autonomamente costruzioni di dettaglio, come anche di svolgere compiti di misurazione e di verificazione. Per lo specialista tecnico sono state istituite, nel corso degli ultimi anni, possibilità di formazione specifiche. Allo scopo d'istaurare un certo ordinamento di questo livello di formazione, in previsione del suo eventuale disciplinamento legale, l'UFIAML ha emanato talune direttive, le quali hanno per oggetto di stabilire i presupposti della formazione, la sua durata e le principali materie di insegnamento. Dette scuole verranno sussidiate dalla Confederazione come istituzioni di perfezionamento professionale, in virtù dell'articolo 44 della legge e dovranno essere ancorate nel testo della legge riveduta (art. 57). Sussistono attualmente circa una ventina di istituzioni di questo genere, le quali manifestano nondimeno discrepanze assai sensibili per quanto concerne la durata della formazione, il livello e il programma di quest' ultima. Le esigenze minime che devono essere stabilite dal Dipartimento distingueranno le scuole che potranno essere riconosciute come scuole dei tecnici, conformemente alla nuova legge.

Scuole per i quadri dell'economia e dell'amministrazione Nel settore commerciale, sono state aperte, nel corso degli ultimi anni, ben 6 scuole per i quadri dell'economia e dell'amministrazione. Quest'ultime perseguono lo scopo di preparare gli impiegati di commercio qualificati ad assumere compiti impegnativi nell'economia e nell'amministrazione. La durata della formazione è di sei semestri e si ripartisce in un corso preparatorio di un anno.e in un corso principale di due anni. Gli ultimi due semestri prevedono la possibilità di una moderata specializzazione (ad es.
contabilità e organizzazione, marketing, amministrazione). Lo studio specializzato, svolto su ampia base, è completato mediante materie di cultura generale (matematica, storia, psicologia, lingue). Finalità analoghe sono perseguite dalla «scuola per i quadri», annessa alla scuola cantonale di commercio di Zurigo, e dalla «scuola di formazione commerciale superiore globale» (Höhere Kaufmännische Gesamtschulung) a Berna, organizzata come ciclo di formazione di sei semestri da assolvere in margine all'esercizio della professione. Nel corso di questi ultimi anni, le scuole superiori per i

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quadri dell'economia e dell'amministrazione hanno consolidato la loro struttura, cosicché il loro inserimento nella legge sembra indicato e non dovrebbe porre alcun problema particolare, tenuto pure conto che esse già beneficiano dei sussidi fondati sulla legge del 1963.

Orientamento professionale Per concludere, occorre evidenziare ancora la gradita evoluzione dell'orientamento professionale. Il numero degli orientatori professionali è progredito da 367 nel 1964 a 530 verso la fine del 1974 e durante lo stesso periodo la proporzione degli orientatori a tempo pieno è passata dal 44 al 90 per cento. Grazie a questo potenziamento dell'effettivo del personale il numero dei consultati si è pure accresciuto, passando da 57 000 nel 1964 a 87 178 nel 1974. È stata essenzialmente migliorata anche la formazione degli orientatori, in particolare mediante i corsi di studio per le persone che si dedicano a questa professione in un secondo ciclo di studi e con il perfezionamento della documentazione e dell'informazione, che assumono una grande rilevanza per l'informazione professionale oggettiva in generale e per la consultazione individuale.

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Motivi per la revisione della legge

Come già accennammo, la legge sulla formazione professionale del 1963 si è rivelata un valido strumento e la sua struttura particolare ha permesso di tener conto di molteplici trasformazioni e anche di svolgere esperimenti. Nell' ambito di una perseverante politica dei piccoli passi sono stati in effetti continuamente migliorati la formazione pratica dell'apprendista nell'azienda nonché l'insegnamento professionale. Talune innovazioni, come la possibilità per i Cantoni di dichiarare obbigatoria la frequenza ai corsi d'istruzione per i maestri di tirocinio come anche l'obbligo per l'associazione professionale competente di elaborare il modello di guida metodica per la formazione pratica nell'azienda, sono state attuate con la revisione dell'ordinanza d'esecuzione della legge, del 4 settembre 1974. In questi ultimi anni è però viepiù apparso che la legge vigente non risultava più in grado di soddisfare ogni esigenza. Infatti, la formazione professionale non è un elemento statico ma è sottoposta continuamente all'influsso degli sviluppi e delle trasformazioni soprattutto nei settori tecnico, economico, pedagogico, sociale e demografico. I processi evolutivi si susseguono ora con maggiore frequenza; prova ne è il fatto che la legge del 1930 è stata in grado di disciplinare efficientemente il settore della formazione professionale per ben 35 anni, mentre per lo strumento che l'ha sostituita si manifesta la necessità d'una revisione già dopo 12 anni di validità.

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Uno dei motivi essenziali per la revisione della legge consiste nel miglioramento della formazione di base. Affinchè il tirocinio aziendale possa affermarsi anche in futuro, è necessario renderlo più efficace. Trattasi segnatamente del passaggio dal sistema dualistico a quello trialistico, che è descritto più minutamente nei chiarimenti riguardanti 1' articolo 7. Occorrerà inoltre ancorare nella legge talune scuole di perfezionamento come la scuola dei tecnici e la scuola superiore pei quadri dell'economia e dell'amministrazione, dato che è sufficientemente provato il bisogno di siffatte istituzioni formative. Per altro, la formazione empirica dovrà essere disciplinata nel diritto federale e la ricerca in materia di formazione professionale, che va maggiormente promossa, dovrà essere definita con maggiore precisione. Nella legge dovranno pure essere ancorati la scuola media professionale e l'Istituto pedagogico svizzero di formazione professionale. Infine, molteplici disposizioni vigenti dovranno essere aggiornate sul fondamento delle esperienze acquisite.

Anche da parte parlamentare negli ultimi anni vennero avanzate delle proposte intese ad ottenere una revisione della legge. I relativi postulati del Consiglio nazionale mirano ad un miglioramento della vigilanza sui rapporti di tirocinio (Wüthrich), all'ancoramento nella legge della scuola media professionale (Baumann), all'istituzione di un Istituto svizzero per la formazione ed il perfezionamento dei docenti professionali (Baumann), ad un disciplinamento maggiormente elastico dell'ammissione agli esami di professione ed agli esami di maestro (Thalmann), alla creazione di un titolo legalmente protetto per gli allievi delle scuole superiori per i quadri dell'economia e dell'amministrazione (Müller-Lucerna), al disciplinamento della formazione dei tecnici e della formazione a livello di scuola specializzata (specialisti d'esercizio) (Rüegg), all'elaborazione di una concezione globale della formazione tecnica superiore (Wartmann), al conferimento di compiti nel campo della ricerca sulla formazione professionale all'Istituto pedagogico svizzero di formazione professionale (Küenzi), all'aumento delle aliquote di sussidiamento in favore delle costruzioni riservate alle scuole professionali (Baumann), all'istituzione di scuole d'arti e mestieri per
determinate professioni (Wüthrich), come anche all'istituzione di un ufficio di coordinamento in relazione al nuovo disciplinamento della formazione professionale nelle professioni della vendita (Thalmann).

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Sviluppo del disegno di legge e risultati della procedura di consultazione

II disegno di una nuova legge sulla formazione professionale ebbe origine da numerosi documenti. Per l'impostazione della formazione di base fu segnatamente determinante il rapporto finale della Commissione peritale

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federale per il miglioramento del tirocinio professionale dell'aprile 1972, il quale compendiò le deliberazioni commissionali in 14 tesi. Ma anche gli uffici cantonali della formazione professionale, le associazioni centrali dei datori di lavoro e dei lavoratori e le associazioni dell'insegnamento professionale si occuparono, in parte assai lungamente, della questione a sapere come si avrebbe dovuto migliorare la formazione professionale.

Le Conferenze degli uffici cantonali per la formazione professionale della svizzera tedesca, della svizzera romanda e del Ticino sottoposero ciascuna all'UFIAML un disegno di legge di analogo contenuto nelle questióni essenziali. L'Unione sindacale svizzera, a sua volta, elaborò un'«alternativa USS riguardo alla legge federale sulla formazione professionale», pure strutturata in forma di atto legislativo.

Altre associazioni professionali, pur restringendosi alle questioni concrete concernenti le loro proprie specialità, sottoposero proposte pertinenti.

Per contro, l'Unione svizzera delle arti e mestieri rinunciò a presentate un' istanza, considerando sempre validi i postulati espressi nel suo «Berufsbildungsbericht» del 1970. Una commissione, istituita in comune dalla Conferenza svizzera dei direttori delle scuole professionali artigiano-industriali e delle scuole specializzate e dall'Unione svizzera per l'insegnamento professionale, elaborò numerose tesi per l'impostazione del tirocinio, imperniate soprattutto sull'insegnamento professionale e sulla formazione dei docenti. L'Associazione svizzera per l'orientamento professionale si espresse riguardo al futuro disciplinamento dell'orientamento professionale.

Questa «procedura di consultazione», svoltasi senza l'intervento dell' UFIAML, ha bensì avuto l'effetto di ritardare tutto il processo di revisione, ma ha presentato nondimeno il vantaggio di evidenziareil modo in cui le cerehie competenti si rappresentano l'organizzazione futura della formazione professionale.

Mediante la circolare del 3 luglio 1975, il Dipartimento federale dell' economia pubblica sottopose per parere, ai governi cantonali, alle associazioni professionali e specializzate e ai partiti politici, un disegno della nuova legge federale sulla formazione professionale. Le risposte furono complessivamente 145, tenuto conto che taluni pareri
sono risultati particolarmente esaustivi. In generale e considerando l'ampiezza delle cerehie interessate, i cui pareri fondamentali riguardo a singole questioni sono assai discrepanti, il risultato può essere ritenuto positivo. Singole associazioni e taluni partiti politici giudicano bensì che il disegno apporta assai poche innovazioni fondamentali e che dovrebbe iscriversi meglio nel sistema generale della formazione.

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Nella maggior parte dei casi esso è però considerato realistico ed equilibrato, soprattutto da parte dei Cantoni. Le associazioni dei datori di lavoro giudicano il disegno ragionevole e ben impostato dal profilo pratico, pur esprimendo taluni dubbi riguardo al disciplinamento della formazione empirica e a talune nuove misure che potrebbero pregiudicare la disposizione delle aziende a promuovere la formazione. Esse criticano infine la presunta tendenza a spostare il centro di gravita della formazione dell'azienda verso la scuola professionale.

Dalle associazioni dei salariati, il disegno è stato valutato in modo assai differenziato. Talune associazioni (come la Federazione delle società svizzere degli impiegati, l'Associazione svizzera degli impiegati di banca, l'Associazione svizzera dei sindacati evangelici, l'Unione svizzera dei sindacati autonomi) approvano esplicitamente il disegno oppure non sollevano obiezioni di principio. L'Unione sindacale svizzera, dal canto suo, sottopone un disegno completo di legge, che è bensì fondamentalmente imperniato sul tirocinio nell'azienda, ma che respinge un determinato numero di proposte presentate dal Dipartimento (ad es. il tirocinio graduale, la scuola media professionale e la formazione empirica) e postula altre soluzioni. La Federazione dei sindacati cristiani della Svizzera approva gli sforzi intrapresi dalla Confederazione per adeguare la formazione professionale alle esigenze attuali, ma giudica che le innovazioni proposte siano insufficienti.

Le 32 associazioni dell'insegnamento professionale e altre istituzioni analoghe, rappresentanti in parte prevalente gli interessi dei direttori, del corpo docente o degli studenti diplomati delle differenti scuole professionali, si pronunciano in generale soltanto riguardo ai loro problemi specifici. Le soluzioni proposte nel disegno di legge sono accettate in parte esplicitamente, oppure sono considerate insufficienti o vengono concepite in modo diverso.

Il Partito radicale-democratico, l'Unione democratica di centro, il Partito popolare evangelico e l'Unione liberale democratica valutano positivamente il disegno, mentre altri partiti politici mettono in guardia contro il perfezionismo e talune conseguenze negative per i maestri di tirocinio. Il Partito popolare democratico bensì si compiace che il disegno
costituisca una nuova legge-quadro, osserva però che appaiono insufficienti le elevate finalità della formazione professionale, secondo il programma d'azione del PPD. L'Anello degli indipendenti constata che il disegno permette bensì di migliorare in diversi punti la formazione professionale, ma che le riforme proposte non potranno ancora procurare a quest'ultima il posto spettantele nella scala dei valori. L'Azione nazionale approva integralmente il disegno, ancorché auspicherebbe il divieto del lavoro a cottimo per gli apprendisti, Il Partito socialista desidererebbe che la legge sia concepita in modo tale da già consentire de facto futuri ridisciplinamenti di

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diritto costituzionale. Esso si oppone ai tentativi di bloccare a livello inferiore le possibilità formative e rifiuta la scuola media professionale, la formazione empirica e la scuola dei tecnici, poiché queste istituzioni sia renderebbero più ardua la permeabilità fra i diversi sistemi di insegnamento, sia gioverebbero meramente a una minoranza. Il tirocinio nell'azienda, come è concepito nel disegno, è approvato di principio. Il Partito del lavoro osserva che il disegno apporta bensì taluni miglioramenti, ma non risolve i problemi essenziali della formazione professionale. Il POCH reputa che la revisione dei fondamenti legali per la formazione professionale è urgente e propone una serie di misure intese a migliorare la situazione in questo settore. Le associazioni femminili approvano il disegno; talune di esse auspicano un adeguato chiarimento nell'articolo 74, affinchè sia tenuto conto delle peculiarità della formazione d'economia domestica. Le 26 organizzazioni di natura assai differenziata che non appartengono ad un'associazione mantello si pronunciano segnatamente sui loro specifici problemi. Le osservazioni fatte dalle organizzazioni affiliate al Cartello svizzero delle associazioni della gioventù divergono secondo l'appartenenza politica; nondimeno, i pareri sfavorevoli sono in prevalenza. Il Consiglio della scienza giudica che il potenziamento dei mezzi di formazione non può essere ottenuto prolungando la durata della formazione di base, ma piuttosto aumentando le possibilità di perfezionamento, ciò che consentirebbe di colmare il baratro esistente tra la formazione generale e la formazione professionale. La Conferenza universitaria svizzera approva gli sforzi intrapresi affinchè sia migliorata la permeabilità tra i diversi settori di formazione. La Società per l'Università e la ricerca postula pure una maggiore permeabilità ed osserva che il disegno contiene bensì miglioramenti ma che essi sono piuttosto modesti rispetto alla realtà.

Tutti i pareri espressi hanno costituito l'oggetto di un'esauriente disamina.

Procedendo all'esame di talune disposizioni particolari, le opinioni sono vagliate più minutamente, soprattutto laddove i disposti costituiscono innovazioni riguardo al disciplinamento vigente.

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La formazione professionale come parte della formazione generale

La formazione professionale assume un'importanza rilevante anche numericamente, ove si consideri che alla fine del 1975 ai 52 600 universitari si contrapponevano ben 143 000 apprendisti. Rispetto alla maggior parte dei cicli formativi del settore secondario essa è pertanto concepita e impostata diversamente, soprattutto per quanto concerne la formazione di base (ti rocinio). La peculiarità del tirocinio professionale è costituita dalla circostanza secondo cui due parti se ne ripartiscono la responsabilità, ossia, da un lato, l'azienda, ovvero l'economia e, dall'altro, la scuola professionale.

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Occorre inoltre evidenziare che quest'ultima dispone di un periodo di tempo inferiore a quello dell'azienda per svolgere il suo compito. Ancora presentemente talune cerehie rifiutano però di riconoscere che il tirocinio compiuto nell'azienda sia in grado di conferire valori educativi. Nondimeno, il contatto con gente di stampo diverso, la comprensione per opinioni contrarie, la necessità di inserirsi in una comunità, l'assunzione di responsabilità personali per i lavori affidati sono tutte realtà che contribuiscono, complessivamente, a sviluppare le proprietà caratteriali che contrassegnano una persona di buona indole, fidata e pertanto anche istruita. La formazione professionale costituisce parte importante della formazione considerata nel suo insieme e non è un vicolo cieco. Il tirocinio professionale è infatti rapidamente divenuto una base di partenza per un'attività professionale straordinariamente vasta e molteplice, a livelli diversi.

Negli ultimi anni sono stati creati, specialmente nel settore di formazione terziario, nuovi istituti, che consentono ad apprendisti dotati e volonterosi di imparare di assumere posti impegnativi nei quadri medi e superiori.

I problemi che sorgono nel settore della formazione stesso, ma anche in altri campi e soprattutto sul mercato del lavoro esigono viepiù una maggiore flessibilità non soltanto dell'individuo, bensì anche del sistema di formazione, le cui strutture caratterizzate da barriere orizzontali e verticali di ogni genere si sono dimostrate, proprio nel periodo recessivo, sensibilmente svantaggiose. Assume quindi importanza la permeabilità tra i diversi campi di formazione. In un'epoca, in cui l'ammissione all'università sembra essere minacciata, si manifestano chiaramente gli svantaggi di una rigida divisione tra la formazione di scuola media e il tirocinio professionale, ancorché sussistano i presupposti per eliminarli. Ad esempio, le scuole superiori per i quadri dell'economia e dell'amministrazione (art. 59) saranno accessibili anche ai titolari di un attestato di maturità. L'esigenza di un anno di pratica nella professione, ancorché necessaria, è però un ostacolo alla frequentazione delle scuole tecniche superiori.

Se il titolare di un attestato di maturità inizia un tirocinio, entra soprattutto in considerazione l'esonero parziale dall'insegnamento
professionale. Nei singoli casi deve essere pure chiarito se non è possibile autorizzare una diminuzione della durata del tirocinio. La scuola media professionale (art. 28) contribuisce d'altronde a promuovere la permeabilità tra i sistemi di formazione e consente l'accesso a professioni più impegnative, agevolando considerevolmente la preparazione alle stesse (maturità federale, accesso ad una scuola magistrale ecc.). Nel settore della permeabilità è stato attuato un successo importante in favore dei diplomati delle scuole tecniche superiori: infatti, in caso di ottime prestazioni al momento dell'esame di diploma (nota media di 5 agli esami propedeutici e finali) e mediante una formazione

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completiva della durata di un anno con assolvimento simultaneo di corsi di base al Politecnico federale di Zurigo, essi possono essere trasferiti in una sezione tecnica di quest'ultimo. Per i diplomati delle scuole tecniche superiori della Svizzera tedesca, questa formazione completiva, alla quale si sono finora sottoposti 65 ingegneri-tecnici STS o architetti-tecnici STS, è impartita dal Tecnicum di Winterthur. Comincia pertanto a manifestarsi una certa penetrabilità fra i diversi sistemi di formazione, che però occorrerà migliorare mediante disposizioni legali più flessibili in tutti i campi della formazione e con una interpretazione possibilmente più duttile delle condizioni d'ammissione, tenuto conto che dovranno essere vagliate anche nuove soluzioni, esulanti dai limiti del quadro convenzionale.

Per la formazione professionale anche il modo in cui è impostata la scuola obbligatoria assume una considerevole importanza. L'istituzione dei centri di insegnamento regionali e la costituzione di classi per professioni di tirocinio hanno per conseguenza che un numero elevato di apprendisti non può seguire l'insegnamento professionale nel suo Cantone di domicilio. Alle scuole professionali gioverebbe però considerevolmente se tutti i loro alunni risultassero dotati di conoscenze relativamente omogenee, precipuamente per quanto concerne le materie linguistiche e matematiche. Dal profilo della formazione professionale, conta invero assai il modo in cui è organizzato l'ultimo anno della scuola obbligatoria, che pertanto dovrebbe essere dedicato ampiamente a facilitare la scelta di una professione, tenuto conto che all'informazione professionale generale dovrebbe essere concessa un'ampia parte del tempo, pur badando a evitare un'anticipazione dell'insegnamento nelle materie concernenti la formazione professionale, in particolare per quanto attiene ai settori della cultura generale.

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Principali innovazioni del disegno

II disegno prevede l'introduzione delle seguenti innovazioni, le quali verranno trattate più minutamente nei capitoli e negli articoli corrispondenti: a. La frequentazione di corsi di formazione per maestri di tirocinio è dichiarata obbligatoria (art. 11); b. Il tirocinio nell'azienda è riorganizzato secondo il sistema cosiddetto trialistico. Le associazioni professionali dovranno organizzare corsi di introduzione aventi lo scopo di conferire agli apprendisti le capacità fondamentali per la loro professione (art. 15); e. La formazione pratica degli apprendisti è assicurata in modo più sistematico, sul fondamento di guide metodiche, che devono essere elaborate dalle associazioni professionali (art. 16); d. La scuola media professionale e l'Istituto pedagogico svizzero di formazione professionale sono ancorati nella legge (art. 28 e 35); Foglio federale 1977, Voi. I

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e. L'ammissione all'esame finale di tirocinio è agevolata per le persone che non hanno compiuto un tirocinio professionale (art. 40); /. La formazione empirica è disciplinata nel diritto federale (art. 48); g. Il perfezionamento professionale costituisce l'oggetto di una definizione di più ampia portata, tanto per quanto concerne gli organizzatori incaricati, quanto riguardo ai corsi o provvedimenti (art. 49); h. Le scuole dei tecnici (art. 57) e le Scuole superiori per i quadri dell'economia e dell'amministrazione (art. 59) sono ancorate nella legge; /'. I diplomati delle scuole tecniche superiori sono autorizzati a denominarsi pubblicamente «Ingegnere STS» (art. 58); k. La ricerca in materia di formazione professionale costituisce l'oggetto di una definizione più precisa e deve essere più ampiamente promossa (art. 61).

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Parte speciale

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Commento dei singoli articoli della legge

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Titolo primo: Campo d'applicazione

Articolo 1 II campo d'applicazione della legge si allarga ai settori economici indicati nell'articolo 34ter capoverso 1 lettera g della Costituzione federale (industria, artigianato, commercio, agricoltura e servizi dell'economia domestica); la formazione professionale agricola è disciplinata nel quadro della legge sull'agricoltura. Il termine di «artigianato» è stato oggetto, analogamente a quanto già avvenne per la legge del 1963, di una definizione più precisa; esso comprende l'artigianato propriamente detto, il settore bancario e assicurativo, i trasporti, l'industria alberghiera e le altre prestazioni di servizi. Nonostante questo chiarimento non è sempre stato facile stabilire, sotto l'egida della vigente legge, se, riguardo a determinate attività, trattavasi di una professione artigianale giusta la Costituzione. A questa domanda si è infatti dovuto rispondere negativamente per quanto concerne i giornalisti, le professioni cosiddette tecnico-medicali e gli addetti agli animali.

Allo scopo di delimitare in modo ottimalmente chiaro il campo di applicazione della legge, nel capoverso 2 sono enumerati i settori cui essa non si applica. Non è pertanto possibile subordinare al testo legislativo anche le professioni paramediche, come è stato per contro proposto in un numero elevato di pareri espressi. L'articolo costituzionale sulla formazione (decreto

699 federale del 6 ottobre 1972 sulla modificazione della Costituzione federale in materia di formazione), respinto in votazione, prevedeva che là Confederazione fosse autorizzata a disciplinare la formazione professionale senza alcuna limitazione materiale. Questa proposta non è stata controversa, sia nel corso della procedura di consultazione, sia nelle deliberazioni parlamentari. Si può pertanto presumere che un nuovo articolo sulla formazione sancirà nuovamente il principio della competenza illimitata della Confederazione in materia di disciplinamento della formazione professionale nei settori specializzati, ciò che consentirà di ordinare a livello federale segnatamente la formazione del personale curante, delle altre professioni paramediche e di quelle sociali, conformemente al desiderio delle cerehie interessate.

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Titolo secondo: Orientamento professionale

II succinto disciplinamento legale finora vigente, limitato alla definizione di taluni principi, ha fatto buona prova. Conseguentemente non sussiste alcun motivo valido per prevedere modificazioni fondamentali in materia.

Articolo 2 Conformemente all'evoluzione costatata nel corso degli ultimi anni, l'articolo definitorio dello scopo colloca l'esercizio dell'orientamento professionale per i giovani e per gli adulti allo stesso livello. In diversi pareri è chiesto che nella definizione sia accennato esplicitamente alla collaborazione con genitori, scuola ed economia, come nell'articolo 2. Occorre inoltre distinguere fra la consultazione per i giovani e quella per gli adulti, dato che quest'ultima non è esercitata in collaborazione con i genitori, la scuola e le cerehie economiche.

Articolo 3 Per quanto concerne la gratuità dell'orientamento professionale, nella legge del 1963 era stata introdotta una riserva la quale prevedeva che le spese particolari occorse con il consenso di colui il quale ha chiesto una consultazione possono essergli addossate. L'articolo 4 dell'ordinanza d'esecuzione di detta legge considera speciali le spese cagionate dall'elaborazione di rapporti o perizie particolareggiati, dal collocamento del richiedente in un posto di tirocinio fuori della località e dagli annunci. È nondimeno apparso che gli uffici d'orientamento professionale non si attenevano a questa disposizione. Una consultazione individuale che esige un tempo notevolmente maggiore è viepiù considerata un caso normale, anche se essa cagiona talune spese suppletive, percui si rinuncia a fatturare determinati lavori.

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Questa disposizione deve essere pertanto soppressa poiché in pratica è ormai caduta in obsolescenza.

Da diversi pareri espressi risulta che l'orientamento professionale dovrebbe essere svolto in generale nel corso dell'ultimo anno scolastico oppure «permanentemente a contare dal settimo anno di scuola» e che, in questo senso, dovrebbe essere dichiarato obbligatorio. Introducendo una siffatta disposizione, la Confederazione prescriverebbe ai Cantoni, a livello della scuola obbligatoria, una determinata materia, senza tuttavia averne la competenza costituzionale. Non è pertanto possibile soddisfare questa istanza, anche se essa possa essere materialmente giustificata.

Articolo 4 Capoverso 2: Secondo diversi pareri, la nozione di «specialisti» è troppo imprecisa. Questo concetto è bensì definito più minutamente nell'articolo 5 dell'ordinanza del 30 marzo 19651' della legge sulla formazione professionale, ma anche qui la definizione è sempre generica. La formazione degli orientatori professionali, nel corso degli anni, si è confermata e si è sensibilmente omogeneizzata. Essi sono formati nelle università (Friburgo, Losanna), nell'Istituto di psicologia applicata a Zurigo ed in cicli di studi speciali (secondo ciclo) svolti dall'Associazione svizzera per l'orientamento scolastico e professionale (nella Svizzera tedesca), come anche nei centri cantonali d'orientamento professionale (nella Svizzera romanda). Questi istituti ricevono un contributo federale sulle relative spese di formazione.

Il tenore proposto consentirà quindi di stabilire in modo più conciso di quanto lo permette l'ordinamento vigente i presupposti del sussidiamelo.

Articolo 5 Ancorché, contrariamente alla legge vigente, il capoverso 1 non menzioni esplicitamente gli organismi d'utilità pubblica, ciò non significa che quest' ultimi non saranno più sussidiati dalla Confederazione. In virtù dell'articolo 62, la Confederazione accorda sussidi per le istituzioni e i provvedimenti, che non-perseguono scopi lucrativi, ciò che indubbiamente si addice per l'orientamento professionale privato d'utilità pubblica. La Confederazione non promuove unicamente la formazione e il perfezionamento degli orientatori professionali, ma pure il miglioramento dell'informazione e della documentazione, che assumono un'importanza particolare in materia di consultazione competente ed adeguata alle esigenze attuali.

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RS 412.10

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Titolo terzo: Formazione professionale di base

Dalla procedura di consultazione è emerso manifestamente che il tirocinio compiuto in un'azienda è sempre considerato, come in precedenza, la forma di tirocinio ottimalmente adeguata alle condizioni del nostro Paese. Nondimeno, le opinioni espresse divergono per quanto concernono i particolari della sua strutturazione. Il tirocinio nell'azienda presenta prima di tutto il grande vantaggio di essere continuamente connesso con la pratica; ciò ha per conseguenza che le nuove tecniche di lavorazione, i nuovi materiali e gli adeguamenti alle mutate condizioni possono esplicare i loro effetti sulla formazione aziendale senza notevoli perdite di tempo. L'apprendista, lavorando nell'azienda, è in grado di applicare praticamente quanto ha teoricamente imparato. Gli sono infatti affidati compiti pratici, per svolgere i quali egli deve adoperarsi con impegno e responsabilità personali, sviluppando pertanto autonomamente Je sue capacità. Nell'azienda vive inoltre l'esperienza della cooperazione con altre persone di diverso stampo, ciò che gli fornisce l'occasione di comprendere meglio i rapporti sociali, di usare riguardo verso gli altri, come anche di capire e di rispettare opinioni diverse dalla sua. Se il maestro di tirocinio cerca di sviluppare nell' apprendista la facoltà di giudicare e di criticare, incrementa la sua costanza e la sua autodisciplina, lo educa all'accuratezza e all'ordine e ne promuove parimente tutte le altre qualità morali, che contrassegnano un uomo onesto e fidato, questa formazione attraverso il lavoro risulterà più profonda di quanto ordinariamente si possa presumere. Il tirocinio nell'azienda può inoltre svolgersi in modo fortemente decentralizzato, ciò che assume particolare importanza tenuto conto delle peculiarità geografiche e linguistiche del nostro Paese, come anche del numero degli apprendisti. Esso infine provoca per l'ente pubblico spese considerevolmente inferiori di quelle sopportate per una scuola a tempo pieno. Nondimeno, il tirocinio aziendale non presenta soltanto vantaggi. Ad esempio, infatti, la formazione dell'apprendista deve avvenire, in non poche aziende soprattutto del settore economico secondario, secondo l'andamento del lavoro, ciò che pregiudica lo svolgimento sistematico del programma dì formazione. La formazione dell'apprendista è però anche ostacolata
dalla crescente specializzazione delle aziende, le quali, in parte, riescono a svolgere solo stentatamente il programma completo prescritto nel regolamento di tirocinio. Inoltre, l'impiego degli apprendisti in lavori che non sono connessi con l'esercizio della professione compromette la loro formazione; frequentemente, poi, lascia assai a desiderare l'osservanza delle prescrizioni legali in materia di protezione degli apprendisti. Occorre comunque osservare che, nella maggior parte dei casi, i.maestri di tirocinio prendono sul serio il loro non agevole compito e si adoperano per soddisfare in modo ottimale i doveri assunti.

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Capitolo primo: Scopo e generi

Articolo 6 Poiché la formazione professionale di base è accessibile non soltanto ai giovani ma pure agli adulti, la finalità perseguibile è stata redatta in modo più generico e in una forma che è stata generalmente ben accolta nella procedura di consultazione. Conformemente ad una proposta presentata da diversi enti, è stato inoltre aggiunto che la formazione professionale di base costituisce parimente il fondamento del perfezionamento specializzato e generale.

Articolo 7 Nella lettera a è espresso il passaggio dal sistema binario finora applicato (azienda di tirocinio/scuola professionale) al sistema ternario (azienda di tirocinio/corso di introduzione/scuola professionale). La caratteristica di questo sistema risiede nel fatto secondo cui il conferimento all'apprendista delle attitudini fondamentali per la sua professione non spetta più soltanto al singolo maestro di tirocinio, ma viene assunto collettivamente e attuato nei cosiddetti corsi di introduzione. Un tale corso deve aver luogo ogniqualvolta, secondo il programma di formazione, devono essere impartite nuove nozioni essenziali. In questo sistema, il compito speciale più importante del maestro di tirocinio consiste nell'offrire all'apprendista la possibilità di esercitare e di approfondire, attraverso i lavori ricorrenti nell'azienda, le cognizioni acquisite. Responsabile della formazione dell'apprendista, anche in questo sistema, è sempre il maestro di tirocinio il quale pertanto, nel caso di mancata riuscita all'esame finale di tirocinio, non potrebbe sgravarsi della sua responsabilità allegando una cattiva organizzazione dei corsi di introduzione.

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Capitolo secondo: Tirocìnio

237.7

Disposizioni generali

Articolo 8 Capoverso 1: Poiché negli ultimi anni furono prolungati o soppressi tutti i tirocini di una durata inferiore ai due anni nulla si oppone all'istituzione, generalmente auspicata, di una durata minima di un biennio. Un disciplinamento speciale è nondimeno necessario per i tirocini graduali, nei quali il periodo di formazione dopo il primo grado non supera, di regola, un anno.

Il Dipartimento deve poter autorizzare deroghe dall'obbligo di un anno intero, qualora si presentino condizioni particolari, soprattutto nel caso dei tirocini di una durata di due anni e mezzo e di tre anni e mezzo, che devono essere mantenuti come soluzione transitoria, fintante che saranno stati riveduti i regolamenti corrispondenti.

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Capoverso 2: Facendo coincidere l'inizio del tirocinio con quello dell'anno scolastico della pertinente scuola professionale, s'intende evitare che, durante il primo semestre, siano progressivamente ammessi nuovi alunni alla scuola, e che questa carenza di uniformità, come l'esperienza l'insegna, si ripercuota negativamente sull'insegnamento. Di caso in caso, l'autorità cantonale può autorizzare deroghe, dopo aver udito la scuola.

Articolo 9 Questa disposizione collima sostanzialmente con quella dell'articolo 8 (cpv.

1 a 3) della legge vigente. Al posto di «minorenni», è stata però inserita l'espressione di «giovani» conformemente alla legge sul lavoro.

Articoli 10 e 11 L'innovazione essenziale rispetto alla legge vigente consiste nel fatto che in avvenire il diritto di formare apprendisti deve essere concesso soltanto se il maestro di tirocinio o il suo sostituto, oltre ad aver soddisfatto i presupposti finora stabiliti, ha frequentato un corso di formazione per maestri di tirocinio. Questo nuovo obbligo era già stato postulato all'unanimità nel rapporto finale del mese di aprile 1972 della Commissione federale peritale per il miglioramento del tirocinio. Con un complemento all'articolo 14 dell' ordinanza di esecuzione della legge sulla formazione professionale del 4 settembre 1974, i Cantoni sono stati autorizzati a rendere obbligatoria la frequentazione di corsi di formazione per maestri di tirocinio.

È indubbio che deve essere migliorata la formazione del maestro di tirocinio il quale deve istruire ed educare, durante tre a quattro anni di norma, un giovane proprio nel momento in cui deve affrontare tutta una gamma di ardui problemi. È paradossale che il maestro di tirocinio sia l'unico «maestro» cui non è impartita una corrispondente formazione per assumere un compito tutt'altro che facile. Evidentemente, la capacità professionale del maestro di tirocinio ha un'importanza essenziale, per la formazione dell'apprendista, ma di per sé non è bastevole. Le associazioni mantello dei datori di lavoro non sollevano invero alcuna obiezione contro il principio della formazione obbligatoria, pur chiedendo che sia tenuto conto delle istituzioni già esistenti nel settore della formazione dei maestri di tirocinio e che sia previsto un disciplinamento transitorio assai ampio. L'organizzazione dei corsi
dovrebbe essere assunta dalle associazioni professionali, le quali ne determinano parimente i programmi, che devono essere approvati dall'UFIAML. Infine, la legge dovrebbe prevedere la possibilità di incorporare i corsi dei maestri di tirocinio nei corsi di preparazione agli esami di maestro. Le associazioni dei salariati appoggiano senza riserva alcuna il principio della formazione obbligatoria, ma giudicano troppo ampie le disposizioni transitorie previste nell'articolo 73 del disegno di legge sottoposto alla procedura di consultazione. A loro

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volta, i Cantoni approvano, in maggioranza, la formazione obbligatoria, mentre due di essi sono del parere che la formazione obbligatoria sarebbe troppo impegnativa per i maestri di tirocinio e che, conseguentemente, si ripercuoterebbe negativamente sulla disposizione di quest'ultimi a impartire la formazione.

Nel disegno di legge sottoposto alla procedura di consultazione, era stato proposto di abbandonare, con l'introduzione dell'obbligo di formazione dei maestri di tirocinio, l'articolo 10 dell'atto vigente, secondo il quale la formazione degli apprendisti è subordinata alla condizione che il maestro di tirocinio abbia superato gli esami di maestro o gli esami di professione. A questo intento si oppone soprattutto l'Unione svizzera delle arti e mestieri, la quale reputa che l'abolizione di siffatto disposto condurrebbe ad una regressione qualitativa considerevole della formazione nelle professioni cui si applica questo provvedimento.

Da quanto precede, risulta che il principio dell'obbligo della formazione è ovviamente condiviso in generale, ma che i pareri riguardo alla forma da conferirgli divergono notevolmente. Fra tutte le risposte presentate, nessuna è in grado di dare completa soddisfazione. Non entrerebbe ad esempio in considerazione una differenziazione dei corsi per maestri di tirocinio, secondo la quale ciascuna associazione professionale sarebbe libera di istituire il programma, poiché l'esigenza di una migliore formazione dei maestri di tirocinio è la medesima per tutte le professioni. Sarebbe infatti incomprensibile perché i maestri di tirocinio nella professione dell'ebanista avrebbero bisogno di una formazione meno approfondita in metodica, didattica e psicologia dei giovani dei loro colleghi cuochi o parrucchieri. Neppure l'articolo 10 della vigente legge risolve questo problema. Il titolare di un diploma di maestro dispone bensì di ottime e approfondite conoscenze professionali, ma nella preparazione all'esame di maestro la formazione del maestro di tirocinio ha finora assunto una rilevanza insignificante. Possibile sarebbe però senz'altro di prevedere l'incorporazione di una formazione di maestro di tirocinio allargata nel programma di preparazione all'esame di maestro. Per questo motivo, l'articolo 10 della legge vigente dev'essere recepito nella nuova legge, tenuto conto
che nel testo legislativo dovrebbe nondimeno figurare soltanto il principio, mentre i capoversi 2 e 3 dovrebbero essere inseriti nell'ordinanza di esecuzione. Non va però dimenticato che delle 270 professioni disciplinate soltanto 72 prevedono l'esame di maestro e che di questo numero soltanto 26 soggiacciono all'articolo 10, poiché spetta ad ogni singola associazione di giudicare l'opportunità di sottoporsi a siffatta disposizione. Non entra in considerazione pure un'altra soluzione proposta, secondo la quale la persona cui è affidata la formazione degli apprendisti sia tenuta al superamento dell'esame di professione, completato con.materie pedagogiche, poiché attualmente gli esami di professione sono istituiti soltanto per nove branche.

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Un progetto di programma di formazione dei maestri di tirocinio è già stato elaborato. Il corso deve comprendere 45 a 50 ore, tenuto conto che l'accento della formazione deve essere posto sui soggetti seguenti: «il giovane e la giovane in età di tirocinio» (otto a dieci ore), «condurre ed educare l'apprendista» (otto a dieci ore) e «insegnare ed imparare nel quadro dell'azienda» (dieci a dodici ore). Il disegno deve essere ancora sottoposto in procedura di consultazione ai Cantoni e alle associazioni professionali. Taluni Cantoni si sono già avvalsi di questo progetto nei corsi per maestri di tirocinio. L'ordinanza d'esecuzione della legge riveduta dovrà pure prevedere i provvedimenti necessari affinchè alla frequentazione del corso sia riservato un periodo di tempo sufficiente, in modo che la formazione del primo apprendista non debba essere subordinata alla condizione secondo cui il maestro di tirocinio deve aver prima compiuto integralmente il corso.

Le opinioni divergono pure considerevolmente riguardo alle disposizioni transitorie proposte (art. 75) e si collocano tra l'abrogazione pura e semplice della disposizione e il postulato secondo il quale colui che ha formato gli apprendisti con successo prima dell'entrata in vigore della nuova legge sarà parimente tenuto a frequentare un corso di formazione entro i 5 anni seguenti l'entrata in vigore.

Riguardo alla proposta di cui all'articolo 75 è stato soprattutto determinante il problema del numero. È infatti arduo determinare con esattezza il numero dei maestri di tirocinio e dei loro rappresentanti incaricati della formazione nel quadro dell'azienda. Procedendo dall'ipotesi secondo cui si conta un incaricato per tre apprendisti, si otterrebbe già un effettivo di circa .48000 maestri e sostituti. Durante il 1974, in un Cantone di dimensione media, 105 aziende hanno formato un apprendista per la prima volta. Trattasi conseguentemente, da un lato, di poter sormontare gli ostacoli posti dal numero dei corsi di maestri di tirocinio in un futuro più o meno prossimo e, dall'altro, di non pregiudicare la disposizione ad impartire la formazione, ciò che indubbiamente sarebbe il caso ove si dovesse rinunciare a qualsiasi disposizione transitoria. Tenendo conto di tutte le proposte espresse, sembra attuabile una soluzione di compromesso, secondo la quale
colui che ha formato con successo almeno due apprendisti prima dell'entrata in vigore della presente legge non è tenuto a frequentare un corso di formazione per maestri di tirocinio.

Articolo 12 Capoverso 1: In virtù dell'articolo 65 capoverso 2, i Cantoni, le associazioni professionali e quelle della formazione professionale devono essere udite prima di emanare regolamenti di tirocinio e prima di prendere provvedi-

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menti di portata generale. In queste condizioni, appare superfluo di stabilire tale obbligo per ciascuna delle numerose fattispecie, che rendono necessaria la consultazione.

Capoverso 2: Taluni pareri espressi auspicano l'abrogazione di siffatta competenza cantonale, allegando che essa in pratica è divenuta senza oggetto e che inoltre si oppone all'applicazione del principio del disciplinamento omogeneo della formazione professionale a livello nazionale. Pur contandosi ben poche professioni, che sono disciplinate a livello cantonale (ad es. i piccoli falegnami nel Cantone di Berna, i fonditori di stagno nel Cantone di Zurigo, i fonditori di tipografia nel Cantone di Basilea-Campagna, i battellieri del Reno nel Cantone di Basilea-Città) non sussiste alcun motivo valido che permetta di abrogare tale disposizione. Il disciplinamento della formazione in queste professioni da parte della Confederazione non muterebbe affatto la situazione attuale, anzi cagionerebbe unicamente spese amministrative inopportune.

Articolo 13 Capoverso 2: Nel caso del tirocinio graduale, la stessa formazione è impartita a tutti gli apprendisti nel corso di una prima fase, la quale si conclude mediante un esame finale di tirocinio regolare. Per quanto concerne il tirocinio differenziato, la fase di formazione analoga ricevuta in comune ha soltanto una breve durata, ossia alcune settimane o alcuni mesi, passati i quali le vie si separano.

Capoverso 3: La formazione non imperativa permette di riconoscere sufficiente, se necessario, il superamento dell'esame finale di tirocinio del grado inferiore affinchè possa essere proseguita la formazione nel grado superiore.

Articolo 14 Capoverso 3: Diversi enti hanno proposto che l'articolo 12 capoverso 3 della legge vigente, tenuto conto della sua notevole rilevanza, dovrebbe essere conservato nella nuova legge e non essere pertanto trasferito nell'ordinanza di esecuzione.

Non può però essere soddisfatto il postulato secondo cui l'UFIAML, d'intesa con le associazioni professionali interessate, debba stabilire nel regolamento di tirocinio il numero totale degli apprendisti ammissibili in una professone, poiché la grande rapidità cui sono sottoposti i mutamenti delle condizioni economiche, come anche altri fattori non permettono di prestabilire a distanza di alcuni anni il numero dei tirocini.

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Articolo 15 Capoversi 1 e 2: Se dovesse entrare nell'uso il sistema ternario, le associazioni professionali dovrebbero essere tenute ad organizzare corsi di introduzione nel quadro delle loro rispettive professioni. D'altronde l'UFIAML deve potere, su domanda, esonerare una professione da questo obbligo, qualora essa sia strutturata in modo che l'organizzazione di corsi di introduzione non si impone. Potrebbe trattarsi, ad esempio, della professione di impiegato di commercio, nella quale le attitudini fondamentali nelle materie della stenodattilografia sono sempre state impartite dalla scuola professionale. Nelle professioni delle arti visive, è uso che la maggior parte degli apprendisti frequentino un corso preparatorio di un anno in una scuola d'arti applicate prima di entrare nel tirocinio. In queste circostanze, dovrebbe probabilmente risultare inutile in futuro la frequentazione di corsi di introduzione. Occorrerà inoltre chiarire la questione a sapere se detti corsi sono necessari per le professioni la cui attività si svolge esclusivamente nel quadro dell'azienda.

Capoverso 3: L'Ufficio federale provvederà ad emanare direttive concernenti l'esonero dalla frequentazione dei corsi. L'esonero deve essere previsto nei casi in cui lo scopo del corso di introduzione è raggiunto in altra maniera. Ciò vale soprattutto per le aziende che dispongono di una propria officina di tirocinio oppure di sezioni per apprendisti e che già praticano la formazione perseguita dal sistema ternario.

Capoverso 4: Non è ammissibile che i corsi di introduzione siano organizzati, per quanto concerne il tempo, a scapito dell'insegnamento professionale. Per impartire l'insegnamento obbligatorio prescritto, la scuola professionale deve infatti poter disporre integralmente del tempo relativamente limitato che le è assegnato. Le esperienze finora acquisite hanno dimostrato che è possibile trovare una soluzione accettabile da ambedue le parti, qualora i direttori dei corsi di introduzione e delle scuole professionali si consultino tempestivamente ed accettino di collaborare.

Articolo 16 Capoverso 1: II tirocinio può conseguire il suo scopo soltanto se il tempo relativamente breve di cui si dispone per la formazione pratica sia impiegato ottimalmente, ossia se la formazione, metodicamente e sistematicamente, si svolge
correttamente. Il modello di guida metodica previsto al riguardo, la cui elaborazione, che deve avvenire in conformità del regolamento di tirocinio, è affidata all'associazione professionale competente, è stato generalmente approvato durante la procedura di consultazione. Per contro, un numero elevato di pareri respingono un programma di forma-

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zione interna con l'indicazione dei tempi, che ogni maestro di tirocinio dovrebbe compilare per la sua azienda, in virtù del modello di guida metodica. A tale riguardo, si allega avantutto che in un numero prevalente d'aziende (nell'industria edile in particolare) non è possibile prevedere in quale momento si presenterà un lavoro determinato. Sarebbe inoltre un controsenso privare l'apprendista dell'esecuzione di lavori che egli potrebbe eseguire, ma che, secondo il programma di formazione interna dell'azienda, sono previsti soltanto alcune settimane più tardi. Infine si è evidenziato che un tale programma di formazione interno provocherebbe difficoltà considerevoli soprattutto nelle aziende di piccole e medie dimensioni, mancanti di una struttura differenziata e permanente degli ordinativi. Considerato questo stato di cose, occorre rinunciare alla dichiarazione d'obbligatorietà del programma di formazione interna.

Capoverso 2: Diverse opinioni respingono siffatta disposizione oppure reputano che essa dovrebbe essere caratterizzata da maggiore duttilità. Questa istanza è stata soddisfatta. Le spese dedicate all'allestimento del rapporto semestrale sono mantenute entro limiti ragionevoli, poiché al riguardo può essere utilizzato un modulo preparato dalla Conferenza degli uffici di formazione professionale della Svizzera tedesca, che già può vantare una considerevole richiesta.

Articolo 17 Capoverso 2: Occorre parimente accordare un diritto di proposta anche alla scuola professionale, che dovrebbe risultare opportuno in particolare qualora trattisi di un'eventuale prolungazione del tirocinio.

Articolo 18 L'articolo 8 capoverso 4 stabilisce che il tirocinio degli invalidi inetti a ricevere una formazione completa verrà disciplinato mediante ordinanza.

In seguito è però apparso che, a cagione delle peculiarità di quasi ogni singolo caso, l'allestimento di prescrizioni d'applicabilità generale non risulta possibile. Spetta pertanto all'autorità cantonale di decidere in ogni caso particolare, allo .scopo di determinare se trattasi di un tirocinio conforme alla legge e di stabilire quali agevolazioni possono essere accordate al momento dell'esame finale di tirocinio.

232.2

Contratto di tirocinio

Articolo 19 Capoverso 2: II maestro di tirocinio deve presentare all'autorità cantonale il contratto di tirocinio prima dell'inizio del medesimo e non, come finora,

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il più tardi quindici giorni dopo la fine del periodo di prova. Con il disciplinamento vigente poteva accadere che l'autorità ne avesse conoscenza solo dopo tre mesi e mezzo dall'inizio di un rapporto di tirocinio, percui, se il contratto non poteva essere approvato, risultavano sovente, innanzitutto per l'apprendista, gravi pregiudizi. Come è prevista, questa nuova disposizione consiste ampiamente nella legalizzazione di una prassi già esistente, poiché un numero viepiù crescente di maestri di tirocinio usa presentare il contratto all'autorità cantonale prima dell'inizio dello stesso. Un contratto di tirocinio deve parimente essere con'cluso per i tirocini svolti nelle scuole d'arti e mestieri o nelle scuole d'arti applicate.

La questione concernente l'introduzione di un modulo di contratto di tirocinio uniforme deve essere disciplinata nell'ordinanza d'esecuzione.

L'istanza secondo cui il contratto di tirocinio deve essere corredato di un certificato medico compilato in funzione delle esigenze della professione, in questa forma generica, va troppo lontano. In numerosi Cantoni, nell'ultimo anno di scuola obbligatoria ha luogo una visita medica. Inoltre, i risultati dei controlli medicali eseguiti finora nella scuola professionale dimostrano che la misura proposta non è indispensabile.

Articolo 20 Capoverso 1: È possibile che l'apprendista, all'inizio del tirocinio, frequenti simultaneamente l'insegnamento professionale, sia alternativamente, sia in forma di corso di introduzione. Per le parti il tempo di prova non ha pertanto alcun influsso oppure produce effetti soltanto insufficienti, cosicché sono considerati periodo di prova i primi tre mesi passati effettivamente nell'azienda.

Capoverso 3: Per evitare complicazioni amministrative superflue, la scuola professionale deve pure essere informata, in avvenire, riguardo alla disdetta del contratto di tirocinio durante il tempo di prova.

Articolo 21 Capoverso 1: In una risposta è stato espresso il parere secondo cui sarebbe illusorio chiedere al maestro di tirocinio di coordinare ottimalmente la formazione dell'azienda con l'insegnamento professionale. Sempre secondo questo parere, occorrerebb avantutto che il modello di guida metodica e il programma di insegnamento della scuola professionale risultino bene armonizzati; il maestro di tirocinio può però favorire la coordinazione, informandosi regolarmente presso l'apprendista circa la materia di insegnamento

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impartita alla scuola professionale e adoperandosi affinchè quest'ultima proceda ottimalmente di pari passo con la formazione pratica.

Capoverso 2: L'Unione sindacale svizzera e il Partito socialista esigono che l'apprendista possa partecipare alle decisioni nelle questioni inerenti ai rapporti di tirocinio e alla scuola professionale. Tale garanzia deve essere disciplinata nell'ordinanza di esecuzione e nei contratti collettivi.

La Federazione svizzera dei sindacati cristiani chiede il diritto di essere consultata, mentre il Partito popolare democratico suggerisce di esaminare l'opportunità di prevedere l'inserimento nella legge di un certo diritto, per l'apprendista, di essere consultato nelle questioni che lo concernono direttamente.

Rispetto all'apprendista, al suo rappresentante legale e all'autorità cantonale, il maestro di tirocinio è responsabile che il tirocinio sia concluso con successo, pur tenendo conto che anche l'apprendista è tenuto a contribuirvi. Quest'ultimo deve adempiere gli obblighi impartitigli in virtù del contratto di tirocinio e delle prescrizioni di diritto pubblico. Tale situazione giuridica nonché la responsabilità risultante escludono il diritto di codecisione. Per contro, per un buon svolgimento del tirocinio, sarebbe opportuno che il maestro di tirocinio informi tempestivamente l'apprendista riguardo a qualsiasi misura importante da adottare nel quadro del tirocinio e gli accordi un adeguato diritto di essere consultato; in altri termini che senta il parere dell'apprendista e che discuta con il medesimo ogni problema che lo interessi. Se questa disposizione venisse ancorata nel capoverso 2, per un gran numero di maestri di tirocinio tratterebbesi soltanto di legalizzare un uso considerato come ovvio.

Capoverso 4: Nei pochi pareri espressi riguardo a questo tema, si chiede quasi unanimemente il divieto del lavoro a cottimo per tutta la durata del tirocinio. Taluni Cantoni e diverse associazioni professionali auspicherebbero che detti lavori siano ammessi soltanto a titolo eccezionale oppure solo in quanto siano connessi con la formazione e non la pregiudichino.

Benché al lavoro a cottimo, se la sua durata non è eccessiva, debba essere attribuito un determinato valore educativo, siamo del parere che essi non dovrebbero più essere autorizzati nel quadro del tirocinio..
Capoverso 5: Gli apprendisti che compiono il tirocinio in un'azienda di cui all'articolo 60 della legge federale del 13 giugno 1911 (RS 832.01) sull' assicurazione contro le malattie e gli infortuni sono assicurati d'ufficio presso l'INSAI contro gli infortuni. Per gli altri apprendisti, tutti i Cantoni hanno prescritto l'obbligo dell'assicurazione contro gli infortuni. Le Conferenze degli uffici cantonali di formazione professionale della Svizzera tede-

711 sca, della Svizzera romanda e del Ticino hanno istituito un'assicurazione contro gli infortuni normalizzata per gli apprendisti dei due sessi, d'intesa con la Conferenza dei direttori delle società d'assicurazione contro gli infortuni. Tale assicurazione è stata adottata dalla maggior parte dei Cantoni.

Diversi pareri hanno evidenziato che anche l'assicurazione contro le malattie dovrebbe essere dichiarata obbligatoria, nel quadro della revisione della legge sulla formazione professionale. Secondo la legge sull'assicurazione contro le malattie e gli infortuni, la Confederazione non è competente in materia. Per contro, in virtù dell'articolo 2 di detta legge, i Cantoni sono autorizzati a rendere obbligatoria l'assicurazione contro le malattie, sia in generale, sia per talune classi particolari della popolazione. La maggior parte dei Cantoni ha applicato agli apprendisti questa disposizione.

Articolo 22 In taluni pareri è proposto che in questo articolo siano parimente indicati i diritti dell'apprendista. Sono cosiderati tali, oltre al diritto di essere consultato cui abbiamo già accennato, il diritto di ricorrere all'autorità di sorveglianza in caso di controversia fra l'apprendista e l'azienda o la scuola professionale, il diritto a un esame intermedio, come anche il diritto di prolungare l'impiego nell'azienda dopo il compimento del tirocinio.

11 diritto di ricorrere all'autorità di sorveglianza non deve essere prescritto nella legge, poiché esso spetta all'apprendista e al maestro di tirocinio senza altre formalità e in ogni momento. Nell'articolo 23 capoverso 2, a sua volta, è stabilito che anche il rappresentante legale dell'apprendista può esigere l'organizzazione di un esame intermedio. Il contratto di tirocinio infine è un contratto di diritto privato che scade al decorso del termine e non può essere trasformato in contratto di lavoro continuativo del contratto di tirocinio, mediante una dichiarazione unilaterale dell'apprendista. I diritti dell' apprendista risultano d'altronde dagli obblighi del maestro di tirocinio.

Infatti, ad esempio, l'apprendista ha il diritto di ottenere una formazione adeguata, impartita sistematicamente e con tutta la comprensione necessaria, di eseguire lavori che sono unicamente in rapporto con la professione, di esprimere adeguatamente il suo parere
ecc. Non risulta pertanto necessario di riprodurre in un articolo speciale i doveri spettanti al maestro di tirocinio, in forma di diritti conferiti all'apprendista.

Articolo 23 La partecipazione degli apprendisti alla sorveglianza esercitata sul tirocinio professionale (in qualità di membri delle commissioni di sorveglianza), come lo chiede l'Unione sindacale svizzera, va manifestamente troppo lon-

712 tano Per esercitare una siffatta funzione, l'apprendista non dispone ancora di una esperienza professionale sufficiente, né della necessaria maturità personale.

Spetta dunque ai Cantoni di decidere in quale modo intendono esercitare la sorveglianza sul tirocinio professionale (mediante ispettori professionali a pieno impiego, commissioni paritetiche costituite per professioni, commissioni regionali per l'insieme delle professioni).

L'organizzazione d'esami cantonali intermedi per tutti gli apprendisti di una professione non è frequente; nondimeno, siffatti esami si dimostrano utili per la stretta osservanza del programma di tirocinio.

Articolo 24 In diversi pareri è chiesto che il maestro di tirocinio sia tenuto ad informare l'autorità cantonale non soltanto dopo la disdetta del contratto di tirocinio, ma già nel momento in cui una tale misura è prevista. Questo modo di procedere sarebbe di per sé auspicabile. Nondimeno, poiché la conclusione di un contratto di tirocinio è affidata alla libera decisione delle parti, pure la possibilità di disdirlo deve essere di loro libera scelta. Una proroga del termine di disdetta del tirocinio, su intervento dell'autorità cantonale, costituirebbe una tesi difficilmente difendibile dal profilo giuridico. Ciascuna delle parti vincolate dal contratto di tirocinio è evidentemente libera di informare l'autorità cantonale, qualora si manifestino disaccordi tali da pregiudicare una prosecuzione del tirocinio. Accade inoltre sempre più sovente che il maestro di tirocinio informa l'autorità cantonale già nel momento in cui vi è minaccia di disdetta del contratto di tirocinio.

È stato parimente chiesto che l'autorità cantonale sia tenuta a garantire all'apprendista che quest'ultimo possa terminare il suo tirocinio, qualora l'azienda debba chiudere i battenti per motivi economici, oppure se essa non è più in grado di impartire la formazione conformemente alle esigenze legali. Siffatto obbligo non potrebbe essere addossato all'autorità cantonale, dato che il contratto di tirocinio è una convenzione di diritto privato.

Spetta in ogni caso al giudice di determinare se la ragione allegata per far valere la disdetta sia un motivo grave. Pertanto, ancorché sia ovvio che l'autorità cantonale si adoperi nel quadro delle sue possibilità per assicurare all'apprendista
licenziato la continuazione del tirocinio, è esclusa l'istituzione di un obbligo giuridico.

Articolo 25 Capoverso 1: Sono soprattutto applicabili le disposizioni del Codice delle obbligazioni. Quindi, ad esempio, alla scoperta fatta dall'apprendista, è applicabile l'articolo 332, alla comunione domestica l'articolo 328a, mentre

713 un eventuale obbligo al risarcimento di danni da parte del maestro di tirocinio a cagione di insufficienza della formazione dell'apprendista è disciplinato dagli articoli 97 e seguenti del CO.

232.3

Insegnamento professionale

La formazione nell'azienda e l'insegnamento professionale costituiscono, ancorché la durata non sia la medesima, elementi equipollenti del tirocinio.

Essi devono pertanto completarsi vicendevolmente in modo funzionale, affinchè si raggiunga lo scopo del tirocinio.

Articolo 26 L'attributo di «scuole autonome» figurante nel disegno sottoposto in procedura di consultazione è stato oggetto di critiche soprattutto da parte delle associazioni padronali, che hanno espresso il parere secondo cui a queste scuole verrebbe rilasciata una specie di procura in bianco. Non avevamo però affatto questa intenzione. In effetti, la versione originale è stata precisata in quanto la scuola professionale assume un mandato autonomo di formazione. Trattasi dunque di evidenziare che essa è equipollente agli altri tipi di scuola e che non costituisce un'istituzione accessoria della formazione pratica impartita dall'azienda.

D'altronde, nella definizione del concetto, non sembra necessario di precisare esplicitamente che le scuole professionali sono tenute ad impartire l'insegnamento in collaborazione con le associazioni professionali. Quest'ultime non partecipano direttamente all'insegnamento, ma contribuiscono, da diversi aspetti, al suo buon esito (cooperazione in seno alle commissioni di sorveglianza e alle commissioni professionali delle scuole, messa a disposizione di maestri ausiliari per l'insegnamento di materie professionali, ecc.).

Soprattutto l'Unione sindacale svizzera ha proposto l'istituzione, da parte dell'autorità cantonale d'intesa con la scuola professionale, di un servizio medico-scolastico comprendente annualmente almeno un esame medico conforme alle esigenze di ciascuna professione. La maggior parte dei Cantoni dispone di un servizio medico-scolastico più o meno ampliato, che costantemente viene migliorato. L'esame medico annuale degli apprendisti dei due sessi, riferito alla professione, risulterebbe inattuabile in un prossimo futuro, poiché una siffatta visita medica esige un tempo considerevole e per talune professioni anche particolari conoscenze mediche e speciali metodi di controllo. In queste condizioni, i Cantoni devono essere tenuti ad organizzare un servizio medico-scolastico Foglio federale 1977, Voi. I

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soddisfacente; a tale scopo occorrerà determinare, con la collaborazione dei medesimi, le esigenze minime nel quadro di direttive. La soluzione proposta può essere attuata anche poiché nell'articolo 6 dell'ordinanza del 14 giugno 1976 sull'educazione fisica nelle scuole professionali è stabilito che le apprendiste e gli apprendisti, la cui salute risulti minacciata, possono beneficiare, una volta all'anno, di una visita medica a spese del Cantone.

Questo esame medico è bensì avantutto vincolato con l'insegnamento dello sport, ma costituisce una migliorazione sostanziale nel settore della protezione della salute degli apprendisti dei due sessi.

-i

Articolo 27 In diversi pareri è chiesto che i programmi-quadro d'insegnamento siano compilati dalle associazioni professionali e approvati dall'Ufficio federale, o ancora che le associazioni professionali dovrebbero almeno essere consultate. La consultazione delle associazioni è esplicitamente stabilita nell' articolo 75 capoverso 2. In pratica i programmi-quadro d'insegnamento delle materie professionali sono attualmente sempre elaborati dall'Ufficio federale, in collaborazione con specialisti delle professioni pertinenti. I progetti sono successivamente sottoposti ai Cantoni, alle associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori interessate, come anche alle associazioni dell' insegnamento professionale, analogamente a quanto avviene per la compilazione dei regolamenti di tirocinio e per gli esami finali di tirocinio. Per quanto concerne le materie di cultura generale, sussistono, salvo per le professioni commerciali e di ufficio, programmi omogenei per tutte le professioni riguardo alle materie italiano, conoscenze commerciali, come anche civica ed economia nazionale, tenuto conto che la materia di insegnamento è adeguata di caso in caso alla durata del tirocinio nelle diverse professioni.

Da talune opinioni risulta che la durata settimanale dell'insegnamento dovrebbe essere stabilita nella legge come una durata massima o minima.

Con questo provvedimento, le associazioni padronali intendono prevenire la tendenza verso un «lento spostamento» della formazione attraverso la scuola professionale superiore, le materie facoltative, la ginnastica e gli sport, con una simultanea prolungazione dell'insegnamento obbligatorio, che esse giudicano un pericolo manifesto per il tirocinio nell'azienda. D'altro canto, l'Unione sindacale svizzera propone di stabilire nella legge che l'apprendista deve poter disporre, senza deduzioni salariali, di quattro mezze giornate settimanali per frequentare l'insegnamento delle materie obbligatorie e delle materie opzionali. A loro volta, le associazioni dell'insegnamento professionale auspicherebbero una disposizione legale secondo la quale la durata dell'insegnamento dev'essere pari a una giornata al minimo per settimana.

Nel corso di questi ultimi anni, l'insegnamento professionale è stato prolungato per tutte le professioni esigenti il conferimento di un considère-

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vole bagaglio tecnico. Nella primavera di quest'anno, in 14 professioni, l'insegnamento obbligatorio comportava una durata eccedente un giorno per settimana. Questa durata è pari a un giorno e mezzo per settimana in 6 professioni e a 2 giorni in 2 altre professioni, durante tutto il periodo del tirocinio. Per le 6 altre professioni, l'insegnamento supera una giornata, nel corso di uno dei tre anni di tirocinio. In futuro, occorrerà parimente tener conto delle condizioni caratterizzanti lo svolgimento dei diversi tirocini.

Per le professioni, le cui esigenze in materia di conoscenze professionali sono relativamente semplici, e per le quali è stato inoltre soppresso il disegno professionale, non occorre prevedere una prolungazione dell'insegnamento. In generale, è d'altronde necessario considerare che le aziende dispongono di un tempo sufficiente per impartire la formazione (che si è notevolmente diversificata in numerose branche a cagione dell'evoluzione tecnologica nonché per altri motivi) in modo da poter presumere il superamento delll'esame finale di tirocinio. Vista questa situazione, non sembra opportuno di stabilire nella legge durate minime o massime per quanto concerne la ripartizione settimanale dell'insegnamento.

Articolo 28 I Cantoni, le associazioni dei datori di lavoro, le associazioni dell'insegnamento professionale, come anche il Consiglio della scienza approvano il principio di ancorare la scuola media professionale nella legge riveduta sulla formazione professionale, mentre soprattutto l'Unione sindacale svizzera, il Partito socialista svizzero e il POCH condividono un'opinione contraria. Essi si elevano contro il promovimento di una élite ristretta di apprendisti dotati ed esigono, in sostituzione della scuola media professionale, l'estensione dell'insegnamento professionale a due giornate, con la possibilità di scegliere tra le materie opzionali e di seguire corsi specializzati.

Dopo la sua introduzione un poco improvvisata, la scuola media professionale ha fatto buona prova e, per un buon numero di apprendisti, costituisce un'alternativa valevole della scuòla media. Per altro essa non rappresenta affatto soltanto una via di passaggio informale per futuri diplomati STS.

Articolo 29 Capoverso 2: Molti Cantoni hanno disposto che per l'insegnamento obbligatorio non può essere
riscossa dall'apprendista alcuna tassa, che di norma è pagata dal proprietario dell'azienda o dal Comune del luogo del tirocinio.

L'assunzione, da parte dell'apprendista, dell'ammontare complessivo delle tasse scolastiche o di una parte del medesimo presentemente è una misura eccezionale, cosicché appare opportuno introdurre il principio della gratuità

716

dell'insegnamento professionale obbligatorio per l'apprendista. Siffatta disposizione non deve però avere per conseguenza che le scuole d'arti e mestieri e le scuole d'arti applicate, le quali impartiscono la formazione pratica come anche l'insegnamento obbligatorio, non siano più autorizzate a riscuotere una tassa scolastica dal rappresentante legale dell'apprendista.

La disposizione, secondo la quale l'apprendista è autorizzato a frequentare la scuola media professionale senza deduzione salariale, se adempie le condizioni richieste per questa frequentazione, ossia se ha superato l'esame di ammissione, solleva dubbi tra le associazioni padronali. Quest'ultime avvertono in effetti che nel caso delle scuole medie professionali trattasi di un insegnamento facoltativo, la cui frequentazione deve rimanere sottoposta all'approvazione del maestro di tirocinio. L'esperienza dimostra che la frequentazione della scuola professionale è generalmente autorizzata quando le prestazioni fornite nell'azienda sono soddisfacenti. I casi isolati nei quali essa sarebbe stata negata non costituirebbero motivo sufficiente per permettere di scostarsi dal disciplinamento finora applicato e di estromettere pertanto il maestro di tirocinio. Queste obiezioni non sono ingiustificate, per cui occorre rinunciare al disciplinamento previsto.

Articolo 30 La scuola professionale non è parte contraente; essa deve accogliere incondizionatamente tutti gli apprendisti in possesso di un contratto di tirocinio approvato dall'autorità cantonale. Soltanto le scuole d'arti e mestieri e le scuole d'arti applicate sono autorizzate a procedere alla selezione dei loro futuri allievi, mediante un esame di ammissione che permette di valutare le prestazioni dei candidati. Con il suo contenuto, l'articolo 30 intende fornire una determinata assistenza alla scuola professionale. Se le prestazioni scolastiche dell'apprendista sono insufficienti, devono essere avantutto avvertiti il maestro di tirocinio e il rappresentante legale dell' apprendista. Nel caso in cui, successivamente, le prestazioni dell'apprendista non dovessero migliorare, la scuola propone all'autorità cantonale provvedimenti adeguati. Quest'ultima prende le necessarie disposizioni affinchè la formazione possa essere condotta a termine in altro modo (tirocinio in una formazione meno
impegnativa, formazione empirica). Al riguardo, non trattasi di una discriminazione dei giovani colpiti da siffatte misure, bensì del conferimento di una formazione di base la quale, in ogni caso particolare, corrisponda in modo ottimale alle disposizioni intellettuali e alle capacità di prestazione degli interessati.

Articolo 31 Per l'insegnamento obbligatorio deve essere mantenuto il principio del luogo di tirocinio. L'istituzione di centri regionali promossa in questi

717 ultimi anni (istituzione di scuole connesse con il settore di reclutamento professionale) deve essere ancorata alla legge. La riserva espressa con l'espressione «possibilmente» consente deroghe in casi particolari (ad es.

per le scuole professionali nelle regioni montane, la cui distanza dal centro di insegnamento più vicino esige una durata di percorso inaccettabile). Si danno però casi in cui i Cantoni confinanti, con esigui effettivi di apprendisti in una determinata professione, non si sono accordati riguardo all'ubicazione della scuola, ciò che ha avuto conseguenze sfavorevoli per gli apprendisti interessati. In siffatti casi, l'ubicazione deve essere determinata dall'Ufficio federale.

Articolo 32 Capoverso 3: La durata settimanale dell'insegnamento è stabilita nel programma-tipo della professione pertinente e, nella misura del possibile, l'insegnamento deve essere concentrato su giornate intere. Nel caso in cui la durata supera una giornata, la parte rimanente deve essere impartita in una sola volta, tenuto conto che questo disciplinamento ha lo scopo di evitare le conseguenze sfavorevoli di un insegnamento frammentario sul lavoro di formazione, di cui sono incaricate le aziende. In diversi pareri, è stato evidenziato che presentemente appare superfluo prevedere il divieto dell'insegnamento la domenica e i giorni festivi, poiché siffatta pratica è già stata abbandonata da lungo tempo, come lo mostra l'esperienza. Occorre pertanto sopprimere qualsiasi pertinente precisazione.

Capoverso 5: Nel corso degli ultimi anni, l'Ufficio federale ha autorizzato un determinato numero di scuole professionali ad impartire l'insegnamento annuo in forma di insegnamento alternato. Gli esperimenti intrapresi in questo campo si sono generalmente rivelati positivi, anche se sono sorti taluni problemi per i quali è necessario trovare una corrispondente soluzione. Giudichiamo nondimeno adeguato l'inserimento di questa possibile forma di insegnamento nella legge.

Articolo 33 I corsi specializzati intercantonali presentano lo svantaggio che la materia di insegnamento deve essere impartita in una forma eccessivamente concentrata. Essi risultano però necessari per le professioni i cui effettivi d'apprendisti sono assai limitati per l'insieme della Svizzera (birrai e isolatori, ad es.) e per le quali l'insegnamento
professionale non può essere impartito nel quadro di altre professioni con analoghe finalità di formazione.

In talune professioni, per le quali l'istituzione di un corso specializzato intercantonale era apparso originariamente necessario, il numero dei contratti di tirocinio si è notevolmente accresciuto nel corso degli ultimi anni, ciò che ha consentito l'istituzione di classi professionali a livello regionale, anzi

718 a livello cantonale. In siffatti casi, occorrerà sopprimere il corso specializzato pertinente.

Articolo 34 Poiché l'insegnamento professionale è continuamente più o meno influenzato da mutamenti economici e tecnici, i docenti devono essere sottoposti a un obbligo generale di aggiornarsi.

Articolo 35 Con decreto del Consiglio federale del 17 maggio 1972 è stato costituito l'Istituto pedagogico svizzero di formazione professionale. A cagione dell' importanza di questo ente per la formazione del corpo docente, appare opportuno definirne i compiti essenziali nella legge. In diversi pareri espressi è stato chiesto che l'Istituto dovrebbe formare non soltanto i maestri professionali, bensì anche talune categorie di docenti delle scuole professionali commerciali e delle scuole specializzate nella tecnica di vendita.

Trattasi al riguardo precipuamente dei docenti di scrittura e di materie d'ufficio, come anche dei maestri professionali in talune branche delle scuole per commesse di vendita, la cui formazione dovrebbe essere migliorata. A tale scopo, il capoverso 1 è stato redatto in modo che in avvenire la formazione e il perfezionamento dei docenti professionali di ruolo o dei docenti incaricati sia assunta dalla Confederazione, sempreché l'istruzione non sia impartita in una università cantonale. Nelle università sono avantutto formati i professori di lingue, come anche i maestri incaricati dell'insegnamento delle materie cosiddette commerciali («maestri dell'insegnamento commerciale») nelle scuole protessionali commerciali. L'ampliamento dei compiti dell'Istituto in questo settore dovrebbe mantenersi entro limiti relativamente stretti. Nonostante l'applicazione di questo nuovo principio, nel campo della formazione e del perfezionamento del corpo docente continueranno a manifestarsi talune delle carenze tuttora esistenti. Questa considerazione vale soprattutto per i docenti nel settore delle arti applicate, settore nel quale per la formazione e il perfezionamento dei singoli insegnanti è determinante la loro propria iniziativa nonché la scelta autonoma della via da seguire. Nell'ordinanza verranno stabiliti i necessari provvedimenti affinchè la Confederazione possa promuovere anche questa formazione.

Articolo 36 Capoverso 1: Soprattutto per le materie di cultura generale, il cui insegnamento,
a livello nazionale, è impartito da un numero rilevante di docenti, può risultare necessario che nei Cantoni di maggiore importanza vengano organizzati corsi cantonali.

719 232.4

Esame finale di tirocinio

Le disposizioni inerenti all'esame finale di tirocinio non costituiscono l'oggetto di modificazioni fondamentali. Verranno tuttavia introdotte talune innovazioni che in pratica assumono una rilevanza tutt'altro che insignificante.

Articolo 37 In comparazione con il disciplinamento vigente, lo scopo dell'esame finale di tirocinio è definito con maggior precisione. L'apprendista deve fornire la prova d'aver raggiunto gli scopi definiti nel regolamento di tirocinio e nel programma di insegnamento.

Articolo 38 Occorre istituire un fondamento legale per procedere alla ripartizione delle materie d'esame in differenti settori, ossia per poter organizzare esami parziali. In futuro sarebbe pertanto possibile esaminare talune capacità e conoscenze costituenti un settore di per sé chiuso, ad esempio alla fine della prima metà del tirocinio. Questa innovazione non è stata scevra di obiezioni durante la procedura di consultazione.

Mediante una modificazione dell'ordinanza della legge sulla formazione professionale del 4 settembre 1974 (art. 20a) è già data la possibilità di tener conto delle note ottenute alla scuola professionale. Le esperienze finora acquisite in questo settore mostrano però che l'introduzione di questa innovazione solleva un determinato numero di problemi.

Articolo 40 Capoverso 1: Questa disposizione ha fatto in pratica buona prova consentendo a un buon numero di persone, che avevano imparato la loro professione mediante la formazione empirica, di superare l'esame finale di tirocinio e, conseguentemente, di migliorare la loro posizione professionale e sociale. In virtù dell'articolo 30 della legge vigente, l'ammissione all'esame finale di tirocinio ha luogo a condizione che il candidato abbia esercitato la professione almeno per un tempo doppio della prescritta durata del tirocinio. In questi ultimi anni, detto periodo è stato giudicato troppo lungo, segnatamente per i tirocini di una durata di tre o quattro anni, percui, nel disegno sottoposto alla consultazione, è stato proposto che il periodo necessario venga ridotto ad una volta e mezzo la durata prescritta del tirocinio.

Ancorché questo vantaggio sia stato unanimemente approvato, in diversi pareri è stato osservato che, nel caso di tirocini biennali, verrebbe a sussistere il pericolo che il giovane sia indotto a rinunciare al compimento di un

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tirocinio normale per iniziare immediatamente un lavoro meglio retribuito in qualità di praticante. Allo scopo di ovviare a siffatte pratiche indesiderabili, è stato proposto che, per i tirocini di una durata di due anni, sia richiesto come finora l'esercizio quadriennale della professione.

Tuttavia, dato che per l'ammissione all'esame finale di tirocinio è comunque necessaria la maggiore età (compimento del ventesimo anno di età) per i tirocini biennali non s'impone un disciplinamento speciale.

Capoverso 2: La grande maggioranza delle scuole professionali private è inclusa nel settore commerciale. Il 13 agosto 1969, l'Ufficio federale ha emanato direttive disciplinanti l'ammissione degli alunni di scuole commerciali private all'esame finale di tirocinio della professione commerciale.

Queste direttive prevedono una formazione scolastica di due anni, seguita da una pratica finalistica di un anno nel quadro di una azienda, per le quali è però necessaria l'approvazione da parte dell'autorità cantonale competente. Queste direttive hanno fatto buona prova; fino alla fine del 1975, circa 300 alunni di scuole professionali private hanno in effetti ottenuto il certificato di capacità dell'esame finale di tirocinio commerciale.

Articolo 41 È necessario che tutti gli apprendisti della stessa professione siano esaminati, in ogni Cantone, secondo principi uniformi. Le esigenze dovrebbero essere ovunque uguali, ciò che esige segnatamente l'omogeneità dei temi d'esame. Ancorché negli ultimi anni siano stati realizzati progressi al riguardo, dovranno essere risolti ancora molti problemi. Per questo motivo, è previsto di inserire nell'ordinanza d'esecuzione della legge una disposizione secondo la quale la Confederazione, in collaborazione con i Cantoni, le associazioni professionali e le scuole professionali, promuove ogni provvedimento che possa contribuire allo svolgimento omogeneo degli esami finali di tirocinio. Fanno parte di questi provvedimenti i corsi di istruzione per periti preposti agli esami, organizzati annualmente dall'Ufficio federale per un determinato numero di professioni.

Capoverso 2: Finora, soltanto per gli impiegati di commercio e gli impiegati d'ufficio gli esami finali di tirocinio sono organizzati, per tutta la Svizzera, da una sola associazione professionale, ossia dalla Società
svizzera degli impiegati di commercio. Questo provvedimento ha permesso soprattutto di garantire un livello uniforme degli esami. I Cantoni di BasileaCittà e di San Gallo hanno affidato lo svolgimento degli esami finali di tirocinio in tutte le professioni (ad eccezione delle professioni commerciali e di ufficio) all'Unione cantonale delle arti e mestieri.

721 Articolo 42 Capoverso 2: Si è posta la questione a sapere se questo vantaggio sarà materialmente importante anche in futuro. Da un'indagine svolta presso i Cantoni è risultato che annualmente sono rilasciati nondimeno circa 12 certificati di capacità senza esame. Trattasi quasi esclusivamente di apprendisti, che sono caduti gravemente malati nel corso dell'ultimo terzo del loro tirocinio e per i quali è stata prescritta una cura prolungata in un sanatorio. È pertanto opportuno di conservare questa disposizione.

Capoverso 3: Dall'insegnamento professionale possono essere parzialmente esonerati gli invalidi oppure possono essere dispensati gli apprendisti i quali possono provare d'aver ricevuto una formazione equivalente oppure di livello superiore. Appare opportuno di estendere l'esonero anche all'esame finale di tirocinio. Non si vedrebbe infatti perché, ad esempio, il titolare di un attestato di maturità, che compie successivamente un tirocinio commerciale, debba subire nuovamente un esame di francese e di inglese, dopo aver studiato adeguatamente queste due lingue durante sei anni di ginnasio, a un livello d'insegnamento considerevolmente più elevato di quello proprio alla scuola professionale commerciale, sia per intensità, sia per volume.

Articolo 43 Capoverso 2: La soluzione prevista, secondo cui le ripetizioni dovrebbero comprendere soltanto le materie nelle quali a un precedente esame l'apprendista ha ottenuto una nota insufficiente, si è urtata a notevoli critiche. Talune associazioni di datori di lavoro, in particolare, ma anche singoli Cantoni hanno osservato che questa agevolazione potrebbe incitare taluni apprendisti a ripartire scientemente l'esame finale di tirocinio. Per quanto ci concerne, giudichiamo che questo pericolo, in realtà, è quasi inesistente.

Infatti, è difficile rappresentarsi che un apprendista possa agire intenzionalmente in questo modo e correre pertanto il rischio che l'esame finale di tirocinio si prolunghi sull'arco di un anno e mezzo almeno.

Articolo 44 Riguardo all'equivalenza dei certificati stranieri, soltanto con la Repubblica federale di Germania sussiste una convenzione concernente il riconoscimento reciproco dei certificati per le professioni artigianali. Per contro, le domande intese a riconoscere l'equivalenza di un certificato straniero sono
aumentate nei casi specifici, ovviamente a cagione degli importanti effettivi di manodopera straniera in Svizzera. Le domande intese al riconoscimento perseguivano soprattutto l'ammissione a un esame di professione o a un esame di maestro.

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Capitolo terzo: Scuole medie di commercio

Articolo 45 La Conferenza dei rettori delle scuole di commercio della Svizzera desidererebbe cogliere l'occasione della revisione della legge per trasformare la denominazione tedesca della scuola media di commercio in «Wirtschaftsdiplomschule», con la riserva che una siffatta designazione non sarebbe obbligatoria per tutte le scuole e tenuto conto che dovrebbe comunque essere mantenuta la designazione attuale in francese e in italiano; in queste condizioni non appare opportuno di trasformare la designazione tedesca di questa scuola.

Lo scopo della formazione, descritto nel disegno di legge sottoposto alla procedura di consultazione, secondo cui la scuola media di commercio prepara i suoi allievi ad esercitare un'attività qualificata e a progredire nella professione, è stato definito in diversi pareri troppo ambizioso o non appropriato, poiché l'esercizio di una funzione di capo esige ancora altre qualità importanti oltre alle conoscenze e alle capacità. Per altro, la formulazione proposta sarebbe discriminante per coloro i quali assolvono il tirocinio commerciale. Di questa obiezione è stato debitamente tenuto conto.

Articolo 46 Capoverso 2: Questa disposizione si fonda sul principio della prova delle nozioni acquisite e persegue lo scopo di accordare a quelli che sono desiderosi di perfezionare la loro formazione la libertà di scegliere la strada che meglio risponde ai loro bisogni. Non è pertanto più necessario di provare nel singolo caso che la formazione corrisponde a quella impartita nelle scuole medie di commercio.

La disposizione dell'articolo 35 capoverso 2 della legge vigente, secondo cui gli allievi delle scuole di commercio private sono ammessi all'esame finale di una scuola pubblica, se la loro formazione corrisponde a quella delle scuole di commercio riconosciute, non ha d'altronde potuto essere attuata, poiché i regolamenti d'esame dellescuole riconosciute prescrivono, nella maggior parte dei casi, che l'ultimo anno scolastico deve essere compiuto nell'istituto nel quale verrà svolto l'esame finale. Sono inoltre sorti problemi riguardo alle note scolastiche. Per questi motivi gli alunni delle scuole di commercio non riconosciute devono essere esclusivamente sottoposti agli esami organizzati dai Cantoni.

Articolo 47 II programma tipo di insegnamento costituisce in una determinata
misura un programma indicativo, ancorché debbano essere osservate diverse prescrizioni minime, come le materie obbligatorie figuranti nel programma di insegnamento e il numero di ore che vi devono essere dedicate, affinchè l'esame finale di tirocinio possa essere riconosciuto dalla Confederazione.

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Capitolo quarto: Formazione empirica

Articolo 48 II disciplinamento della formazione empirica da parte dei Cantoni, proposto in procedura di consultazione, è stato generalmente respinto, per motivi però assai discrepanti. Dei quattordici Cantoni che si sono espressi al riguardo, tredici propugnano un disciplinamento della formazione empirica da parte della Confederazione. In questo senso si è pure espressa l'Associazione svizzera per l'orientamento scolastico e professionale. Le associazioni mantello dei datori di lavoro respingono qualsiasi intento di istituzionalizzare la formazione empirica ancorché sembra che non tutte le loro associazioni-membro condividano questo parere. Le associazioni mantello avvertono che, per la sua stessa natura, la formazione empirica non permetterebbe un disciplinamento della durata e del contenuto dell'insegnamento, poiché quest'ultimi variano secondo le ditte e frequentemente persino secondo i posti di lavoro. Benché l'istruzione connessa al posto di lavoro perda quantitativamente d'importanza, si daranno pur sempre persone le quali, per i motivi più disparati, optano per questo tipo di formazione. La formazione empirica attuale, poiché connessa con l'occupazione (si usano formare praticanti soltanto, in funzione dei posti di lavoro disponibili), sarebbe più attrattiva di una formazione analoga disciplinata a livello cantonale, la quale non può adeguarsi a un bisogno concreto e neppure offrire un'ampia formazione di base per un'attività diversificata. D'altro canto non si misconosce la necessità di promuovere la cultura generale dei praticanti impartita dalla scuola. Si ritiene però che il disciplinamento della formazione dei praticanti da parte dei Cantoni condurrebbe a una confusione irreparabile. Si dovrebbe pure poter evitare che la formazione empirica venga a pregiudicare la consistenza del tirocinio professionale. I pareri delle associazioni dei lavoratori non sono consoni. L'Unione sindacale svizzera propone l'istituzione di una formazione obbligatoria di due anni per tutti i giovani che, prosciolti dall'obbligo scolastico, non compiono un tirocinio e neppure frequentano i corsi di una scuola media. La formazione proposta dovrebbe comprendere due semi-giornate settimanali con materie di cultura generale e materie connesse al settore professionale, per i giovani di ambedue i sessi, e in più
l'economia domestica e il lavoro in officina. Durante il tempo di insegnamento non verrebbe ammessa alcuna diminuzione del salario. La Federazione delle società svizzere degli impiegati condivide il parere secondo cui il disciplinamento della formazione empirica spetta alla Confederazione, la quale dovrebbe prescrivere il modo di compilazione dei contratti, il contenuto e la durata minima di questa formazione, nonché la forma degli attestati corrispondenti.

La' Federazione svizzera dei sindacati cristiani chiede che la formazione empirica sia definita minuziosamente nella legge e che sia istituito un rego-

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lamento pertinente comprendente tutti i particolari; soprattutto necessario sarebbe un contratto di formazione empirica che offra al giovane la protezione giuridica. L'Unione svizzera dei sindacati liberi accoglie favorevolmente un disciplinamento legale della formazione empirica, mentre la Federazione svizzera del personale dei servizi pubblici ne respinge l'idea. L'Associazione svizzera dei salariati evangelici è del parere che la formazione empirica dovrebbe essere autorizzata soltanto in virtù di un regolamento emanato dall'Ufficio federale. La sua durata dovrebbe essere di un anno al minimo, con l'obbligo di frequentare una scuola professionale o un corso di perfezionamento.

Tra i partiti politici, il Partito popolare democratico, il Partito popolare evangelico e il Partito radicale democratico si dichiarano, pur con pareri leggermente differenziati, in favore di un disciplinamento da parte della Confederazione, mentre l'Unione democratica di centro e l'Unione liberale democratica vi si oppongono. Per l'Anello degli indipendenti, la formazione degli empirici dovrebbe essere disciplinata dai Cantoni, con la garanzia che questa possibilità di perfezionamento sia offerta in tutto il Paese. Il Partito socialista respinge il principio della formazione empirica, poiché il tirocinio professionale costituisce il requisito minimo a cui deve condurre un sistema di formazione degno di un tale attributo. Questo partito per altro condivide la proposta dell'Unione sindacale svizzera.

Le associazioni dell'insegnamento professionale desidererebbero che la Confederazione disciplini la frequentazione della scuola e l'esame dei praticanti e propongono di applicare anche a quest'ultimi talune disposizioni protettive della legge sulla formazione professionale.

La Conferenza degli uffici della formazione professionale della Svizzera tedesca ha costituito, nel febbraio del 1975, un gruppo di lavoro incaricato di elaborare una proposta di soluzione del problema della formazione dei giovani che non sono in grado di compiere un tirocinio. Nel suo esauriente rapporto del maggio 1976, che si fonda sui risultati delle consultazioni dei rappresentanti dell'orientamento professionale, della previdenza sociale, dei maestri dell'insegnamento specializzato come anche delle cerehie economiche, il gruppo giunge alla conclusione
che il problema posto dalla formazione degli empirici impone un disciplinamento a livello nazionale. Al riguardo dovrebbe essere istituzionalizzato soltanto il principio della formazione empirica e non le professioni di questa categoria. Spetterebbe come finora all'economia di elaborare i programmi di formazione per i praticanti, tenuto conto che la Confederazione dovrebbe meramente emanare prescrizioni imperative per quanto concerne lo scopo e il contenuto di siffatta formazione, il contratto e la sorveglianza, l'insegnamento che essa implica, il termine della formazione e l'attestato finale.

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Occorre procedere dalla circostanza secondo cui vi sarà sempre una determinata aliquota di giovani (le valutazioni variano fra 5 e 8%) i quali non sono in grado, a cagione di deficienze psichiche, di compiere un tirocinio professionale conformemente alla legge. Essi non riescono soprattutto a seguire l'insegnamento professionale, ancorché siano organizzati per loro corsi speciali cosiddetti d'appoggio. Segnatamente l'industria, ma anche parte dell' artigianato e diverse professioni assicuranti la prestazione di servizi abbisognano di manodopera semi-qualificata, i cui servizi sono indispensabili negli ingranaggi complessi della nostra economia.

È presumibile che con la riduzione dell'effettivo degli stranieri e con le difficoltà strutturali in singole branche economiche s'accrescerà il fabbisogno di manodopera indigena di formazione empirica. Al praticante stesso giova pertanto considerevolmente che sia formato ottimalmente per la sua attività professionale, percui dev'essere preso ogni possibile provvedimento affinchè il giovane prosciolto dall'obbligo scolastico, che non è in grado di assolvere un tirocinio, non venga a trovarsi sprovvisto di qualsiasi formazione professionale.

; È indubbio che la formazione empirica rivela una multiformità straordinariamente elevata. Infatti, per quanto concerne il loro contenuto, le relative attività variano non soltanto secondo le professioni, bensì sovente anche secondo le aziende. Ne segue che, per poterle esercitare, è necessario un periodo di introduzione oscillante da alcuni giorni a un anno.

Il praticante è quindi chiamato a svolgere lavori relativamente semplici, che pur esigendo abilità manuale, destrezza e fidatezza, domandano soltanto un minimo di formazione teorica.

Dai pareri sul disegno di legge, risulta in generale che i praticanti dovrebbero essere incoraggiati, tanto dal profilo umano, quanto dal profilo professionale. La proposta dell'Unione sindacale svizzera, secondo la quale i giovani di ambedue i sessi, che hanno terminato l'ultimo anno della scuola obbligatoria e non iniziano un tirocinio o non frequentano una scuola media, dovrebbero essere tenuti a seguire corsi di perfezionamento di due anni, va troppo lontano ed esula dal quadro della legge sulla formazione professionale. Secondo l'opinione dell'Unione sindacale svizzera, questa
forma di perfezionamento deve completare l'insegnamento scolastico obbligatorio. Attuando questa" proposta, la Confederazione dichiarerebbe obbligatoria, per tutti i Cantoni, l'istituzione della scuola di aggiornamento, che taluni di essi già hanno introdotto ma le cui condizioni, per diversi motivi, sono assai precarie. Una siffatta prassi sarebbe pressoché inammissibile dal profilo giuridico. Il candidato alla formazione empirica ha bisogno avantutto di un appoggio per la vita, che nella maggior parte dei casi deve trasformarsi in un'assistenza umana. Orbene, questo aiuto può essergli opportunamente concesso con il conferimento di una cultura generale adeguata alle

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sue capacità, in corsi speciali per praticanti. Soprattutto gli orientatori professionali e i docenti di corsi speciali giudicano auspicabile un impratichimento di almeno un anno, poiché quest'ultimo, secondo il loro parere, costituisce l'unico mezzo, nel quadro dell'insegnamento professionale, atto a fornirgli i requisiti minimi per sormontare le vicessitudini della vita. Nondimeno, il legislatore non può però prescrivere che la formazione empirica deve, in ogni caso, durare almeno un anno. Come già accennammo, si danno invero molteplici attività di impratichimento, per le quali basta un'istruzione di alcuni giorni o di alcune settimane, cosicché non sarebbe affatto realistico stabilire la durata ad un anno almeno. D'altronde, l'insegnamento professionale, pur limitandolo ad un programma relativamente semplice, può raggiungere il suo scopo soltanto se dispone di un minimo di tempo.

Supponendo che, durante la sua formazione, il praticante frequenta l'insegnamento durante una giornata per settimana, si giungerebbe a un totale di 320 ore per 40 settimane di scuola.

Il disciplinamento postulato, elaborato sulla base di un'analisi esaustiva di tutte le proposte, prevede, per le formazioni empiriche che durano un anno o più, la conclusione di uno speciale contratto, al quale sono applicabili, per analogia, le disposizioni concernenti il contratto di tirocinio. Alla formazione empirica stessa si applicano analogicamente talune prescrizioni concernenti il tirocinio professionale. Il praticante è tenuto, per tutta la durata della formazione, a frequentare l'insegnamento professionale, che deve avantutto comprendere le materie di cultura generale. Per le materie professionali, dovrebbero presumibilmente essere costituiti settori professionali (ad es. professioni edili, metallurgiche e di prestazione di servizi). Come già accennammo, l'insegnamento delle materie di cultura generale dovrebbe avantutto contribuire a sormontare i problemi della vita. È previsto che l'Ufficio federale deve emanare direttive per l'insegnamento professionale.

La formazione empirica non deve essere terminata mediante esami, tanto per quanto concerne i lavori pratici, quanto per quanto concerne le materie dell'insegnamento professionale. L'attestato ufficiale relativo al compimento della formazione empirica dovrebbe menzionare
la sua durata, la designazione della professione e del campo di attività professionale, e confermare la frequentazione dell'insegnamento professionale. Come designazione della professione non possono essere usate denominazioni che costituiscono l'oggetto di un disciplinamento federale o cantonale, ma deve essere scelto un nome procedente dal centro di gravita dell'attività propria alla categoria di lavoro pertinente. In un Cantone, ad esempio, si sta attualmente formando, nel quadro della formazione empirica, un «segatore di materiali», la cui monografia professionale può essere definita come segue: «esecuzione indipendente, conformemente alle indicazioni fornite mediante liste di pezzi e facili disegni, di segature di pezzi d'acciaio, di ferro, di ottone e di alluminio, mediante seghe circolari a freddo, seghe a nastro per metalli e seghe ad arco».

727 La monografia professionale dovrebbe pertanto figurare in questo senso nell' attestato del praticante. Si può quindi presumere che un attestato redatto in siffatto modo potrà contribuire a elevare il prestigio sociale del praticante, a stimolarlo nell'adempimento dei compiti professionali e anche a migliorarne le possibilità di collocamento.

Così prevista, la disposizione non si propone dunque di istituire professioni di praticanti e di prevederne l'ordinamento, emanando regolamenti analoghi a quelli che disciplinano le professioni di tirocinio. Come finora, le cerehie economiche continuerebbero a prescrivere il contenuto e la durata della formazione dei praticanti, in ogni caso particolare. La limitazione dell' influsso statale sulle formazioni empiriche che durano almeno un anno avrà nondimeno la conseguenza che probabilmente una parte non insignificante di praticanti sfuggirà all'insegnamento obbligatorio. D'altro canto, ai praticanti, la cui introduzione nell'attività professionale dura meno di un anno, non sarebbe ovviamente vietato di seguire, d'intesa con il datore di lavoro, l'insegnamento in una classe per empirici. Del rimanente, il disciplinamento previsto non ostacola i Cantoni a istituire una moderna scuola d'aggiornamento e di dichiararne la frequentazione obbligatoria anche per i giovani esercitanti attività empiriche che possono essere imparate in meno di un anno.

Infine, delle misure di promovimento previste nel capoverso 5 devono beneficiare non soltanto i praticanti secondo il capoverso 2, bensì tutti i praticanti in generale.

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Titolo quarto: Perfezionamento professionale

Articolo 49 Questa disposizione, che persegue lo scopo di non porre limiti al campo d'attività dei responsabili del perfezionamento né ai provvedimenti per lo sviluppo, è stata generalmente approvata.

Capoverso 1 : È evidente che anche le persone le quali non hanno compiuto il tirocinio possono fruire dell'istituzione del perfezionamento; l'espressione «praticanti» deve essere pertanto compresa in questo senso.

Capoverso 3: Questa disposizione persegue lo scopo di istituire il fondamento giuridico che permette avantutto di riconoscere la fondazione dei registri svizzeri degli ingegneri, degli architetti, degli ingegneri-tecnici, degli architetti-tecnici e dei tecnici e, se necessario, di affidare determinati compiti a questa istituzione, poiché essa promuove, nel settore della tecnica edile in senso lato, prevalentemente la carriera professionale degli auto-

728 didatti. Il riconoscimento della fondazione presuppone evidentemente che essa non persegua scopi di politica di classe e non pregiudichi il libero esercizio della professione. La Confederazione è pure interessata all'attività di questa fondazione, in quanto i registri che essa aggiorna potrebbero in avvenire assumere una certa importanza in materia di libera circolazione internazionale del personale appartenente alle professioni tecniche superiori. Occorre conseguentemente prevedere ogni eventualità, adottando tempestivamente i necessari provvedimenti.

Le disposizioni di questo capoverso potrebbero inoltre rivelarsi utili per le persone che hanno acquisito la loro formazione seguendo corsi per corrispondenza. Ciò corrisponde ad un desiderio delle organizzazioni delle scuole per corrispondenza e dei loro diplomati.

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Capitolo primo: Esami di professione e esami professionali superiori1)

Come già osservammo, all'istituzione dell'esame di professione è stato finora ricorso soltanto con cautela; nondimeno, ambedue gli attuali generi di esame devono essere mantenuti. Questo capitolo è stato leggermente ridimensionato, in quanto diverse disposizioni della legge vigente verranno traslate nell'ordinanza di esecuzione.

Articolo 51 Sotto l'egida della legge vigente (art. 38 cpv. 1), nessun esame, probabilmente anche per mancanza di bisogno, è stato introdotto con lo scopo di accertare se l'esaminando avesse le qualità di dirigere un'azienda di facile gestione. È apparso per contro che talune persone di mestiere, pur non occupando una posizione di capo, devono, per essere in grado di esercitare le loro funzioni, disporre di capacità e di conoscenze le quali certamente sono equipollenti a quelle di cui dispone il diplomato che ha superato l'esame di professione. Per questo motivo, è opportuno fornire, anche in avvenire, a questa categoria di persone la possibilità di presentarsi ad un esame di professione.

L'esame professionale superiore deve avantutto accertare se il candidato dispone delle necessarie capacità e conoscenze per dirigere autonomamente un'azienda. La legge del 1963 ha nondimeno dovuto, nel senso di una garanzia dei diritti acquisiti, tener conto di tutta una serie di esami professionali superiori esistenti già da lungo tempo, nel corso dei quali i candidati devono fornire la prova di possedere i requisiti richiesti, ancorché, a cagione '' Nuova designazione in adeguamento ai termini tedesco (höhere Fachprüfung) e francese (examen professione! supérieur).

729 del genere di professione esercitata,. non abbiano l'occasione di dirigere autonomamente un'azienda (ad es., impiegati di banca, tecnici-attuariali, segretarie di direzione, contabili, corrispondenti). Per questo motivo lo scopo dell'esame professionale superiore deve costituire, anche nella legge riveduta, l'oggetto di una doppia definizione.

Articolo 52 Capoverso 1: In avvenire, la durata minima dell'attività professionale dopo il compimento del tirocinio deve essere prescritta nel regolamento d'esame.

La durata minima di due anni finora stabilita è stata giudicata quasi unanimemente troppo breve dalle associazioni professionali.

Articolo 54 Contrariamente alla prassi attuale, i nomi dei titolari dell'attestato o del diploma non saranno più pubblicati nel Foglio federale, inadeguato per questo genere di pubblicazione, bensì nella stampa specializzata.

Articolo 55 Capoverso 3: Nel disegno sottoposto alla consultazione era previsto che il titolo conferito al titolare del diploma poteva consistere nella menzione di «diplomato federale», aggiunta alla designazione della professione. Diversi enti hanno però sollevato l'obiezione secondo la quale questo disciplinamento condurrebbe ad uno svilimento del concetto di «diploma», poiché il titolare di un qualsiasi titolo di questo genere potrebbe farsi chiamare ad esempio «contabile diplomato» oppure «corrispondente diplomato». Essendo inopportuna una siffatta evoluzione occorre mantenere l'ordinamento finora applicato. Poiché il diploma reca l'iscrizione «Confederazione Svizzera» ed è inoltre cofirmato dal direttore dell'Ufficio federale, il titolare è d'altronde libero di presentarsi in qualità di «diplomato federale».

Articolo 56 Per soddisfare un desiderio espresso in diversi pareri, le prescrizioni disciplinanti la ripetizione dell'esame devono figurare nel testo legislativo, come finora, e non nell'ordinanza d'esecuzione.

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Capitolo secondo: Scuole dei tecnici

Articolo 57 L'inserimento della scuola dei tecnici nella legge è stato generalmente approvato. Nondimeno, diversi pareri chiedono che la concezione della scuola sia formulata più concretamente, affinchè sia stabilito con chiarezza come devono essere integrati i livelli intermedi, che già esistono in taluni rami (scuola per assistenti edili, corsi per tecnici di riscaldamento e di climatizzaFoglio federale 1977, Voi. I

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zione, scuola dei tecnici per impianti sanitari ecc.). Questi temi dovranno essere disciplinati nel quadro delle prescrizioni minime che verranno emanate dal Dipartimento. Nella circolare del 27 luglio 1972 sono state stabilite, per quanto concerne la durata della formazione, talune direttive (scuola a tempo pieno: 2000 ore, da ripartire su tre semestri; scuola a tempo parziale [scuola serale 1500 ore, da ripartire su tre anni).

Diversi enti consultati hanno osservato che le esigenze poste dalle aziende ai quadri appartenenti ai settori delle funzioni medie esulano dal livello dei compiti tecnici e che, secondo l'orientamento della formazione, i tecnici sarebbero chiamati ad assumere responsabilità dirigenziali. È stato inoltre evidenziato che non sarebbe ragionevole inserire nella legge una disposizione secondo cui soltanto le persone di mestiere qualificate possono essere ammesse a frequentare la scuola dei tecnici. L'ammissione dovrebbe essere infatti parimente possibile almeno per gli interessati che possono provare una formazione equivalente al tirocinio oppure una pratica professionale sufficiente. È stato tenuto conto di questi postulati.

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Capitolo terzo: Scuole tecniche superiori (scuole di ingegneria)

Articolo 58 Capoverso 1 : Rispetto al tenore della legge vigente, la nozione e lo scopo da conseguire in materia di formazione sono stati definiti in modo più esaustivo. Nei settori delle- scienze naturali, delle scienze ingegneristiche e della costruzione, l'insegnamento nei singoli orientamenti di formazione si fonda ampiamente su esercizi applicati e lavori di sviluppo in laboratorio. Ancorché non sia più esplicitamente menzionato che queste scuole impartiscono ai loro alunni la formazione necessaria per esercitare adeguatamente professioni tecniche superiori non richiedenti una formazione universitaria, non trattasi affatto di favorire l'eliminazione delle differenze .esistenti tra le scuole tecniche superiori e i politecnici. Questi due tipi di scuola mantengono invariabilmente i loro scopi e i loro compiti particolari, ciò che d'altronde risulta dalle loro diverse condizioni d'ammissione e di durata.

Capoverso 2: In taluni pareri è fatto valere che le condizioni d'ammissione dipendono dagli scopi stabiliti per l'insegnamento impartito dai diversi istituti scolastici, cosicché la Confederazione dovrebbe rinunciare a emanare prescrizioni minime. Altre cerehie per contro ne caldeggiano esplicitamente l'istituzione. Non intendiamo per nulla prescrivere condizioni d'ammissione che favoriscano i «minimalisti», anche se comunque occorra tener conto delle esigenze di singoli orientamenti formativi.

D'altro canto va però osservato che l'ammissione alle scuole tecniche superiori non deve essere resa eccessivamente difficile, poiché determinante è

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avantutto la prestazione. Del rimanente, il disciplinamento delle promozioni offre un ventaglio di possibilità sufficiente per operare una selezione degli studenti.

Capoverso 3: II titolo («Ingegnere-tecnico STS» o «Architetto-tecnico STS») conferito ai diplomati delle scuole tecniche superiori aveva già, notoriamente, sollevato controversie al momento dell'emanazione della legge del 1963 e aveva infine fornito a talune organizzazioni di diplomati di queste scuole il pretesto di avvalersi del referendum. Da quel momento le discussioni riguardo al titolo non si sono più chiuse. I diplomati di queste scuole, nonostante la chiara situazione giuridica, si designano «ingegnere STS» oppure «architetto STS», ciò che il Tribunale federale, nella sua sentenza del 13 giugno 1967, ha espressamente definito contrario alla legge.

Nella procedura di consultazione, il mantenimento del disciplinamento vigente è caldeggiato precipuamente dalla società svizzera degli ingegneri e degli architetti (SIA), ancorché essa non attribuisca un'importanza eccessiva alla questione del titolo, dall'associazione degli ex studenti del Politecnico (GEP), dalla federazione svizzera degli architetti indipendenti (FSAI), dalla federazione degli architetti svizzeri (BSA) e dalla fondazione dei registri svizzeri degli ingegneri, architetti, ingegneri-tecnici, architetti-tecnici e tecnici. Queste cerehie condividono il parere secondo cui le designazioni attuali non discriminano né favoriscono nessuna delle due classi professionali e propugnano fermamente un ordinamento che evidenzi la differenza fra le due direzioni formative. L'opinione pubblica, secondo loro, sarebbe indotta in errore se non potesse più distinguere fra un ingegnere STS e un ingegnere PF.

La SIA avverte inoltre che il problema dei titoli adeguati non è stato risolto né in seno alla CEE, né nell'ambito del registro europeo della FEANI (Fédération européenne des associations nationales d'ingénieurs). Infatti, il registro FEANI non è divenuto operazionale, poiché non è ancora stato possibile garantire, a livello internazionale, il libero spostamento degli ingegneri. Pure la CEE non ha potuto eliminare gli ostacoli alla libertà di domicilio, come era stata prevista nel trattato di Roma. L'adesione della Gran Bretagna alle Comunità Europee ha rimesso in discussione
l'intera tematica. Il libero scambio di specialisti da Paese a Paese non è tanto un problema dei diplomi e dei certificati quanto una questione di competenze professionali e di prestazioni da fornire. Oltre alla Conferenza dei direttori delle scuole tecniche superiori diurne e serali, si dichiarano in favore del titolo «ingegnere STS» o «ingegnere dipi. STS» tutte le organizzazioni pertinenti, come la federazione delle associazioni di ex-studenti delle STS diurne (DAVES-HTL), l'associazione mantello delle sezioni goliardiche dei Tecnicum svizzeri (SST), l'associazione dei diplomati delle STS serali (ARCHIMEDES), la federazione svizzera dei docenti STS, l'associazione svizzera per il promovimento della formazione dei tecnici e l'associazione

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tecnica svizzera. Questa medesima soluzione è condivisa dalla Conferenza dei direttori delle scuole professionali e artigianali della Svizzera, dall'Unione centrale delle associazioni padronali svizzere, dall'Unione sindacale come anche da tutti gli 11 Cantoni che si sono espressi riguardo al tema. Dei partiti politici, si sono pronunciati per un'adeguamento del titolo conformemente ai desideri dei diplomati STS il partito popolare democratico, il partito popolare evangelico, l'anello degli indipendenti e l'unione liberale democratica.

In particolare la conferenza dei direttori delle STS e le organizzazioni dei diplomati STS osservano che il titolo attuale tedesco pone un problema linguistico e costituisce una discriminazione dei diplomati STS svizzeri rispetto a stranieri di formazione comparabile. Nei Paesi membri della CEE, la designazione di «ingegnere» si sarebbe già affermata da lungo tempo.

Il termine di «tecnico» sarebbe avvilente per i diplomati STS, soprattutto ove si consideri che nel disegno di legge è previsto per i diplomati delle scuole dei tecnici, ciò che equivale a un'ulteriore svalutazione della loro situazione. Questa discriminazione sarebbe tanto più grave in quanto i diplomati STS sono viepiù confrontati con la concorrenza estera a cagione della marcata imbricazione internazionale della nostra economia.

Siamo del parere che non sarebbe opportuno di sopravvalutare l'importanza della questione del titolo. Nelle cerehie specializzate, la distinzione fra un ingegnere STS e un ingegnere PF è sicuramente nota, cosicché in pratica non dovrebbe sorgere alcun rischio di confusione, tanto più che in italiano le sigle sono completamente diverse. È pure vero che il titolo di «ingegnere-tecnico» non è entrato nell'uso nella zona di lingua tedesca e che esso è usato solo nel Regno Unito, nel Belgio e nella Spagna. Sembra inoltre che un registro europeo degli ingegneri, sia nell'ambito della CEE, sia in quello della FEANI, non sia realizzabile per il momento, ciò che esclude per ora qualsiasi attuabile soluzione nel quadro di queste istituzioni. Occorre infine evitare che i diplomati delle scuole tecniche superiori risultino discriminati, quanto al titolo, rispetto ai loro colleghi di scuole straniere dello stesso livello, e che pertanto siano costretti ad avviarsi con minori possibilità
nella carriera professionale. Questa discriminazione risulterebbe tanto più sgradevole in quanto la scarsità della domanda interna costringe molti giovani diplomati STS a cercare il posto di lavoro all'estero, perfino nei Paesi in sviluppo. In ponderazione di tutti gli argomenti siamo giunti alla conclusione che l'attribuzione del titolo di «Ingegnere STS» può essere giustificata. Non va però taciuto che in pratica spariranno le possibilità di promozione per i diplomati STS, previste nei registri degli ingegneri e degli architetti.

Nella legge vigente, sono enumerati tutti gli orientamenti formativi che autorizzano i rispettivi diplomati a denominarsi «Ingegnere-Tecnico STS».

Dalla sua entrata in vigore, sono però stati istituiti nuovi indirizzi di forma-

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zione e per diversi di essi sono state stabilite altre designazioni di professioni, ad esempio per la chimica e le misurazioni catastali. Allo scopo di alleggerire il testo legislativo da un elenco sempre più lungo, occorre stabilire che i diplomati delle scuole tecniche superiori sono designati «Ingegnere STS». Spetterà poscia al Dipartimento di determinare il titolo valevole per gli orientamenti nei quali il titolo di «Ingegnere STS» non è abituale. Consguentemente, al momento dell'entrata in vigore della nuova legge, le designazioni concernenti i diplomati dei rami: edilizia (architetto STS), chimica (chimico STS), misurazioni catastali (geometra STS), paesaggistica (architetto tecnico-paesaggista STS) e urbanistica (urbanista STS) ' dovranno essere determinati, rispettivamente confermati in un'ordinanza del Dipartimento.

In diversi pareri è chiesto che ai diplomati delle scuole tecniche superiori sia rilasciato un certificato federale. Quest'ultimo deve attestare che la scuola corrispondente è riconosciuta dalla Confederazione e contribuire pertanto affinchè in avvenire siano evitate confusioni e valutazioni erronee all'estero. Si evidenzia pure che il rilascio di un certificato federale è già in uso da lungo tempo per altre formazioni professionali (tirocinio, esame di professione e esame professionale superiore). A nostro parere un tale certificato non è necessario. Basta che, nel certificato, ogni scuola indichi adeguatamente che essa è riconosciuta dalla Confederazione. È pure stata chiesta la garanzia legale del libero esercizio della professione da parte dei diplomati delle scuole tecniche superiori. Questo desiderio non può essere soddisfatto nel quadro di una legge concernente la formazione professionale, la quale è meramente destinata a disciplinare il settore d'insegnamento e non l'esercizio della professione, non sussistendo al riguardo alcun fondamento giuridico.

Taluni enti interpellati hanno proposto di ancorare nella legge la Commissione federale per le scuole tecniche superiori, tenuto conto della sua importanza. Questa commissione, istituita nel 1968, è incaricata di esaminare per il Dipartimento le domande presentate dalle scuole al fine di ottenere il riconoscimento come scuola tecnica superiore e di provvedere, affinchè le scuole già riconosciute soddisfino i requisiti
minimi stabiliti dalla Confederazione. Essa deve essere mantenuta come utile istituzione specializzata, ancorché basti ancorarla, come finora, nell'Ordinanza d'esecuzione.

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Capitolo quarto: Scuole specializzate superiori

Articolo 59 L'inserimento di questo tipo di scuola nella legge colma una lacuna importante nel settore della formazione commerciale. Le scuole superiori per i quadri dell'economia e dell'amministrazione forniscono agli impiegati di

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commercio e ai titolari del diploma di una scuola media di commercio riconosciuta o di un attestato di maturità la possibilità di provvedere a un perfezionamento approfondito e finalistico, che non è più vincolato a una determinata specializzazione implicante ineluttabilmente il superamento di un esame professionale commerciale superiore. Nel settore commerciale, le scuole superiori per i quadri dell'economia e dell'amministrazione costituiscono in certo qual modo il «pendant» delle scuole tecniche superiori.

L'indicazione di «studio d'applicazione pratica» è intesa a stabilire una chiara delimitazione rispetto al livello universitario. È analogamente concepita la precisazione secondo cui i diplomati di questa scuola possono assumere compiti d'economia aziendale. Questa indicazione vuole infatti evidenziare che la soluzione di problemi giuridici e di economia nazionale nell'ambito dell'economia e dell'amministrazione permane riservata, anche in avvenire, ai diplomati degli istituti universitari.

Capoverso 3: II titolo da conferire ai diplomati delle scuole superiori per i quadri dell'economia e dell'amministrazione è già stato discusso alcuni anni or sono con le cerehie interessate e in particolare con le università, che hanno respinto designazioni come «economista aziendale» oppure semplicemente «economista». Il titolo deve ora fruire della protezione legale.

Le scuole superiori per i quadri dell'economia e dell'amministrazione già esistenti sono di norma aggregate organicamente a una scuola professionale commerciale. Ciò non deve però significare che questa forma d'organizzazione costituisca il presupposto per il riconoscimento di una scuola come scuola superiore per i quadri dell'economia e dell'amministrazione.

Determinante sarà invero soltanto l'adempimento delle esigenze minime che saranno prescritte dal Dipartimento, conformemente al capoverso 2.

Articolo 60 Poiché in avvenire potrebbero essere istituite altre scuole specializzate superiori destinate a impartire una formazione di perfezionamento con esame finale nelle professioni cui si applica la legge, per siffatti istituti deve essere approntato il fondamento giuridico necessario. Entrano avantutto in considerazione le scuole di arti applicate, che curano il perfezionamento con uno scopo di formazione ben definito nelle professioni
pertinenti e che intenderebbero rilasciare un diploma di «creatore» (in tedesco: «Gestalter») o di un'altra designazione affine. Anche per tali scuole il Dipartimento deve emanare prescrizioni minime su l'ammissione, i programmi d'insegnamento e gli esami, nonché stabilire i titoli dei diplomati.

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Titolo quinto: Ricerca in materia di formazione professionale

Articolo 61 Le associazioni dei datori di lavoro, ancorché non respingano questa disposizione, osservano che determinante non è tanto il volume della ricerca intrapresa o promossa dallo Stato, bensì il livello della nostra formazione professionale, la quale in campo internazionale potrebbe senz'altro affrontare qualsiasi comparazione. I datori di lavoro temono inoltre che un'attività statale accresciuta nella ricerca in materia di formazione professionale potrebbe condurre ad un influsso teoretizzante e ideologico in questo settore a scapito delle necessità risultanti dalla pratica. Infatti, esse osservano, nonostante lo sviluppo talvolta pletorico degli istituti di ricerca, il livello della formazione professionale all'estero non è superiore al nostro.

Per contro, diversi Cantoni, talune associazioni di salariati e l'Associazione svizzera per l'orientamento scolastico e professionale auspicherebbero l'ampliamento della prevista ricerca in materia di formazione professionale in una «ricerca sulle professioni», la quale dovrebbe occuparsi dei temi inerenti al mercato del lavoro (fabbisogno a medio e a lungo termine di persone qualificate, dal profilo qualitativo e quantitativo), alla pianificazione della formazione professionale, all'analisi dei contenuti propri a' ciascuna professione, alle esigenze poste dalle singole professioni, come anche alle trasformazioni e alle tendenze evolutive delle professioni in particolare. I risultati di siffatti lavori dovrebbero avantutto servire come fonti informative per l'orientamento professionale in generale ma anche essere messe a disposizione delle associazioni economiche e professionali. Le associazioni dei datori di lavoro respingono categoricamente l'estensione della ricerca in questo senso e propongono di ancorare nella legge pure la collaborazione fra la ricerca in materia di formazione professionale e le cerehie dell'economia.

È incontestabile che in avvenire i provvedimenti adottati in materia di formazione professionale dovranno viepiù fondarsi su principi e dati scientifici. Nondimeno, non entra in considerazione, nel quadro della revisione della legge sulla formazione professionale, la costituzione di un istituto svizzero di ricerca in materia professionale. Al riguardo non sono determinanti soltanto i motivi finanziari. Infatti, la ricerca sulle
professioni esula in una misura tutt'altro che insignificante dal settore della formazione professionale, ciò che fra altro pone problemi fondamentali particolarmente ardui e delicati inerenti alla ripartizione delle competenze. Va infine rilevato che non è senz'altro privo di fondamento il timore che una combinazione della ricerca in materia professionale con la formazione professionale stessa potrebbe avere la conseguenza di uno sviluppo unilaterale del contenuto di questa stessa ricerca. Alla formazione professionale giova non-

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dimeno che la ricerca in questa materia avvenga in connessione con la pratica. I risultati devono, secondo le possibilità, contribuire, a breve termine, al perfezionamento, in forma di miglioramenti concreti, dei diversi settori della formazione professionale, per cui risulta opportuna una collaborazione con le cerehie economiche e le istituzioni della formazione professionale. Del rimanente, il capoverso 2 prevede che la Confederazione può come finora accordare sussidi (fino a concorrenza del 40%) per gli studi e le ricerche in materia di orientamento professionale.

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Titolo sesto: Contributi federali

Nel contesto del finanziamento della formazione professionale, è stata pure esaminata la questione a sapere se occorrerebbe ricorrere all'economia per sopperire a una parte adeguata dei costi. Le ponderazioni al riguardo procedevano dalla circostanza secondo cui esiste un buon numero di aziende le quali sarebbero bensì in grado di assumere la formazione degli apprendisti, ma vi rinunciano per motivi sovente poco consistenti, limitandosi semplicemente ad assumere personale qualificato, formato da altre persone appartenenti alla professione. Si potrebbe pertanto chiedersi se non fosse opportuno, in un modo o nell'altro, procurare un vantaggio finanziario, magari in forma di agevolazione fiscale, alle aziende che formano correntemente apprendisti in più del loro fabbisogno e che, pertanto, forniscono un servizio alla comunità.

Analoghe misure sono previste nella legge germanica del 7 settembre 1976 per il promovimento dell'offerta di posti di formazione «Ausbildungsplatzförderungsgesetz». Queste misure procedono dall'idea secondo cui, qualora l'offerta di posti di tirocinio sia insufficiente, la stessa potrebbe essere stimolata mediante un appoggio finanziario a scopo determinato. A tale fine, sono pagati sussidi alle aziende che, in comparazione alla media degli ul. timi tre anni, formano un numero di apprendisti maggiore al loro fabbisogno. La concessione dell'aiuto finanziario presuppone però che l'offerta di posti di formazione, sino al 30 settembre del precedente anno civile, non sia bastevole per soddisfare la domanda. Siffata situazione è presunta quando l'offerta complessiva di posti di formazione non supera di almeno il 12,5 per cento la domanda totale e non è prevedibile a breve termine un miglioramento della situazione. Gli aiuti finanziari previsti dovrebbero contribuire a prevenire un'ulteriore regressione del numero dei posti di tirocinio disponibili, a ridurre gli squilibri regionali e settoriali e, infine, a garantire ad ogni giovane in cerca di tirocinio un'offerta adeguata. Il finanziamento di queste misure è assicurato da un contributo alla formazione professionale (Berufsausbildungsabgabe), che ammonta al massimo allo 0,25 per cento dei salari pagati dai datori di lavoro privati e pubblici, tenuto conto di una franchigia pari a 400 000 marchi l'anno. La franchigia

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dovrebbe avere per conseguenza che quasi il 90 per cento di tutte le aziende risulteranno esonerate dall'obbligo del contributo.

Sul fondamento di calcoli esaustivi, è stato ripetutamente provato, specialmente da parte dell'industria, che la formazione dell'apprendista in un' azienda cagiona notevoli costi. Sgradevole è per contro la circostanza secondo cui talune aziende traggono gratuitamente profitto dalla formazione impartita da altri, cosicché a prima vista si potrebbe essere indotti a ritenere giustificata l'introduzione eventuale di un genere di «imposta di formazione». È nondimeno ovvio che una siffatta imposizione, come lo evidenzia la suindicata legge germanica, cagionerebbe considerevoli spese amministrative, tenuto conto che ogni singolo caso dovrebbe essere esaminato allo scopo di determinare i motivi per i quali si è rinunciato alla formazione e di stabilire se i motivi allegati sono validi. Un'agevolazione fiscale per le aziende che formano apprendisti entrerebbe in considerazione, per la Confederazione, probabilmente solo nel quadro delle imposte federali dirette, il più facilmente in forma di deduzione dal reddito o dall'utile netto. Prescindendo dall'inopportunità di ridurre gli introiti fiscali federali nel corso dei prossimi anni, altri motivi ancora si oppongono a questo progetto. Infatti, l'istituzione di un caso di precedenza potrebbe condurre, ad esempio, ad accordare ad un'azienda un'agevolazione finanziaria per il motivo che essa occupa un invalido. Le condizioni che sussistono in Germania possono essere comparate con le nostre soltanto con le debite riserve, anche se nei due Stati la formazione di base avviene secondo il medesimo sistema. Siamo del parere che avantutto occorra promuovere la vocazione delle aziende e delle associazioni professionali per la formazione, ciò che presuppone la rinuncia ad addossare alle prime nuovi oneri, che poco contribuiscono o magari non contribuiscono affatto al miglioramento del livello formativo.

La circostanza secondo cui durante gli anni 1975/1976, nonostante la recessione, è stato offerto un numero bastevole di posti di tirocinio, attesta che l'economia è consapevole della sua responsabilità di recrutare un effettivo di giovani sufficiente tanto a livello qualitativo, quanto a livello quantitativo. Per questi diversi motivi, si è
rinunciato, nella nuova legge, ad un finanziamento completivo della formazione professionale a carico dell'economia.

È stata pure studiata a fondo la questione a sapere se il sistema di sussidiamento esistente dovrebbe essere modificato fondamentalmente. Questa disamina ha dimostrato che non entrano in considerazione altri procedimenti, ad esempio un ampliamento del sistema dei sussidi forfettari, ancorché occorrerà adoperarsi per rendere meno complesso il sistema vigente.

Articolo 62 In diversi pareri è stato proposto di elencare esplicitamente come tali, in questo articolo, le spese finora non computabili (ad es. mobili, salari per il

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personale amministrativo e spese per materiale di consumo, pigioni di immobili secondo il capoverso 1 lettera b, spese per l'attuazione di sistemi di insegnamento utilizzanti altri mezzi oltre all'insegnamento in classe). La decisione- inerente a questi postulati dovrà essere presa al momento in cui sarà stabilita la disposizione sulle spese computabili, che in virtù del capoverso 4 deve figurare nell'ordinanza. La situazione finanziaria della Confederazione dovrebbe però difficilmente consentire un ampliamento di siffatte spese computabili.

Articolo 63 Era presumibile che sarebbero state presentate, nel corso della procedura di consultazione, numerose proposte d'incremento dei contributi federali.

Soltanto un Cantone però domanda un aumento delle aliquote di sussidio, ossia dal 50 al 70 per cento nel primo capoverso e al 50 per cento per le costruzioni. L'Unione sindacale svizzera chiede che sia applicata generalmente un'aliquota di sussidio minimo del 40 per cento. Le altre proposte chiedono la classificazione di determinate scuole nel capoverso 1, allegando che questi istituti perseguono scopi analoghi a quelli delle scuole professionali o delle scuole tecniche superiori, per cui dovrebbero beneficiare dei corrispondenti vantaggi finanziari.

L'aliquota di sussidio per le scuole tecniche superiori era stata aumentata a suo tempo dalle Camere federali, in contrapposizione alla proposta del Consiglio federale, dal 40 al 50 per cento, tenuto conto che queste scuole sono in gran parte istituti intercantonali e che per i loro laboratori abbisognano di un voluminoso materiale di insegnamento assai costoso ed esigente continui aggiornamenti. Poiché questa considerazione non si applica alle scuole superiori di cui agli articoli 59 e 60 non appare giustificato che a questi istituti sia accordato un sussidio identico a quello assegnato alle scuole tecniche superiori. È per contro indicato di classificare le scuole di arti e mestieri e le scuole di arti applicate allo stesso livello delle scuole professionali, poiché esse assumono il medesimo compito di quest'ultime in materia di tirocinio e poiché inoltre sono generalmente scuole regionali. Nell'interesse dei praticanti, socialmente comunque svantaggiati, la giustizia vuole che il loro promovimento professionale sia favorito allo stesso modo di quello
degli apprendisti. Per i corsi di introduzione, di cui all'articolo 15, le aliquote di sussidio devono essere aumentate dal 30 al 40 per cento. Questi corsi assumono un'importanza primordiale per il miglioramento del tirocinio e meritano d'essere promossi anche da parte della Confederazione.

Poiché, anche in futuro, è previsto di riconoscere come spese computabili soltanto gli stipendi degli istruttori e le spese per il materiale didattico generale, i costi per le aziende e le associazioni professionali non risulteranno insignificanti.

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Titolo settimo: Esecuzione della legge

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Capitolo primo: Organizazzione e compiti dell'autorità

La ripartizione dell'esecuzione tra Confederazione, Cantoni, associazioni professionali e aziende, come è stata finora applicata, ha fatto buona prova, cosicché non risulta necessario un ordinamento diverso.

Articolo 64 Capoverso 1: La collaborazione tra le autorità cantonali e la Confederazione è soddisfacente. Nondimeno, le autorità cantonali devono continuamente cooperare anche fra di loro, segnatamente in singole regioni, ad esempio in materia di organizzazione dell'insegnamento professionale e di svolgimento degli esami finali di tirocinio nelle professioni debolmente rappresentate. Nel senso di un federalismo cooperativo, deve essere pertanto stabilito che i Cantoni sono tenuti a cooperare fra di loro.

Capoverso 2: La Confederazione non prescrive ai Cantoni quali mezzi devono scegliere per soddisfare i compiti loro affidati. Essi sono pertanto liberi di istituire una commissione cantonale in materia di formazione professionale, investita di competenze più o meno ampie, come anche di sorvegliare i rapporti di tirocinio e le scuole professionali attraverso funzionari a pieno impiego oppure commissioni professionali, le quali possono eventualmente essere costituite a livello paritario. Le condizioni nei singoli Cantoni sono troppo differenziate, per cui la Confederazione dovrebbe rinunciare a emanare prescrizioni particolareggiate.

Articolo 65 Capoverso 1 : II Partito socialista e due associazioni di salariati propongono l'istituzione di un ufficio federale della formazione professionale, che dovrebbe essere subordinato al Dipartimento federale dell'interno. Questa istanza è esaminata nel quadro di un eventuale raggruppamento di taluni uffici federali, nel contesto della nuova legge federale sull'organizzazione dell'amministrazione. Il disciplinamento vigente non ha avuto, per quanto concerne l'esecuzione dei compiti spettanti alla Confederazione, alcuna ripercussione negativa.

Capoverso 2: La consultazione nei casi previsti in questo capoverso non solleva obiezioni. L'espressione «provvedimenti di portata generale» è sempre stata interpretata in modo assai ampio. Nei singoli casi sono consultate le organizzazioni, la cui attività si estende a tutto il territorio nazionale.

Spetta ai singoli Cantoni e alle associazioni mantello dei datori di lavoro e dei lavoratori di decidere quale cerehie
devono essere invitate ad esprimere il loro parere. Le associazioni dei datori di lavoro e dèi salariati sono consultate dalla Confederazione nello stesso modo.

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Capoverso 3: II Consiglio federale ha già istituito questa commissione nel mese di novembre del 1970 per cui essa va ancorata nella legge.

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Capitolo secondo: Giurisdizione amministrativa

Articolo 66 Questa disposizione, che è applicabile uniformemente alle autorità della Confederazione e dei Cantoni, persegue lo scopo di assicurare al cittadino una migliore protezione giuridica.

Articolo 67 La disposizione prevista alla lettera b non esclude che una decisione dell' autorità cantonale di ricorso possa essere ricorribile a un'autorità cantonale superiore. La lettera e va interpretata nel senso che contro le decisioni prese su ricorso riguardo all'ammissione agli esami e ai corsi non è ammissibile il ricorso al Consiglio federale. Ultima istanza è il Dipartimento.

Articolo 68 Taluni Cantoni criticano la circostanza secondo cui il termine di 30 giorni per presentare il ricorso, prescritto dalla Confederazione ai Cantoni, non corrisponde al termine obbligatorio generalmente applicabile nel Cantone interessato, in base alla legislazione sulla giurisdizione amministrativa. Tenuto conto di questa situazione, non sussiste alcun motivo valido per prescrivere un termine vincolante per tutti i Cantoni in materia di ricorso nel settore della formazione professionale.

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Capitolo terzo: Disposizioni penali

Articolo 69 Capoverso 4. Il secondo periodo del disegno di legge sottoposto alla procedura di consultazione è stato omesso, poiché la legge federale del 22 marzo 1974 sul diritto penale amministrativo (RS 313.0) non contempla più il principio della responsabilità solidale.

Articolo 70 L'avvertimento secondo il capoverso 1 lettera a non deve essere notificato per scritto. Esso deve però poter essere interpretato dall'apprendista inequivocamente come avvertimento.

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Titolo ottavo: Disposizioni finali

Articolo 73 Questa disposizione è stata generalmente ben accolta nella procedura di consultazione. In materia di borse di studio, sarà competente, in avvenire, una sola autorità federale, ossia il Dipartimento federale dell'interno. Grazie a questa misura può essere attuata l'eguaglianza di trattamento degli apprendisti con gli alunni delle scuole medie e gli studenti universitari, per quanto concerne la questione delle borse di studio, il che soddisfa l'istanza reiteratamente espressa nel corso degli ultimi anni.

Le aliquote stabilite nella legge federale del 19 marzo 1965 sul sussidiamento delle spese cantonali per borse di studio (RS 416.0) ammontano dal 25 al 65 per cento e quelle fissate nella legge sulla formazione professionale, dal 30 al 50 per cento. I sussidi per borse di studio, pagati nel 1975 in virtù di questa legge, furono pari a 9,6 milioni di franchi. Secondo la legge sul sussidiamento delle borse di studio, le spese suppletive ammonterebbero, per questo anno di riferimento, a circa 4,7 milioni di franchi. Considerata la difficile situazione finanziaria della Confederazione, dobbiamo esprimere una riserva per quanto concerne la data dell'entrata in vigore dell'articolo 4 capoverso 1 lettera h della legge sul sussidiamento delle borse di studio.

Articolo 75 Rinviarne ai chiarimenti esposti riguardo agli articoli 10 e 11.

Articolo 76 La formazione in materia d'economia domestica è già disciplinata mediante ordinanza (ordinanza del 16 gennaio 1974). Poiché in tutti i settori la durata del tirocinio d'economia domestica è di un anno, deve essere inserita una corrispondente riserva, tenuto conto dell'articolo 8 capoverso 1.

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Ripercussioni finanziarie e a livello del personale

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Ripercussioni finanziarie per la Confederazione

L'aumento previsto dei sussidi federali per le scuole d'arti e mestieri e per le scuole d'arti applicate dovrebbe ammontare a circa 2,2 milioni di franchi, sul fondamento dei conti dell'anno scolastico 1975/76. Da un calcolo elaborato in base al preventivo del 1976 è risultato che l'aumento dei sussidi federali per i corsi d'introduzione dal 30 al 40 per cento cagionerebbe alla Confederazione una spesa suppletiva di circa 500 000 franchi. Poiché è

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previsto di rendere obbligatori i corsi di introduzione, di principio, per tutte le professioni, s'accresceranno in futuro anche le spese della Confederazione.

È tuttavia arduo stabilire le dimensioni di questo aumento per i primi anni seguenti l'entrata in vigore della nuova legge. Occorre tuttavia considerare che la legge non prescrive alcun termine alle associazioni professionali per l'organizzazione dei corsi di introduzione e che talune professioni particolari con un numero elevato di apprendisti (ad es. impiegati di commercio e impiegati d'ufficio, totalizzanti da sole il 20 per cento circa dell'effettivo globale degli apprendisti) non abbisognano dei corsi di introduzione. Le spese per la formazione e il perfezionamento dei praticanti non possono essere determinate con precisione, tanto più che risulteranno sottoposte soprattutto alle variazioni della situazione sul mercato dell'impiego.

Se queste condizioni saranno soddisfacenti, si può presumere, secondo le esperienze finora acquisite, che l'economia assumerà ampiamente la formazione di base dei praticanti. Inoltre, la limitazione dell'influsso statale sulle sole formazioni empiriche che durano almeno un anno, provocherà una diminuzione del numero dei corsi sussidiagli per l'insegnamento professionale, secondo l'articolo 48 capoverso 3. Dalle valutazioni eseguite risulta che il contributo federale a una classe di praticanti ammonterà annualmente a circa 7 800 franchi. L'insegnamento avrà luogo nelle scuole professionali esistenti, delle quali pertanto potranno essere utilizzati i locali ad uso particolare nonché il materiale d'insegnamento. Inoltre, talune misure particolari, che avantutto perseguono lo scopo di migliorare le condizioni del collocamento, verranno sussidiate in base alla legge federale concernente il servizio di collocamento.

I contributi federali per le costruzioni giusta l'articolo 62 capoverso 1 lettera b sono stati aumentati considerevolmente nel corso degli anni. La legge del 1930 accordava un contributo del 10 per cento, ma al massimo di 100000 franchi per ogni singolo caso; quella del 1963 aumentò l'aliquota di contributo al 16-20 per cento del costo di costruzione, limitando però il sussidio per un singolo caso a 2 milioni di franchi; la revisione parziale della legge del 9 marzo 1972 (RU 1972 1885), entrata in
vigore il 1 settembre 1972, aumentò nuovamente l'aliquota fino al 30-45 per cento ed eliminò la limitazione nel singolo caso. Questi contributi sono pure stati concessi per costruzioni iniziate dopo il 1° gennaio 1971 e sono stati pagati anche per le parti di costruzioni eseguite dopo il 1° gennaio 1971 in opere precedentemente iniziate. La proposta del Consiglio federale all'Assemblea federale verteva su contributi pari al 26 fino al 40 per cento, con applicazione retroattiva alle costruzioni iniziate dopo il 1° gennaio 1971. Nell' ordinanza del 25 giugno 1975 concernente la formazione professionale agricola, l'aliquota di contributo alle costruzioni è stata stabilita al 25-40 per cento. Non sussiste alcun motivo valido, quanto alle costruzioni secondo la

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legge sulla formazione professionale, per procedere diversamente. Una lieve diminuzione dell'aliquota di contributo è giustificata anche poiché la maggior parte dei Cantoni ha ampiamente realizzato, in questi ultimi anni, i suoi programmi di costruzione di scuole professionali, artigianali e commerciali.

Non va però taciuto che l'insegnamento obbligatorio della ginnastica e dello sport nei Cantoni e nei Comuni cagiona nuovi oneri finanziari con la costruzione di palestre e impianti sportivi. Un contributo del 25 al 40 per cento può però essere considerato, soprattutto tenuto conto della precaria situazione finanziaria della Confederazione, un notevole aiuto. Va inoltre osservato che talune opere progettate possono ora essere eseguite con una spesa inferiore a quella preventivata.

In avvenire si dovrebbe rinunciare al pagamento di contributi, per le spese di viaggio e di vitto, agli apprendisti che non possono frequentare l'insegnamento obbligatorio nel luogo di domicilio o di tirocinio. Secondo l'articolo 48 capoverso 3 lettera b della legge vigente, il sussidio pertinente ammonta al 30 per cento al massimo. Le corrispondenti spese della Confederazione ammontarono nel 1975 a 1,134 milioni di franchi e sono state preventivate per il 1976 a 1,7 milioni di franchi; la parte spettante ai singoli Cantoni dovrebbe essere relativamente modesta. Va d'altronde osservato che non tutti i Cantoni pagano siffatti contributi; si può pertanto presumere che essi potranno assumere questi costi. La rinuncia al pagamento dei sussidi federali è pure giustificata in quanto le Ferrovie federali prevedono abbonamenti a prezzo ridotto per tutti gli apprendisti che frequentano l'insegnamento professionale, per i quali il titolare paga soltanto il 60 per cento circa del prezzo normale. Anche in futuro però, la Confederazione non negherà il suo aiuto agli apprendisti indigenti. Chi in effetti chiede una borsa, può aggiungere alle spese anche i costi di viaggio e di vitto per la frequentazione dell'insegnamento professionale e la Confederazione ne terrà conto nel calcolo del sussidio a favore della borsa di studio. Questi oneri ammontarono nel 1975 a circa 300000 franchi, cosicché per la Confederazione dovrebbe risultare un risparmio netto di circa 1 400 000 franchi.

Dalle precedenti considerazioni appare che le spese
suppletive della Confederazione risulteranno esigue per i primi anni dopo l'entrata in vigore della legge. Come già indicammo l'aumento dell'aliquota di contributo dal 40 al 50 per cento per le scuole d'arti e mestieri e per quelle d'arti applicate cagionerà spese pari a 2,2 milioni di franchi. Non è prevedibile che in un prossimo avvenire sorgeranno altre scuole di questo genere. Il previsto rialzo dell'aliquota di contributo per i corsi d'introduzione degli apprendisti provocherà, secondo i preventivi per il 1976, oneri suppletivi pari a circa 500000 franchi ma i contributi federali s'accresceranno, dato che questi corsi verranno dichiarati obbligatori. Tuttavia, l'onere complementare, per i motivi indicati, si manterrà entro limiti assai stretti ed oscillerà, per i primi anni

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dopo l'entrata in vigore della nuova legge, probabilmente fra 100000 e 300000 franchi. Come già rilevammo, il contributo federale in favore di una classe di praticanti sarà approssimativamente pari a 7 800 franchi. Ove, per pura ipotesi, si pagassero contributi a 20 classi, l'onere completivo s'aggirerebbe sui 156 000 franchi. Senza le maggiori spese per il nuovo disciplinamento delle borse di studio, i costi che la Confederazione dovrebbe completivamente assumere nei primi 3 anni dopo l'entrata in vigore della nuova legge ammonteranno a circa 3-3,5 milioni di franchi. D'altro canto, la riduzione delle aliquote per le costruzioni consentirà determinati risparmi, che, sul fondamento dei 92 progetti annunciati alla Confederazione per gli anni 1978 al 1982, saranno pari a circa 36 milioni di franchi. Tenuto conto di una possibile regressione dei costi edili, la riduzione annua delle spese può essere valutata a 6,8 milioni di franchi. Un ulteriore risparmio di 1,4 milioni può essere realizzato mediante l'abrogazione dei sussidi federali in favore delle spese di viaggio e di vitto degli apprendisti. Dalla contrapposizione degli aumenti e delle riduzioni dei costi appare che le prestazioni federali, nei primi anni dopo l'entrata in vigore della legge, risulteranno inferiori di circa 5 milioni di franchi dell'importo inizialmente previsto.

È invece arduo prevedere le tendenze delle spese federali per la formazione professionale dal 1980, anno a cominciare dal quale scemerà il numero dei sedicenni. È pure difficile prevedere se questa involuzione s'attuerà a scapito del tirocinio professionale o della scuola media. Un'eventuale regressione del numero degli apprendisti non diminuirà però probabilmente le spese per l'insegnamento professionale, poiché le classi per le singole professioni non verranno eb'minate, bensì solo ridotte nell'effettivo degli alunni.

Non è tuttavia escluso che dovranno essere organizzati, nelle maggiori scuole professionali, meno classi parallele nelle professioni numericamente forti. D'altro canto i Cantoni devono soddisfare all'obbligo della ginnastica e dello sport nelle scuole professionali solo all'inizio dell'anno scolastico 1986. I contributi che la Confederazione dovrà pagare entro tale termine per la costruzione di palestre e d'impianti sportivi sono valutati a 187 milioni di franchi, tenuto conto che tra i 92 progetti suddetti un certo numero ha per oggetto la sistemazione di palestre e impianti sportivi.

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Ripercussioni finanziarie per i Cantoni

Talune innovazioni proposte (obbligo di organizzare corsi d'introduzione per gli apprendisti, obbligo d'istituire corsi di formazione per i maestri di tirocinio, formazione empirica, eliminazione del sussidio federale alle spese di viaggio e di vitto per gli apprendisti che frequentano l'insegnamento professionale, riduzione dei contributi per le costruzioni), cagioneranno spese suppletive pure ai Cantoni. D'altro canto, i Cantoni con scuole d'arti e

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mestieri e di arti applicate beneficeranno di un corrispondente aumento dell'aliquota di contributo. Complessivamente le spese suppletive dovrebbero però risultare sopportabili.

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Ripercussioni a livello del personale per la Confederazione

Le diverse innovazioni introdotte nella nuova legge cagioneranno un aumento pari a tre persone poiché i nuovi provvedimenti implicheranno compiti suppletivi per la Divisione federale della formazione professionale e per l'Istituto pedagogico svizzero di formazione professionale.

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Ripercussioni a livello del personale per i Cantoni

I nuovi provvedimenti non dovrebbero cagionare aumenti del personale per i Cantoni. Non va però dimenticato che singoli uffici cantonali della formazione professionale non sono dotati di un sufficiente effettivo, ciò che pregiudica l'esecuzione conforme della legge.

4

Classificazione di postulati

L'elaborazione di una concezione generale per la formazione tecnica superiore, implicante segnatamente l'istituzione di un grado intermedio (tecnico) tra il lavoratore qualificato e il diplomato di una scuola tecnica superiore (cfr. postulato del consigliere nazionale Watmann) è stata attuata mediante l'ancoramento alla legge della scuola dei tecnici (art. 58). Anche per i cosiddetti specialisti d'esercizio esiste pertanto un programma formativo, secondo il quale la formazione si conclude con un esame professionale giusta gli articoli 50 segg. del disegno di legge. È stato quindi soddisfatto anche il postulato del consigliere nazionale Rüegg. L'istanza del consigliere nazionale Baumann per l'aumento dei sussidi a favore delle costruzioni della formazione professionale è già stata realizzata con la revisione parziale della legge, del 9 marzo 1972. L'Istituto pedagogico svizzero di formazione professionale è stato costituito mediante il decreto del Consiglio federale del 17 maggio 1972, per cui dev'essere ora ancorato alla legge (art. 35) come anche la scuola media professionale (art. 28); risulta pertanto soddisfatto integralmente anche il postulato del consigliere nazionale Baumann. Alla legge è pure ancorata la scuola superiore per i quadri dell'economia e dell' amministrazione, per i cui diplomati è previsto, conformemente al postulato del consigliere nazionale Müller-Lucerna, un titolo protetto legalmente (art. 59). I quesiti posti nel postulato del consigliere nazionale Thalmann Foglio federale 1977, Voi. I

47

746

(5 ottobre 1972), sono stati ampiamente risolti nel frattempo, in collaborazione con le associazioni interessate, tenuto conto che non risultano necessari provvedimenti legislativi. In avvenire, la durata della pratica, dopo il compimento del tirocinio, per l'ammissione all'esame di professione e all esame professionale superiore, verrà stabilita nel regolamento d'esame (art.

52). Risulta dunque soddisfatto anche il postulato del 25 settembre 1973, deposto dalla signora Thalmann, consigliere nazionale. Per quanto concerne la sorveglianza del tirocinio (postulato del consigliere nazionale Ulrich), le disposizioni legali sono sufficienti (art. 23 e 64 cpv. 2), ancorché la loro esecuzione spetti ai Cantoni. Infine, la Confederazione continuerà a promuovere l'istituzione di scuole d'arti e mestieri.

5

Costituzionalità

La costituzionalità risulta dall'articolo 34ter lettera g della Costituzione federale, che conferisce alla Confederazione la competenza di emanare prescrizioni in materia di formazione professionale nell'industria, nelle arti e mestieri, nel commercio, nell'agricoltura e nell'economia domestica. L'articolo 61 (Ricerca in materia di formazione professionale) si fonda sull'articolo 27sexies, la perequazione finanziaria applicabile per la graduazione dei sussidi federali ai Cantoni, sull'articolo 42 ter e le disposizioni penali sull' articolo 64bis della Costituzione federale.

747

(Disegno)

Legge federale sulla formazione professionale (LFP) (Del

)

L'Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visti gli articoli 27sexies, 34ter, 42ter e 64bis della Costituzione federale; visto il messaggio del Consiglio federale del 26 gennaio 1977 1), decreta: Titolo primo: Campo d'applicazione Art. l 1

La legge disciplina: a. l'orientamento professionale; 6. la formazione di base e il perfezionamento professionali nell'industria, nel commercio, nell'artigianato, nei settori bancario e assicurativo, nei trasporti, nell'industria alberghiera, in altre prestazioni di servizio e nell'economia domestica; e. la ricerca nel settore della formazione professionale.

2

La presente legge non è applicabile alla formazione di base e al perfezionamento nelle professioni dell'educazione e della cura ai malati e nelle altre professioni sociali, della scienza, dell'arte, dell'agricoltura, della selvicoltura e della pesca.

3

\

Nel dubbio se un rapporto di formazione debba essere considerato un rapporto di tirocinio giusta la legge, decide l'autorità designata dal Cantone (qui di seguito: «autorità cantonale»).

" FF 1977 I 681

748

Titolo secondo: Orientamento professionale Art. 2

Scopo L'orientamento professionale aiuta giovani e adulti, mediante l'informazione generale e la consulenza individuale, in tutti i problemi concernenti la scelta della professione e degli studi, come anche lo svolgimento della carriera professionale.

2 La consulenza ai giovani avviene in collaborazione con i genitori, la scuola e l'economia.

Art. 3 1

Natura facoltativa e gratuita L'orientamento professionale è facoltativo e gratuito.

Art. 4

Compiti dei Cantoni 1 1 Cantoni provvedono a organizzare adeguatamente l'orientamento professionale e istituiscono un ufficio centrale cantonale.

2 L'orientamento è affidato, per tutti i settori, a persone che possono provare d'aver ricevuto una formazione specializzata, riconosciuta dalla Confederazione.

Art, 5 Compiti della Confederazione La Confederazione promuove l'orientamento professionale mediante contributi e altri provvedimenti.

2 Essa provvede, in collaborazione con i Cantoni e le competenti associazioni professionali, alla formazione e all'aggiornamento degli orientatori professionali. A tale scopo, essa può ricorrere alla cooperazione di istituzioni adeguate e affidare loro, se necessario, la formazione degli orientatori professionali.

1

Titolo terzo: Formazione professionale di base Capitolo primo: Scopo e generi Art. 6 Scopo La formazione professionale di base ha lo scopo di conferire le capacità e conoscenze indispensabili all'esercizio di una professione, di approfon-

749 dire la cultura generale corne anche di promuovere lo sviluppo della personalità e il senso di responsabilità. Essa costituisce inoltre il fondamento per il perfezionamento specializzato e generale.

Art. 7 Generi La formazione professionale di base è data: a. mediante il tirocinio compiuto in un'azienda privata o pubblica, frequentando nel contempo la scuola professionale, tenuto conto che la formazione pratica è promossa con corsi intesi a conferire le capacità fondamentali (corsi d'introduzione); b. mediante il tirocinio in una scuola d'arti e mestieri o in una scuola d'arte applicata che, oltre alla formazione pratica, impartisca anche l'insegnamento professionale; e. mediante l'assolvimento di una scuola media di commercio pubblica o privata, di utilità pubblica, i cui esami finali siano riconosciuti dalla Confederazione.

Capitolo secondo: Tirocinio Sezione prima: Prescrizioni generali Art. 8

Durata e inizio 1

II tirocinio dura almeno due anni. Esso dev'essere stabilito per anni interi. Nel caso di tirocinio graduale, i periodi di formazione dopo il primo grado durano almeno un anno. Il Dipartimento federale dell'economia pubblica (qui di seguito: «Dipartimento») può accordare deroghe dall'obbligo dell'anno intero qualora sussistano condizioni particolari.

2

L'inizio del tirocinio coincide con l'inizio dell'anno scolastico della scuola professionale competente. L'autorità cantonale decide circa le deroghe in singoli casi, dopo aver udito la scuola professionale.

3

Le prescrizioni sul tirocinio sorto applicabili soltanto alle professioni per le quali è stato emanato un regolamento di tirocinio giusta l'articolo 12.

Art. 9 Apprendista 1

È apprendista (uomo o donna) il giovane di almeno 15 anni compiuti, prosciolto dall'obbligo scolastico, che impari, in una azienda, in una scuola

750 d'arti e mestieri o in una scuola d'arti applicate, una professione assoggettata alla legge, in virtù di un contratto di tirocinio.

2 In circostanze speciali, l'autorità cantonale può eccezionalmente ammettere come apprendista il giovane che compie i 15 anni durante l'anno civile considerato.

3

Se l'apprendista diventa maggiorenne durante il tirocinio o se un maggiorenne inizia il tirocinio, il rapporto soggiace parimente alla legge, in quanto essa non si riferisca solo ai giovani.

Art. 10

Maestro di tirocinio 1

Nelle professioni assoggettate alla legge, gli apprendisti possono essere formati solo dai maestri di tirocinio che abbiano le capacità professionali e le qualità personali necessarie, che abbiano frequentato un corso d'istruzione per maestri di tirocinio e che offrano ogni garanzia di formarli adeguatamente, con comprensione e senza pericolo per la loro salute o moralità.

2 È maestro di tirocinio il responsabile della gestione aziendale o un sostituto da lui designato.

3

Nelle professioni, per le quali è organizzato l'esame professionale superiore secondo gli articoli 50 a 56, il Dipartimento può, a domanda dell' associazione professionale competente, prescrivere che il maestro di tirocinio abbia superato questo esame. Nelle professioni, per le quali sono organizzati l'esame di professione e l'esame professionale superiore oppure solo l'esame di professione, anche quest'ultimo è sufficiente per la formazione degli apprendisti.

4 L'autorità cantonale vieta al maestro di tirocinio la formazione di apprendisti se egli o il sostituto non adempie le condizioni stabilite nel capoverso 1, se viola gravemente gli obblighi legali o se dagli esami intermedi o da quelli finali di tirocinio risulta che la formazione è insufficiente.

Art. 11

Formazione del maestro di tirocinio 1

1 Cantoni organizzano, in collaborazione con le associazioni professionali, corsi d'istruzione per maestri di tirocinio. Essi possono delegarne lo svolgimento all'associazione cantonale competente. Per le professioni con pochi rapporti di tirocinio, l'Ufficio federale dell'industria, delle arti e mestieri e del lavoro (qui di seguito «Ufficio federale») può delegare lo svolgimento dei corsi all'associazione nazionale pertinente a domanda di questa, per tutta la Svizzera o per una regione linguistica.

751 2

L'Ufficio federale stabilisce il programma minimo dei corsi e provvede, in collaborazione con i Cantoni e le associazioni professionali, alla formazione degli istruttori. Esso promuove inoltre il perfezionamento dei maestri di tirocinio.

3

II maestro di tirocinio è tenuto a frequentare i corsi d'istruzione. Se è provata una formazione equivalente, l'autorità cantonale può autorizzare eccezioni conformemente alle direttive dell'Ufficio federale.

Art. 12 Regolamenti di tirocinio 1

II Dipartimento emana per le singole professioni un regolamento di tirocinio, che stabilisce segnatamente la denominazione della professione, lo scopo della formazione, la durata del tirocinio, le condizioni richieste all' azienda, il numero massimo degli apprendisti formabili simultaneamente in un'azienda e il programma di tirocinio.

2

Per le professioni, che sono esercitate soltanto in un Cantone, il Dipartimento può conferire al Cantone la facoltà di emanare il regolamento di tirocinio.

3

Se l'opportunità di introdurre il tirocinio in una determinata professione non è ancora sufficientemente chiarita, l'Ufficio federale emana un regolamento provvisorio o conferisce tale facoltà al Cantone.

4

II Dipartimento provvede affinchè i regolamenti di tirocinio siano adattati all'evoluzione e ai mutamenti nelle professioni.

5 I regolamenti di tirocinio sono pubblicati nel Foglio federale.

Art. 13 Presupposti per l'emanazione di regolamenti 1

1 regolamenti di tirocinio possono essere emanati soltanto per professioni che, riguardo alle capacità e conoscenze da acquisire, rivelano un'adeguata multiformità, non possono essere imparate solo empiricamente, · consentono cambiamenti d'azienda e, di norma, costituiscono il fondamento della carriera professionale.

2

Se una professione comprende un vasto settore d'attività, il tirocinio può essere organizzato come tirocinio graduale o differenziato.

3 Se la formazione in una professione avviene in forma di tirocinio graduale, l'accesso al grado superiore può essere subordinato a determinate prestazioni minime all'esame finale di tirocinio nel grado inferiore, oppure al superamento di un esame d'ammissione.

752

Art. 14 Numero massimo degli apprendisti in un'azienda 1

II numero massimo degli apprendisti che possono essere formati simultaneamente in un'azienda è stabilito nel regolamento in modo che sia garantita una formazione adeguata e accurata.

2 II numero degli apprendisti di un'azienda è proporzionato a quello dei lavoratori qualificati occupati e il numero degli apprendisti dello stesso anno di tirocinio a quello complessivo degli apprendisti.

3

In circostanze speciali, come carenza di posti di tirocinio, aziende di tirocinio con istruttori a tempo pieno o fabbisogno straordinario di leve professionali, l'autorità cantonale può, nel singolo caso, elevare temporaneamente il numero massimo di apprendisti, in quanto non sia pregiudicata la formazione adeguata.

Art. 15 Corsi d'introduzione 1

Le associazioni professionali organizzano, nel quadro del tirocinio, corsi intesi a conferire le capacità fondamentali (corsi d'introduzione).

2

L'Ufficio federale può, a domanda, esonerare dall'obbligo le professioni la cui struttura particolare non esige l'organizzazione di corsi d'introduzione.

3

La frequentazione dei corsi è obbligatoria per tutti gli apprendisti della professione corrispondente. Circa l'esonero dai corsi decide l'autorità cantonale, conformemente alle direttive dell'Ufficio federale.

4

1 corsi d'introduzione sono svolti dalle associazioni professionali in collaborazione coi Cantoni. Essi non devono pregiudicare l'insegnamento professionale.

5

Per i corsi è emanato un regolamento che ne disciplina l'organizzazione, la durata, le materie, la coordinazione con l'insegnamento professionale e la copertura dei costi. Il regolamento è approvato dall'Ufficio federale.

6

La Confederazione promuove la formazione degli istruttori dei corsi d'introduzione.

Art. 16 Sussidi didattici per la formazione 1

Per assicurare un'istruzione sistematicamente e metodicamente esatta degli apprendisti, l'associazione professionale competente elabora, in base al regolamento di tirocinio, un modello di guida per la formazione pratica

753

nell'azienda. Questa guida è consegnata all'apprendista all'inizio del tirocinio.

2

II maestro di tirocinio annota lo stato di formazione dell'apprendista periodicamente, ma almeno annualmente, in un rapporto di formazione, che discute con l'apprendista.

3

Su proposta dell'associazione professionale competente, il Dipartimento può obbligare l'apprendista a tenere un libro di lavoro. Questo è controllato e vistato regolarmente dal maestro di tirocinio. Il regolamento d'esame può prescrivere una valutazione del libro di lavoro.

Art. 17 Modificazione dell'età minima e della durata di tirocinio 1

II Dipartimento può elevare, nel regolamento, l'età minima per il tirocinio in una professione, se il provvedimento è giustificato da speciali circostanze.

2

Su proposta delle parti o della scuola professionale, l'autorità cantonale può abbreviare la durata del tirocinio, in singoli casi, segnatamente se l'apprendista già possiede conoscenze preliminari oppure ha compiuto un tirocinio in un'altra professione, o prolungarla, se lo scopo del medesimo non può presumibilmente essere conseguito nella durata normale, nonostante una formazione adeguata e accurata.

Art. 18 Tirocinio d'invalidi 1

Se un invalido, a cagione dell'infermità, non può svolgere tutti i lavori prescritti nel programma di tirocinio, l'autorità cantonale decide se sussiste un rapporto di tirocinio giusta la legge.

2 Per gli apprendisti invalidi, l'autorità cantonale può, se necessario, prolungare adeguatamente il tirocinio, esonerarli parzialmente dall'insegnamento e concedere loro agevolazioni al momento dell'esame finale di tirocinio.

Sezione seconda: Rapporto di tirocinio

Art. 19 Approvazione del rapporto di tirocinio 1

II rapporto di tirocinio nelle professioni secondo la presente legge è valido solo se è approvato dall'autorità cantonale. L'approvazione ha effetto dall'inizio del tirocinio.

754 2

II maestro di tirocinio presenta il contratto all'autorità cantonale prima dell'inizio del tirocinio. Questa approva il rapporto di tirocinio, se sono adempiute le condizioni e se il contratto è conforme alle prescrizioni legali, e trasmette a ciascuna parte contraente un esemplare del contratto approvato. All'apprendista sono inoltre consegnati il regolamento di tirocinio e d'esame come anche il programma d'insegnamento professionale.

3 II contratto non è necessario, se il maestro di tirocinio è nel contempo detentore della potestà dei genitori; tuttavia egli notifica per scritto il rapporto di tirocinio all'autorità cantonale prima dell'inizio del tirocinio.

4

La legge è applicabile al rapporto di tirocinio anche se il contratto è omesso o se il maestro di tirocinio non lo sottopone per tempo all'autorità cantonale o, come detentore della potestà dei genitori, non notifica affatto o per tempo il rapporto di tirocinio.

Art. 20

Tempo di prova 1

Se le parti non hanno stabilito nel contratto il tempo di prova in modo preciso, sono considerati come tale i primi tre mesi trascorsi nell'azienda.

2

La durata massima del tempo di prova di tre mesi, conformemente all'articolo 344a capoverso 2 del Codice delle obbigazioni1}, può essere eccezionalmente prorogata, prima della sua scadenza, sino a sei mesi, per accordo fra le parti approvato dall'autorità cantonale.

3 Se il rapporto di tirocinio è sciolto durante il tempo di prova, il maestro di tirocinio avverte immediatamente per scritto l'autorità cantonale e la scuola professionale.

Art. 21

Obblighi del maestro di tirocinio 1

II maestro di tirocinio forma l'apprendista adeguatamente, sistematicamente e con comprensione, secondo il programma di tirocinio stabilito nel regolamento. Egli provvede affinchè la formazione nell'azienda sia possibilmente ben coordinata con l'insegnamento delle materie professionali.

2

II maestro di tirocinio informa l'apprendista riguardo a tutti i provvedimenti importanti connessi con il rapporto di tirocinio e gli conferisce un adeguato diritto d'essere consultato.

3

L'apprendista può essere chiamato a eseguire solo i lavori che sono in relazione con la professione e non pregiudicano la formazione.

4

L'apprendista non può eseguire lavori a cottimo.

" RS 220

755 5 II maestro di tirocinio assicura l'apprendista contro gli infortuni e assume il pagamento dei premi dell'assicurazione contro gli infortuni professionali. Nel contratto di tirocinio è disciplinata, con riserva della legislazione cantonale, l'assunzione dei premi per l'assicurazione contro gli infortuni non professionali, Art. 22

Obblighi dell'apprendista e del suo rappresentante legale 1

L'apprendista fa tutto il possibile per conseguire lo scopo della sua formazione. Egli si attiene alle istruzioni del maestro di tirocinio, esegue coscienziosamente i lavori assegnatigli e mantiene il segreto d'affari.

2

II rappresentante legale dell'apprendista sostiene, per il meglio, il maestro di tirocinio e la scuola professionale nell'adempimento dei loro compiti e promuove la buona intesa fra maestro di tirocinio, apprendista e scuola professionale.

Art. 23 Vigilanza sul tirocinio 1

L'autorità cantonale esercita la vigilanza sul tirocinio. A tale scopo essa ordina un'ispezione d'azienda entro un congnio termine, sempreché non sussista, in virtù di precedenti rapporti di tirocinio, la garanzia di un' esecuzione conforme del tirocinio. Essa può esigere informazioni dagli interessati come anche esaminare le guide per l'insegnamento, i rapporti di formazione e i libri di lavoro.

2

In singoli casi, specialmente se un'azienda forma apprendisti per la prima volta, oppure se il maestro di tirocinio o il rappresentante legale dell' apprendista lo esige, l'autorità cantonale può indire un esame intermedio. In quanto vi sia un bisogno generale, il Cantone può prescrivere esami intermedi per tutti gli apprendisti di una professione e affidarne l'organizzazione all'associazione professionale, su proposta di quest'ultima.

3

Se l'ispezione dell'azienda o l'esame intermedio suscitano dubbi sulle attitudini dell'apprendista o sul successo del tirocinio o rivelano lacune nella formazione, l'autorità cantonale, udite le Parti contraenti e, se necessario, la scuola professionale, prende i provvedimenti necessari o, se sono date le condizioni dell'articolo 24 capoverso 2, mette fine al tirocinio, revocandone l'approvazione.

Art. 24 Scioglimento 1

Se il rapporto di tirocinio è sciolto di comune accordo o, per cause gravi, unilateralmente, il maestro di tirocinio avverte subito l'autorità cantonale e la scuola professionale. L'autorità cerca una possibile intesa fra le parti per la continuazione del rapporto.

756 2 Se appare dubbio il successo del tirocinio o non è data garanzia d'adempimento delle prescrizioni legali, l'autorità cantonale può, udite le parti e la scuola professionale, mettere fine al rapporto di tirocinio, revocandone l'approvazione.

Art. 25

Applicazione del Codice civile e giudizio delle contestazioni 1

II Codice civile svizzero 1), in particolare il Codice delle obbligazioni ', è applicabile al rapporto di tirocinio, salvo disposizione contraria della legge.

2

2

1 Cantoni, che delegano a un'autorità amministrativa il giudizio in prima istanza di contestazioni di diritto civile derivanti dal contratto di tirocinio, ordinano la procedura secondo le norme della procedura civile e concedono i mezzi di ricorso dati dal diritto cantonale.

Sezione terza: Insegnamento professionale Art. 26

Scuole professionali 1

Le scuole professionali, come scuole con mandato autonomo di formazione, conferiscono agli apprendisti, nell'ambito dell'insegnamento obbligatorio, le basi teoriche necessarie per l'esercizio della loro professione e promuovono con una formazione generale lo sviluppo della loro personalità. Esse possono inoltre svolgere segnatamente corsi facoltativi per apprendisti e corsi di perfezionamento o riqualificazione di lavoratori qualificati e di praticanti come anche di preparazione alle scuole superiori.

2

Sono considerate scuole professionali anche le scuole d'arti e mestieri e le scuole d'arti applicate secondo l'articolo 7 lettera b.

3

I Cantoni istituiscono un servizio medico scolastico sufficiente.

Art. 27

Materie obbligatorie e numero di lezioni Le materie obbligatorie e quelle obbligatorie opzionali e il rispettivo numero di lezioni sono stabiliti nei programmi d'insegnamento compilati dall'Ufficio federale. Quest'ultimi sono adeguati alle esigenze delle professioni e sono emanati simultaneamente ai corrispondenti regolamenti di tirocinio e d'esame.

" RS 216 " RS 220

757

Art. 28

Scuola media professionale 1

A una scuola professionale, d'intesa con l'Ufficio federale, può essere aggregata una scuola media professionale. Quest'ultima, come complemento dell'insegnamento obbligatorio, conferisce agli apprendisti dotati e applicati una formazione più vasta che giova allo sviluppo professionale e individuale e che agevola loro anche l'accesso a cicli di formazione più impegnativi.

2

La Confederazione emana programmi d'insegnamento per le scuole medie professionali e ne disciplina l'organizzazione, le condizioni d'ammissione, la promozione e l'esame finale.

Art. 29

Obbligo di frequentare l'insegnamento 1

L'apprendista è obbligato a frequentare regolarmente l'insegnamento, secondo il programma per la sua professione, dall'inizio del tempo di prova e a conformarsi alle norme della scuola.

2

II maestro di tirocinio impone all'apprendista di frequentare l'insegnamento obbligatorio e gli concede il tempo necessario, senza deduzione di salario. Per l'insegnamento obbligatorio non può essere imposta all'apprendista alcuna tassa.

3 Udita la scuola professionale, l'autorità cantonale può esentare dall' insegnamento, in tutto o in parte, l'apprendista che comprovi una formazione equivalente o superiore.

Art. 30

Provvedimenti nel caso di prestazioni insufficienti alla scuola professionale Se sussistono considerevoli dubbi che un'apprendista, date le sue prestazioni alla scuola professionale, superi l'esame finale di tirocinio, la scuola avverte il maestro di tirocinio e il rappresentante legale dell'apprendista. Se le prestazioni non migliorano, la scuola propone all'autorità cantonale adeguati provvedimenti. Quest'ultima, udite le parti e la scuola professionale, prende le necessarie disposizioni, per conferire all'apprendista, secondo le possibilità, una formazione di base corrispondente alle sue attitudini e inclinazioni. È riservato l'articolo 24 capoverso 2.

Art. 31

Istituzione di scuole professionali 1 Cantoni danno agli apprendisti di aziende situate sul loro territorio la possibilità di frequentare l'insegnamento obbligatorio e la scuola media professionale.

1

758 2 A questo scopo, i Cantoni provvedono affinchè siano istituite scuole professionali oppure agevolano mediante appropriati provvedimenti l'assolvimento di scuole in altri Cantoni. L'insegnamento obbligatorio può anche essere affidato a scuole di cui sono responsabili associazioni professionali, organizzazioni di utilità pubblica o aziende (scuole aziendali), sempreché queste scuole siano conformi alle prescrizioni federali e cantonali.

3

Le scuole professionali sono adeguate ai gruppi professionali delle zone di reclutamento e devono essere possibilmente istituite come centri regionali. Se la zona d'attrazione per una professione si estende a più di un Cantone e se i Cantoni interessati non possono accordarsi riguardo alla sede della scuola, la medesima è stabilita dall'Ufficio federale.

Art. 32

Organizzazione dell'insegnamento 1

L'organizzazione dell'insegnamento spetta ai Cantoni.

2

Le classi sono costituite per professioni e all'interno di una professione secondo gli anni di tirocinio. Circa le eccezioni risolve l'autorità cantonale.

3

L'insegnamento obbligatorio è possibilmente concentrato su giornate intere. Se dura più di un giorno settimanalmente, anche la parte rimanente è impartita in una sola volta.

4

L'insegnamento obbligatorio termina alle ore 18. L'autorità cantonale può accordare deroghe per motivi imperativi., 5

II programma annuo d'insegnamento può essere ripartito, con l'autorizzazione dell'Ufficio federale, in singoli blocchi.

Art. 33

Corsi specializzati intercantonali 1

In circostanze speciali, l'Ufficio federale, su proposta dell'associazione professionale competente o dei Cantoni interessati, può dichiarare obbligatorio, per tutte o singole materie, di frequentare, invece dell'insegnamento settimanale alla scuola professionale, un corso specializzato intercantonale. Il corso specializzato deve garantire che lo scopo dell'insegnamento sia meglio conseguibile e che non derivino spese eccessive né, per i partecipanti, svantaggi considerevoli.

2 L'Ufficio federale emana per ciascun corso specializzato un regolamento disciplinante l'organizzazione del corso e la copertura delle spese.

3

Se l'aumento del numero d'apprendisti nella professione corrispondente consente l'istituzione di classi professionali, regionali o cantonali, il corso specializzato intercantonale è soppresso.

759 Art. 34

Requisiti del corpo insegnante 1

L'insegnamento nelle scuole professionali e nei corsi di perfezionamento professionale è impartito da docenti con formazione tecnica e pedagogica.

2

Mediante ordinanza sono emanate prescrizioni particolareggiate sui requisiti del corpo insegnante.

3

II corpo insegnante è tenuto ad aggiornarsi professionalmente.

Art. 35

Istituto pedagogico svizzero di formazione professionale 1

La formazione e il perfezionamento dei docenti di ruolo e dei docenti incaricati delle scuole professionali, se non hanno luogo in un'università, spetta alla Confederazione. A tale scopo essa gestisce un istituto pedagogico svizzero di formazione professionale.

2

L'istituto funge inoltre da servizio nazionale di documentazione per l'insegnamento professionale, giudica il materiale e i sussidi didattici e si occupa della ricerca nel settore dell'insegnamento professionale.

3 II Dipartimento può affidargli altri compiti atti a promuovere la formazione professionale.

Art. 36

Provvedimenti dei Cantoni per l'aggiornamento dei docenti 1

Secondo il bisogno e d'intesa con l'Istituto pedagogico svizzero di formazione professionale, i Cantoni organizzano corsi integrativi per l'aggiornamento dei docenti.

2

Essi possono dichiarare obbligatorio l'assolvimento di corsi d'aggiornamento.

Sezione quarta: Esame finale di tirocinio Art. 37

Scopo L'esame finale di tirocinio accerta se l'apprendista ha raggiunto le finalità descritte nel regolamento di tirocinio e nel programma d'insegnamento, che lo abilitano all'esercizio della sua professione.

760

Art. 38 Regolamenti 1

II Dipartimento emana, per le singole professioni, regolamenti d'esame. Questi disciplinano l'organizzazione e la durata dell'esame, le materie e la loro ripartizione eventuale in singoli campi (esami parziali), la considerazione di note della scuola professionale, l'apprezzamento e l'assegnazione delle note.

2

L'Ufficio federale emana i regolamenti d'esame per le professioni secondo l'articolo 12 capoverso 3.

Art. 39 Obbligatorietà Con riserva di eventuali esami intermedi, l'apprendista sostiene l'esame verso la fine del tirocinio o alla prima occasione a tirocinio ultimato.

Se ne è impedito, vi provvede a impedimento cessato. È riservato l'articolo 42 capoverso 2.

1

2 II maestro di tirocinio annuncia l'apprendista all'esame e gli concede il tempo necessario per sostenerlo, senza deduzione di salario. Inoltre, gli mette gratuitamente a disposizione, secondo le istruzioni dell'autorità esaminatrice, i locali, gli utensili e, se è il caso, il materiale, sostituibile con una corrispondente indennità, necessari all'esecuzione dei lavori d'esame.

3

Per l'esame finale di tirocinio non può essere imposta all'apprendista alcuna tassa.

Art. 40 Ammissione di candidati senza tirocinio e di privatisti II maggiorenne senza tirocinio professionale è ammesso all'esame finale di tirocinio, se ha esercitato la professione almeno per un tempo pari a una volta e mezzo la durata prescritta del tirocinio. Egli deve inoltre comprovare di aver frequentato l'insegnamento professionale o di aver acquisito in altro modo le necessarie conoscenze professionali.

1

2

L'allievo di scuole specializzate private (privatista) è ammesso all esame finale di tirocinio, se la sua formazione è conforme alle prescrizioni legali e regolamentari.

Art. 41 Organizzazione L'organizzazione e lo svolgimento dell'esame finale di tirocinio spetta ai Cantoni, riservate le disposizioni seguenti.

1

761 2

II Dipartimento può delegare l'organizzazione e lo svolgimento dell' esame finale di tirocinio di una professione, in tutto il Paese o in una parte di esso, per tutte o singole materie, alle associazioni professionali competenti, su proposta di quest'ultime. Se il Dipartimento non usa tale facoltà, il Cantone può delegare l'organizzazione dell'esame ad associazioni professionali cantonali.

3 Le associazioni professionali interessate emanano un regolamento sull' organizzazione dell'esame, che è sottoposto all'approvazione del Dipartimento o, se è il caso, del Cantone.

4

Se il Dipartimento delega l'organizzazione dell'esame a un'associazione professionale, a quest'ultima e al Cantone è accordata un'adeguata rappresentanza nella commissione esaminatrice. L'Ufficio federale e i Cantoni sono autorizzati a sorvegliare l'esame.

5

II capoverso 4 è applicabile per analogia alla delega dell'esame, da parte del Cantone, a un'associazione professionale.

Art. 42

Attestato di capacità 1

Chi supera l'esame finale di tirocinio e ha terminato il tirocinio conformemente al contratto riceve un attestato di capacità, che lo autorizza a denominarsi impiegato od operaio qualificato. L'attestato è rilasciato dall autorità cantonale.

2

All'apprendista, che è impedito senza sua colpa di presentarsi all esame, l'autorità cantonale può consegnare eccezionalmente l'attestato senza esame, se egli ha compiuto almeno due terzi del tirocinio, ha comprovato le sue capacità e non può presumibilmente presentarsi entro un anno.

3

Nel caso di esonero parziale dall'insegnamento professionale secondo gli articoli 18 capoverso 2 e 29 capoverso 3, l'autorità cantonale può esonerare l'apprendista dall'esame nelle materie corrispondenti e consegnargli nondimeno l'attestato di capacità.

Art. 43 Ripetizione 1

Chi non supera l'esame può ripeterlo il più presto dopo un semestre.

Se non lo supera ancora, vi è riammesso per la terza e ultima volta dopo almeno un anno dalla ripetizione.

2

Le ripetizioni comprendono solo le materie nelle quali l'esaminato aveva ottenuto una nota insufficiente all'esame precedente.

Foglio federale 1977, Voi. I

48

762

Art. 44

Equivalenza degli attestati esteri II Dipartimento, in generale, e l'Ufficio federale, nel singolo caso, possono equiparare all'attestato di capacità gli attestati esteri equivalenti.

Capitolo terzo: Scuole medie di commercio Art. 45

Scopo Le scuole medie di commercio conferiscono, in un ciclo d'insegnamento di tre o quattro anni, una cultura generale allargata e un'istruzione specializzata, che prepara l'allievo a esercitare una corrispondente attività professionale in un'azienda commerciale, in un'impresa per la prestazione di servizi o in un'amministrazione.

Art. 46

Riconoscimento dell'esame finale L'Ufficio federale, su proposta di un Cantone, può riconoscere l'esame finale di una scuola media di commercio pubblica o privata, di utilità pubblica.

1

2

Gli allievi di scuole medie di commercio non riconosciute sono ammessi a esami speciali organizzati dai Cantoni, che devono soddisfare le esigenze valide per gli esami delle scuole medie di commercio riconosciute.

3 Le scuole, che organizzano esami finali riconosciuti, e i Cantoni, che intendono organizzare esami giusta il capoverso 2, emanano un regolamento che sottopongono all'approvazione dell'Ufficio federale.

4 Chi ha superato l'esame finale secondo il capoverso 1 o 2 riceve il diploma e può denominarsi impiegato qualificato. Egli è ammesso ai corrispondenti esami di professione e professionali superiori, come anche alle pertinenti scuole specializzate superiori.

Art. 47

Programma d'insegnamento L'Ufficio federale emana un programma d'insegnamento per le scuole medie di commercio e determina i presupposti per il riconoscimento dell' esame finale.

763 Capitolo quarto: Formazione empirica

Art. 48 1

La formazione empirica impartisce ai giovani soprattutto dotati praticamente le capacità e conoscenze indispensabili per padroneggiare semplici, procedimenti di fabbricazione e di lavoro. Essa deve possibilmente consentire trasferimenti d'azienda.

2

Se la formazione empirica dura un anno o più, le parti devono concludere un contratto. Sono applicabili per analogia gli articoli 344 a 346a del Codice delle obbigazioni-10 e gli articoli 9, 18 e 19 a 25 della presente legge.

3

1 candidati alla formazione empirica secondo il capoverso 2 sono tenuti a frequentare corsi d'insegnamento professionale, comprendenti materie professionali e di cultura generale. I Cantoni devono istituire per i praticanti classi speciali. Sono applicabili per analogia gli articoli 29, 31 e 32.

4 Chi ha assolto la formazione empirica riceve un attestato ufficiale.

Quest'ultimo conferma la durata della formazione empirica, la designazione della professione, il settore della professione e l'assolvimento del corso d' insegnamento professionale. L'attestato è firmato dal datore di lavoro e dall'autorità cantonale.

5 La Confederazione promuove con contributi e altri provvedimenti i corsi organizzati da Cantoni, scuole professionali, associazioni professionali o altre organizzazioni, intesi a introdurre i praticanti in un'attività professionale, a promuovere la loro mobilità professionale o la loro cultura generale.

Titolo quarto: Perfezionamento professionale Art. 49 Principio 1

II perfezionamento professionale giova ai lavoratori qualificati e ai praticanti per adeguare la loro formazione professionale di base all'evoluzione tecnica ed economica e per migliorare la loro cultura generale, affinchè possano promuovere la loro mobilità professionale e assumere compiti più impegnativi.

2 A tale scopo, la Confederazione promuove con contributi' e altri provvedimenti i corsi organizzati da Cantoni, scuole professionali, associazioni professionali o altre organizzazioni, che hanno per oggetto segnatamente il

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perfezionamento, la riqualificazione, l'introduzione in speciali settori professionali o la preparazione a scuole secondo gli articoli 57 a 60. Essa sostiene inoltre istituzioni o provvedimenti, che agevolano la permeabilità tra singoli sistemi di formazione.

3

La Confederazione può riconoscere istituzioni adeguate, che promuovono la carriera professionale in altro modo, usando procedimenti diversi dai corsi o dagli esami secondo gli articoli 50 a 56, e affidare loro determinati compiti. L'ordinanza ne disciplina le condizioni.

Capitolo primo: Esame di professione ed esame professionale superiore

Art. 50 Generi d'esame 1

Le associazioni professionali possono organizzare esami di professione ed esami professionali superiori riconosciuti dalla Confederazione. Per le singole professioni, possono essere organizzati l'esame di professione o l'esame professionale superiore o ambedue gli esami.

2

Le associazioni professionali, che intendono organizzare tali esami, emanano un regolamento che sottopongono all'approvazione del Dipartimento. L'ordinanza ne disciplina le condizioni.

Art. 51 Scopo L'esame di professione accerta se il candidato possiede le attitudini e le conoscenze professionali necessarie per adempire la funzione di capo o per svolgere una funzione professionale, i cui requisiti sono considerevolmente superiori a quelli del tirocinio professionale.

2 L'esame professionale superiore accerta se il candidato possiede le attitudini e le conoscenze necessarie per dirigere autonomamente un'azienda o soddisfare nella sua professione esigenze più elevate.

1

Art. 52 Ammissione All'esame di professione o a quello professionale superiore è ammesso chi gode dei diritti civici, possiede l'attestato di capacità dell'esame finale di tirocinio per la professione considerata o un attestato equivalente e, dopo il tirocinio, ha esercitato la professione durante il periodo prescritto dal regolamento.

1

765 2

Se in una professione sono organizzati l'esame di professione e l'esame professionale superiore, il candidato, di regola, è ammesso al secondo solo se ha superato il primo e da allora ha esercitato la professione per almeno due anni.

3 II regolamento può derogare alle predette condizioni di ammissione, se ciò è giustificato dalle circostanze.

Art. 53

Vigilanza della Confederazione 1

Gli esami di professione e gli esami professionali superiori sono sottoposti alla vigilanza della Confederazione.

2

Lo svolgimento degli esami è sorvegliato da rappresentanti della Confederazione, designati dall'Ufficio federale.

Art. 54 Attestato professionale e diploma 1

Chi ha superato l'esame di professione riceve l'attestato professionale.

2

Chi ha superato l'esame professionale superiore riceve il diploma.

3

II nome dei loro titolari è pubblicato e iscritto, per professione, in un registro, che ciascuno può consultare.

Art. 55 Titolo 1

II titolare dell'attestato professionale o del diploma è autorizzato a portare il titolo stabilito nel regolamento.

2 Per il titolare dell'attestato professionale può essere usata la denominazione della professione, con l'aggiunta «con attestato professionale federale».

3

Per il titolare del diploma può essere usata la denominazione della professione, con l'aggiunta «diplomato» o preceduta da «maestro».

4

È riservato l'uso di titoli all'interno dell'azienda secondo le istruzioni della direzione.

5

II Dipartimento, in generale, e l'Ufficio federale,, nel singolo caso, possono equiparare all'attestato professionale o al diploma gli attestati esteri equivalenti.

766

Art. 56 Ripetizione 1

Chi non supera l'esame di professione o l'esame professionale superiore, vi è riammesso il più presto dopo un anno. Se non lo supera ancora, vi è riammesso per la terza e ultima volta dopo almeno quattro anni dal primo esame.

2

II secondo esame comprende solo le materie nelle quali l'esaminato non ha ottenuto almeno la nota «bene», il terzo per contro tutte le materie del secondo.

Capitolo secondo: Scuole dei tecnici

Art. 57 La Confederazione promuove la formazione nelle scuole dei tecnici, che conferiscono ai loro allievi le conoscenze e le capacità per abilitarli ad assumere compiti tecnici e funzioni dirigenziali a livello medio.

1

2

II Dipartimento stabilisce esigenze minime circa l'ammissione, i programmi d'insegnamento e gli esami.

3

Chi supera l'esame finale in una scuola dei tecnici riconosciuta dalla Confederazione è autorizzato a denominarsi pubblicamente «tecnico ST».

Capitolo terzo: Scuole tecniche superiori (scuole d'ingegneria)

Art. 58 La Confederazione promuove la formazione nelle scuole tecniche superiori (scuole d'ingegneria), che conferiscono ai loro allievi nozioni teoriche e applicate d'ingegneria, comprendenti materie di matematica, scienze naturali e ingegneristiche o tecnica edile (architettura) e cultura generale e li preparano ad applicare autonomamente i risultati della scienza e della ricerca alla produzione e allo sviluppo industriali oppure in altri settori specializzati.

2 II Dipartimento stabilisce esigenze minime circa l'ammissione, i programmi d'insegnamento e gli esami.

1

3

Chi supera l'esame finale in una scuola tecnica superiore riconosciuta dalla Confederazione è autorizzato a denominarsi pubblicamente «ingegnere STS». Per i settori di formazione, nei quali la designazione «ingegnere STS» non è usuale, il titolo è determinato dal Dipartimento.

767 Capitolo quarto: Scuole specializzate superiori

Art. 59 Scuole superiori per i quadri dell'economia e dell'amministrazione 1

La Confederazione promuove la formazione nelle scuole superiori per i quadri dell'economia e dell'amministrazione, che conferiscono ai loro allievi, mediante uno studio d'applicazione pratica fondato su principi scientifico-economici e una cultura generale allargata, le conoscenze e le capacità per assumere compiti impegnativi di economia aziendale nell'economia e nell'amministrazione.

2

II Dipartimento stabilisce esigenze minime circa l'ammissione, i programmi d'insegnamento e gli esami.

3

Chi supera l'esame finale in una scuola superiore per i quadri dell' economia e dell'amministrazione, riconosciuta dalla Confederazione, è autorizzato a denominarsi pubblicamente «economista aziendale SSQEA».

Art. 60 Altre scuole specializzate superiori 1

La Confederazione può promuovere altre scuole specializzate superiori con contributi o altri provvedimenti.

2

II Dipartimento può stabilire, per queste scuole, esigenze minime circa l'ammissione, i programmi d'insegnamento e gli esami e determinare il titolo dei candidati.

Titolo quinto: Ricerca sulla formazione professionale Art. 61 La Confederazione promuove la ricerca sulla formazione professionale. Questa chiarisce, in collaborazione con l'economia e le istituzioni della formazione professionale e secondo metodi scientifici, in particolare le questioni fondamentali della formazione pratica e del perfezionamento, come anche dell'insegnamento professionale, determina lo scopo e il contenuto della formazione per singole professioni e preordina l'adeguamento della formazione professionale all'evoluzione tecnica, economica e sociale.

2 II Dipartimento può affidare all'Istituto pedagogico svizzero di formazione professionale oppure ad altri istituti appropriati compiti di ricerca nel senso del capoverso 1 e accordare contributi per studi e ricerche nel campo dell'orientamento e della formazione professionali, 1

768

Titolo sesto: Contributi federali Art. 62

Norma e condizioni generali 1

La Confederazione assegna contributi nell'ambito della presente legge e nel limite dei crediti concessi per: a. le istituzioni e i provvedimenti dell'orientamento e della formazione professionali; b. la costruzione di edifici destinati alla formazione professionale, all alloggio di apprendisti o alunni di corsi e scuole secondo gli articoli 49 e 57 a 60 oppure all'insegnamento obbligatorio della ginnastica e dello sport per apprendisti.

2

I contributi federali sono assegnati solo per istituzioni e provvedimenti che non perseguono uno scopo lucrativo e che sono accessibili a tutte le persone adempienti le condizioni d'età e di formazione preliminare. L'istituzione o il provvedimento corrispondente deve inoltre soddisfare un'esigenza, essere organizzato funzionalmente e disporre di specialisti.

3

II contributo federale è assegnato, di regola, soltanto se anche il Cantone assegna un contributo adeguato.

4

L'ordinanza disciplina le altre condizioni d'assegnazione dei contributi e le spese computabili.

5

La graduatoria dei contributi secondo la capacità finanziaria dei Cantoni è disciplinata nella legislazione sulla perequazione finanziaria.

Art. 63

Determinazione dei contributi 1

II contributo federale, secondo la capacità finanziaria dei Cantoni, è del 30 al 50 per cento per: a. le istituzioni e i provvedimenti dell'orientamento professionale secondo l'articolo 5; b. le scuole d'arti e mestieri e le scuole d'arti applicate secondo l'articolo 7 lettera b, le scuole professionali secondo l'articolo 26 e le scuole medie professionali secondo l'articolo 28; e. i corsi per praticanti secondo l'articolo 48 capoverso 5; d. le scuole tecniche superiori (scuole d'ingegneria) secondo l'articolo 58.

2

II contributo federale, secondo la capacità finanziaria dei Cantoni, è del 25 al 40 per cento per:

769

a. le scuole medie di commercio (comprese le scuole d'amministrazione), secondo l'articolo 7 lettera e; b. i corsi d'introduzione secondo l'articolo 15; e. i corsi specializzati intercantonali secondo l'articolo 33; d. i corsi di formazione e d'aggiornamento di docenti secondo l'articolo 36 capo verso 1 ; e. gli esami finali di tirocinio secondo gli articoli 37 a 43; /. i corsi di perfezionamento secondo l'articolo 49; g. le scuole dei tecnici secondo l'articolo 57 e le scuole specializzate superiori secondo gli articoli 59 e 60; h. gli studi e le ricerche nel campo dell'orientamento e della formazione professionali secondo l'articolo 61 capoverso 2; i. le costruzioni secondo l'articolo 62 capoverso 1 lettera b.

3

II contributo federale, secondo la capacità finanziaria dei Cantoni, è del 15 al 30 per cento per altri provvedimenti intesi a promuovere la formazione professionale, segnatamente per: a. i corsi d'istruzione dei maestri di tirocinio secondo l'articolo 11, degli istruttori per corsi d'introduzione secondo l'articolo 15 capoverso 5 e degli esaminatori; b. gli esami di professione e quelli professionali superiori secondo gli articoli 50 a 56; e. i periodici specializzati pubblicati da associazioni professionali o di categoria che giovano all'orientamento o alla formazione professionali.

Titolo settimo: Esecuzione della legge Capitolo primo: Organizzazione e compiti delle autorità Art. 64

Compiti dei Cantoni L'esecuzione della legge spetta ai Cantoni, salvo che essa disponga altrimenti. Quest'ultimi sono tenuti a cooperare fra di loro.

2 I Cantoni emanano le prescrizioni esecutive, in quanto non spettino alla Confederazione, e designano le autorità competenti. Essi provvedono a una efficace vigilanza sui rapporti di tirocinio e sulle scuole professionali e a una stretta collaborazione fra le autorità competenti per la formazione professionale, l'orientamento professionale, il collocamento e l'esecuzione della legge sul lavoro, come anche fra dette autorità e le associazioni interessate.

1

770 3

1 Cantoni presentano periodicamente all'Ufficio federale un rapporto sull'esecuzione.

Art. 65 Compiti della Confederazione 1

La Confederazione esegue i provvedimenti di sua competenza ed esercita l'alta vigilanza sull'esecuzione della legge. Questi compiti, nella misura in cui non competono al Consiglio federale o al Dipartimento, spettano all'Ufficio federale.

2

II Consiglio federale emana le prescrizioni esecutive della legge. Le autorità cantonali, le associazioni professionali e quelle della formazione professionale devono essere udite prima di emanare queste prescrizioni, i regolamenti di tirocinio e d'esame e i programmi d'insegnamento come anche prima di disporre altri provvedimenti di portata generale.

3

II Consiglio federale nomina una commissione federale della formazione professionale, incaricata di esprimere il parere, ad orientamento delle autorità federali, riguardo a quesiti fondamentali della legislazione e dell' esecuzione, in tutto l'ambito della legge. Essa è autorizzata a presentare proposte di moto proprio.

Capitolo secondo: Giurisdizione amministrativa Art. 66

Decisioni 1

Le decisioni, comprese quelle su ricorso, sono comunicate per scritto.

2 Le decisioni che respingono una domanda e le decisioni su ricorso sono inoltre motivate e corredate di chiarimenti giuridici che indicano l'autorità e i termini di ricorso.

Art. 67 Autorità di ricorso Le autorità di ricorso sono: a. l'Ufficio federale, per le decisioni su -- l'ammissione a esami di professione e a quelli professionali superiori come anche ai corsi di studio e di formazione di docenti e orientatori, organizzati dalla Confederazione; -- il rifiuto dell'attestato professionale, del diploma o dell'attestato per corsi di studio e corsi per la formazione di docenti e orientatori; b. un'autorità cantonale di ricorso, designata da ciascun Cantone, per le decisioni di autorità cantonali;

771

e. il Dipartimento, per le decisioni, comprese quelle su ricorso, dell'Ufficio federale; d. il Consiglio federale, per le decisioni su ricorso del Dipartimento e le decisioni cantonali su ricorso, contro le quali, giusta gli articoli 97 segg.

della legge federale sull'organizzazione giudiziaria non è ammissibile il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale, eccettuate quelle su ricorso concernenti il risultato di esami; e. il Tribunale federale, per altre decisioni su ricorso del Dipartimento e per le decisioni cantonali su ricorso, eccettuate le decisioni definitive su ricorso, concernenti l'ammissione a esami e corsi.

Art. 68

Procedura di ricorso La procedura di ricorso è disciplinata, quanto al Tribunale federale, secondo gli articoli 103 segg. della legge federale sull'organizzazione giudiziaria1', quanto ad altre autorità federali di ricorso, secondo gli articoli 44 segg. della legge federale sulla procedura amministrativa2' e, quanto alle autorità cantonali di ricorso, secondo il diritto cantonale.

Capitolo terzo: Disposizioni penali Art. 69

' Responsabilità penale del maestro di tirocinio 1

II maestro di tirocinio che: a. forma o fa formare apprendisti in una professione assoggettata alla legge, sebbene gli sia stato vietato conformemente all'articolo 10 capoverso 4; b. omette di conchiudere il contratto di tirocinio conformemente all'articolo 19 oppure il contratto di formazione empirica secondo l'articolo 48 capoverso 2, non lo sottopone affatto o per tempo all'autorità cantonale ovvero, come detentor della potestà dei genitori, non notifica affatto o per tempo il rapporto di tirocinio o di praticante; e. viola i suoi obblighi rispetto all'apprendista, è punito con la multa.

2 Nei casi di colpa lieve può essere pronunciata, invece della multa, un' ammonizione. Per grave violazione degli obblighi indicati nel capoverso 1 lettera e può essere pronunciato l'arresto.

'> RS 173.110 RS 172.021

2>

772 3 Se il sostituto del maestro di tirocinio incaricato della formazione professionale commette un reato, è punito egli stesso; il maestro di tirocinio è punito soltanto se conosceva il reato e ha omesso di impedirlo o se non ha usato tutta la diligenza per conseguire dal sostituto l'adempimento delle prescrizioni.

4

Se il reato è commesso nell'azienda di una persona giuridica, di una società in nome collettivo o di una società in accomandita, sono punite le persone che hanno agito o avrebbero dovuto agire per essa.

Art. 70 Responsabilità penale dell'apprendista 1

L'apprendista che: a. manca, senza giustificazione, dall'insegnamento obbligatorio nonostante l'avvertimento della scuola o lo disturba intenzionalmente e ripetutamente; b. manca, senza giustificazione, da un corso d'introduzione nonostante l'avvertimento della direzione del corso o lo disturba intenzionalmente e ripetutamente; e. non si presenta, senza motivi plausibili, a un esame conformemente agli articoli 23 o 39 capoverso 1, è punito con la multa.

z'Nei casi di colpa lieve, può essere pronunciata, invece della multa, un' ammonizione; sono riservate le competenze disciplinari delle autorità scolastiche, delle commissioni per i corsi d'introduzione e delle commissioni esaminatrici.

3 I capoversi 1 lettera a e 2 sono parimente applicabili ai praticanti secondo l'articolo 48.

Art. 71 Abuso di titoli Chiunque: a. si spaccia per impiegato od operaio qualificato, senza aver conseguito l'attestato di capacità; b. si attribuisce un titolo protetto da un regolamento d'esame di professione o d'esame professionale superiore, senza aver conseguito l'attestato professionale o il diploma, oppure si attribuisce un titolo atto a suscitare l'impressione che egli abbia superato l'esame di professione o professionale superiore;

773

e. si attribuisce un titolo nel senso degli articoli 57 a 60, senza aver superato il corrispondente esame finale, è punito con l'arresto o con la multa.

Art. 72 Negligenza. Riserva del CP. Procedimento penale 1

Le infrazioni secondo gli articoli 69 a 71 sono punibili anche se sono commesse per negligenza.

2

Sono riservate le disposizioni speciali del Codice penale1'.

3

II procedimento penale spetta ai Cantoni.

Titolo ottavo: Disposizioni finali Art. 73

Modificazione del diritto vigente La legge federale del 19 marzo 19652) sul sussidiamento delle spese cantonali per borse di studio è modificata come segue: Art. 4 cpv. 1 lett h (nuova)

i h. Istituzioni e provvedimenti di formazione professionale secondo l'articolo 34 ter lettera g della Costituzione federale.

Art. 74

Abrogazione Con l'entrata in vigore della presente legge è segnatamente abrogata la legge federale del 20 settembre 1963 3) sulla formazione professionale.

Art. 75

Corsi d'istruzione per maestri di tirocinio Chi ha già formato con successo almeno due apprendisti prima dell' entrata in vigore della legge e continua a offrire la sicurezza a tale riguardo non è tenuto a frequentare un corso d'istruzione per maestri di tirocinio secondo l'articolo 11 della legge.

" RS 311.0 =' RS 416.0 " RU 1965 321

774

Art. 76

Formazione nell'economia domestica 1

L'insegnamento dell'economia domestica è disciplinato in un'ordinanza speciale.

2 II tirocinio nelle professioni dell'economia domestica dura almeno un anno. Del rimanente sono applicabili per analogia le disposizioni della presente legge.

Art. 77

Referendum ed entrata in vigore 1 2

La presente legge sottosta al referendum facoltativo.

II Consiglio federale ne determina l'entrata in vigore.

Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali

Messaggio a sostegno di una nuova legge federale sulla formazione professionale Del 26 gennaio 1977

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Jahr

1977

Année Anno Band

1

Volume Volume Heft

09

Cahier Numero Geschäftsnummer

77.005

Numéro d'affaire Numero dell'oggetto Datum

28.02.1977

Date Data Seite

681-774

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